mercoledì, Settembre 9, 2026

Muore schiacciato sotto un mezzo pesante in una cava di Carrara

CARRARA – E’ morto alla cava 150, nella Fossa Ficola (in località Miseglia sulle Alpi Apuane), rimanendo schiacciato sotto un mezzo pesante di cui era alla guida. E’ successo stamani poco dopo le 8. La vittima è Paolo Lambruschi di 59 anni che stava guidando un Dumper (mezzo pesante utilizzato nelle cave) che è finito giù per molti metri. L’uomo è rimasto schiacciato sotto il mezzo ed è deceduto.

(foto d’archivio)

Inviato subito dal 118 il Soccorso Cave con medici e infermieri, intervenuti anche operatori della Prevenzione, Igiene e Sicurezza sui Luoghi di Lavoro, Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine.
Inizialmente allertato anche Pegaso, ma quando i primi sanitari sono arrivati sul posto hanno capito che per il 59enne non c’era niente da fare.

L’uomo, descritto come un lavoratore esperto di cave, lavorava per una cooperativa. La sindaca di Carrara Serena Arrighi si sta recando nella cava teatro dell’infortunio mortale.

Lambruschi lascia la moglie e una figlia. Sui social la notizia ha creato sgomento: era conosciuto anche per aver giocato a basket in squadre locali da giovane.

“Proprio mentre si celebra la giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro la Toscana fa i conti con un’altra vittima, nelle Cave di marmo, un’incredibile coincidenza, quasi una beffa, assurda – commenta Silvia Noferi, consigliera della Regione Toscana -. Un altro operaio, uscito di casa questa mattina per andare al lavoro e che non farà più ritorno alla sua vita, ai suoi affetti, ai quali va tutta la mia vicinanza. Proprio per mantenere un faro sempre acceso su questa enorme problematica, il 18 marzo scorso, ho presentato un’altra interrogazione, dove chiedo alla Giunta Regionale, risposte dettagliate in merito all’esecuzione dei controlli previsti dal “Piano biennale straordinario per la sicurezza nella lavorazione del marmo” nelle Cave Apuo-versiliesi. Il mio personale auspicio è che le iniziative previste nel Piano biennale straordinario previste per arginare una condizione di emergenza si trasformino in una gestione strutturata, che deve essere messa a regime, per garantire la sicurezza dei lavoratori di tutto il comparto estrattivo e lapideo”.

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