mercoledì, Settembre 9, 2026

Napodano, concerto in piazza della Sala al Blues City

di Simone Tofani

PISTOIA – Venerdì 11 luglio, all’imbrunire, piazza della Sala si è trasformata in un palcoscenico a cielo aperto per il concerto di Napodano.

L’artista ha calamitato l’attenzione di chi passeggiava tra i vicoli storici e di chi era giunto appositamente per Blues City, la rassegna di eventi collaterali che anima il centro durante il celebre Pistoia Blues Festival.

Napodano, foto Simone Tofani

Luci calde della piazza ed i tavolini apparecchiati hanno fatto da sfondo ad un concerto dove il filo conduttore è stato una sana dose di genuina pazzia. Napodano fin da soundcheck ha messo subito in chiaro che ci sarà un po’ di tutto, da brani internazionali, ai classici italiani, passando per le sue composizioni fino alle sigle dei cartoni animati, praticamente ci saranno un po’ tutti i brani che gli piacciono. Detta così sembra facile, ma dietro c’è la grande tecnica e l’enorme fantasia del cantautore, che è riuscito nel compito di farla sembrare semplice, anche quando non lo è.

foto Simone Tofani

Come detto c’è di tutto, da “Baby Shark” per intrattenere i piccoli del pubblico durante il soundcheck iniziale ai suoi brani come “Storia di un ratto” e “E mi grato” passando per “Carlo Conti” canzone dedicata al direttore artistico del festival sanremese che evidenzia alcuni dubbi comuni ai più, la canzone d’amore “Niente di speciale”.

L’esibizione che propone è ricca di mashup e cambi in corso d’opera, mettendo in risalto, come detto, le grandi capacità di Napodano di mutare l’esibizione per catturare il pubblico di passaggio.

Pubblico che si trova quindi a cantare “La donna cannone” di De Gregori che sul finale diventa “Goldrake” facendo nascere i primi cori  spontanei dai tavoli della piazza. “Crazy Little Thing Called Love” che si fonde con “What’s Up” rinforza ancora di più questa interazione con il pubblico che ormai è presente sia nei controcanti che nei cori.

Questo continuo dialogo, ha trasformato il concerto in un’esperienza corale, in cui le storie raccontate diventavano momenti di condivisione. Napodano tra aneddoti su le canzoni italiane più popolari all’esterno e ormai stra-abusate come Azzurro o Caruso giusto per citarne alcune ed un continuo alternarsi tra tastiere e ukulele elettrificato fonde e mescola brani con grande maestria. Continuando ad attirare l’attenzione di tutti i passanti che in una manciata di minuti scarsi si trovano a cantare “I Can’t Get No” mescolata a “Sampei”, che fondendosi in ordine con “Pollon”, “Chobin”, “La banda dei ranocchi” sfocia in “Billie Jean”.

Napodano, conferma ancora una volta la sua capacità di attraversare generi e confini. Con la sua bravura e genuinità ha saputo costruire un percorso in continuo mutamento durante tutta l’esibizione tra l’omaggio al genere blues e al Pistoia Blues Festival con “Hoochie Coochie Man” e quello ai grandi cantautori italiani come Pino Daniele, Lucio Dalla, Rino Gaetano e molti altri, ha creato un dialogo in di pura poesia urbana con tutta la piazza.

La magia nata dalle sue note, ha dimostrato come uno spazio pubblico possa farsi casa comune per generazioni diverse, unite dal desiderio di condividere storie e musica. Quando gli ultimi accordi del brano “Luna” di Gianni Togni si sono dissolti nell’aria fresca, gli applausi hanno confermato il successo di un evento capace di lasciare un’impronta indelebile nel cuore del presente.

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