mercoledì, Settembre 9, 2026

Multe a caso, la gestione privata delle soste diventa un problema

di Alberto Vivarelli

PISTOIA – Non esiste alcuna ordinanza del Comune che vieta la sosta in piazzetta Sozzifanti ai residenti. E non esiste, quindi, il limite del carico-scarico. Le informazioni fornite dall’addetta al controllo delle soste non ha alcun fondamento. No, non siamo su Scherzi a parte: tutto documentato.

La signora che è stata multata nei giorni scorsi (https://www.reportpistoia.com/sosta-in-centro-cambiano-le-regole-ma-il-comune-non-lo-dice/), sabato mattina si è recata al comando dei vigili urbani per capire cosa stia succedendo in città. Quando ha spiegato la vicenda, il vigile in servizio è rimasto basito. Ha fatto tutti i controlli del caso poi ha messo sotto gli occhi della donna un foglio: la domanda di archiviazione della contravvenzione. Anche la signora è rimasta basita. Ma come? E l’ordinanza?

Non esiste alcuna ordinanza, ha confermato il vigile, in piazza Sozzifanti non esiste il divieto di sosta per i residenti né il cartello per la sosta di carico e scarico. Adesso la donna dovrà aspettare qualche mese ma la questione è risolta.

Per la signora il disagio è stato piccolo, non lavorando il sabato ha potuto dedicare un’oretta a risistemare le cose al loro giusto posto. Ma chi lavora sei giorni su sette? E’ costretto a prendere permessi.

La questione va ben oltre il caso specifico. Quante multe illegittime sono state comminate dal luglio scorso? Gli episodi non sarebbero pochi. C’è chi si è presentato al comando della Polizia municipale con la multa trovata sotto il tergicristallo dimostrando che gli addetti avevano sbagliato a rilevare l’orario di fine sosta; una signora, addirittura, ha mostrato al piantone la multa e il tagliando della sosta emesso dal parcometro: mentre la sosta era ancora attiva, lei si trovava al comando a contestare la contravvenzione.

Episodi che mettono sotto la lente d’ingrandimento la preparazione degli ausiliari del traffico. Come può un addetto al controllo delle soste non conoscere le regole e citare a papocchio ordinanze inesistenti che creano solo difficoltà ai cittadini?

Allora l’episodio di piazzetta Sozzifanti e le multe fantasma pongono la questione della gestione delle soste, ovvero di come la società che ha vinto il bando prepara il proprio personale.

A scanso di equivoci, chi viola le regole del codice della strada deve essere sanzionato, non si possono offrire spazi di giustificazione. Giusta la severità ma a condizione che sia applicata sempre, ovunque e comunque, tre requisiti che a Pistoia sono sconosciuti.

Alla fine dello scorso anno, la giunta comunale decise di privatizzare la gestione delle soste, a gennaio pubblicò il relativo bando.

La gara fu vinta da Abaco che gestirà il servizio fino al 30 giugno 2028, valore stimato 2.030.467,67 euro; il 35% dell’intero importo andrà nelle casse di Abaco che, oltre a occuparsi dei circa 2.500 stalli auto a pagamento presenti in città, dovrà gestire l’intero pacchetto: incassi, vendita degli abbonamenti,  manutenzione della segnaletica orizzontale e verticale relativa agli stalli di sosta a pagamento. Affidato alla ditta esterna anche l’accertamento delle violazioni in materia di sosta dei veicoli nelle aree blu e degli spazi residenti, che verrà effettuato quotidianamente attraverso gli ausiliari della sosta, personale assunto e “debitamente formato dal gestore”, si legge in una nota del Comune.

Formato come e da chi? Nel bando di aggiudicazione del servizio non c’è alcun riferimento (https://start.toscana.it/tendering/tenders/029762-2022/view/detail/1) alla formazione del personale, né alle tutele per i dipendenti. Eppure, quando si esternalizza un servizio, il Comune diventa garante nei confronti dei cittadini. Chi verifica che il personale sia stato adeguatamente formato?

Questioni che, evidentemente, all’Amministrazione comunale non interessano, forse questioni minori. L’obiettivo di privatizzare la gestione delle soste è stato raggiunto e porterà nella casse del Comune tanti più soldi, senza rogne.

La scelta della privatizzazione era funzionale anche a una presenza più diffusa dei vigili urbani sul territorio, un obiettivo ancora lontano dall’essere raggiunto.

Sotto il profilo politico si tratta di una giravolta evidente. Quando per la prima volta, tanti anni fa, l’amministrazione comunale si affidò agli ausiliari del traffico per il controllo delle soste (soprattutto nel periodo delle feste natalizie), dall’allora opposizione (oggi maggioranza) ci fu una sollevazione: la giunta vuole fare cassa, sostennero Alessandro Capecchi e Alessio Bartolomei, i più agguerriti; il primo nel 2012 entrò nella prima giunta Tomasi, Bartolomei è lì dal 2012.

Hanno cambiato idea. Legittimo. Ne prendiamo atto. Fino al 2012 i vigilini erano una eccezione, adesso sono la normalità.

Nel 2019 Nicola Maglione (Movimento 5 stelle) propose di assumere i “vigilini” da destinare al controllo delle soste e del traffico. Fu respinta perché sarebbe stata “una vessazione per i cittadini”.

Il controllo pubblico era una vessazione, quello privato diventa una razionalizzazione, come si legge nel bando del gennaio scorso.

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