mercoledì, Settembre 9, 2026

Nadyne Rush, Whitney Houston accese il fuoco della musica

di Elisabetta Branchetti

FIRENZE – Nadia Guelfi, in arte Nadyne Rush, è di Fucecchio dove è nata l’anno della vittoria dei Mondiali del 1982; da dieci anni vive a Firenze.

Nadia Guelfi

Nadia è una persona solare, disponibile, cerca sempre di essere d’aiuto per lasciare un buon ricordo di sé, tranne quando è in macchina, dove dà il peggio. Ammette di essere molto disordinata, che considera il suo peggior difetto.

Ha un grande senso della giustizia ed è una buona ascoltatrice, spesso riflette sulla possibilità di frequentare un corso di psicologia, l’ha sempre trovato un percorso affascinante.  

La sua vita è sicuramente la musica, passione di sempre e la sua professione da ormai oltre 20 anni che condivide con il suo compagno Luca, anche lui musicista. Insegna canto moderno presso le prestigiose Accademie Lizard. Grande amante della natura, crede di non poter concepire la sua vita senza il verde, infatti vive tra le colline fiorentine immersa tra gli olivi e le viti e tanti animali, tra queste una gattina che in questo momento illumina le sue giornate. E una grande passione: l’equitazione.

Nadyne Rush

Quando hai scelto di intraprendere la strada del canto?

Io non ho mai scelto il canto, è stato il canto a scegliere me perché davvero, non ho un ricordo nitido di quando ho iniziato a cantare, credo di averlo sempre fatto. Lo ritengo un dono di Dio. Sicuramente, però, c’è un momento in cui ho deciso che poteva essere la mia professione e quel giorno è stato quando ho visto per la prima volta il film “The Bodyguard” con Kevin Costner e la mia adorata Whitney Houston, immensa fonte d’ ispirazione. Nel film non solo vidi lei e pensai di voler essere lei, ma partorii il pensiero di voler fare proprio quello che fa lei, che nel film interpretava il ruolo di una cantante di successo. Sono molto orgogliosa e felice di poter dire alla me bambina di aver realizzato il suo sogno.

Nasci come interprete di cover?

Nasco come interprete di cover, come tutti ho cominciato con la band della cantina facendo musica rock per poi cominciare a riconoscermi nel genere “Black”, passando dall’Acid Jazz al Soul, all’R&B, al Jazz. Nella mia vita musicale lavorativa ho avuto l’occasione di partire bene, grazie alla collaborazione con maestro Vincenzo Genovese che mi ha scoperta con un banale annuncio online e con il quale ho stretto una resistente collaborazione tuttora attiva. Questo rapporto mi ha introdotto nel circuito fiorentino facendomi conoscere i migliori musicisti di Firenze e non solo. Da lì ho fatto varie esperienze molto importanti prima sulle navi da crociera, poi come corista principalmente per il gruppo “Dirotta su Cuba”, ma anche Ghali, Mace e oggi anche come ospite d’eccezione in contesti molto importanti. Un settore in cui mi sono sentita subito a mio agio è stato anche il settore dance, specialmente la musica house. Collaboro stabilmente con tanti producers come Federico Scavo, Alex Barattini, Gianni Bini.

Hai scritto brani tuoi?

Scrivo da sempre, ho cominciato ad esprimermi in ambito dance, un ambiente per me molto stimolante e creativo. Durante il terribile periodo della pandemia mi sono concentrata su “Stupido Periodo” album pop che ho scritto sull’onda del menefreghismo che c’è stato per la mia categoria in un periodo così delicato, mi sono sentita davvero abbandonata. L’anno scorso invece è uscito RUN! con Fulltime Records, lavoro incentrato sulle sonorità soul e house. In questi giorni ho cominciato a scrivere il prossimo lavoro, ho in mente una sorta di opera moderna da ascoltare dall’inizio alla fine che parli dei generi che amo di più e che mi aiuti a superare ma allo stesso tempo non dimenticare un momento molto importante che sto vivendo adesso nella mia vita.

Nadyne Rush

Quali sono i brani più importanti?

Mi è capitato spesso di dare voce ad alcuni brani ma, sicuramente, i più importanti che sono usciti col mio nome e scritti per me sono “ Let’s fall in love” del produttore Papik e “Cinica” che in realtà ho co-scritto insieme a Dario Cecchini e che è uscito nell’ultimo album della Funkoff “Soulfoul” proprio lo scorso dicembre 2025, album che è stato presentato anche al Blue Note di Milano.

Parlaci delle tue collaborazioni musicali.

Le collaborazioni con artisti sono tantissime, praticamente tutti i musicisti del panorama Pop, Jazz e Soul della Toscana e non solo. Le collaborazioni più interessanti che attualmente mi coinvolgono sono con la Marching Band FUNKOFF, con l’Orchestra Regionale Toscana ORT e con FTCBO BRASS (La sezione ritmica e fiati della filarmonica di Bologna) e il maestro Massimo Zanotti, durante il periodo natalizio (e non solo) collaboro con molti cori di musica gospel.

Quanti sogni sei riuscita a realizzare guardando nel cassetto e cosa altro vorresti fare?

Sono stata fortunata, sono riuscita a realizzare tantissimi sogni, così tanti che ne ho dovuti trovare di nuovi, forse perché è cambiata anche l’età e la maturità ha decisamente un’altra prospettiva.

Il mio primo sogno è sicuramente quello di non smettere mai di sognare e di avere le mie ambizioni, non potrei pensarmi troppo “seduta” nella mia vita e sicuramente sogno anche di vivere tutta la mia vita e oltre con il mio fidanzato Luca perché penso di aver trovato la mia anima gemella. Dal punto di vista lavorativo sogno di essere riconosciuta come riferimento della musica “Soul” in Italia. Sui miei social (IG @nadyne_rush) cerco sempre di raccontare questa meravigliosa dimensione musicale, più praticamente forse l’ ultimo e il primo dei palchi italiani, in un modo o nell’altro vorrei calcare il palco di Sanremo, sarebbe un bellissimo traguardo.

In generale spero che la musica possa ritornare al centro dei pensieri di chi la produce in primis, di chi la divulga poi e infine di chi la ascolta, vorrei che gli artisti di oggi abbiamo più “urgenza di esprimersi” attraverso la musica e non semplicemente scalare una qualche vetta redditizia e di notorietà e vorrei che la gente fosse più felice e più spensierata affinché si riappassioni a qualcosa per davvero, così tanto che abbia voglia di scoprire cose nuove costantemente, in un epoca in cui c’è tantissimo a disposizione, tutto da scoprire.

Related Articles

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

ULTIMI ARTICOLI