FIRENZE – È partita a Firenze la quarta edizione del Next Generation Fest, il più grande evento italiano dedicato alla Gen Z e alla Gen Alpha. Al Teatro del Maggio, migliaia di ragazze e ragazzi si sono ritrovati per ascoltare storie, confrontarsi e lasciarsi ispirare da volti noti dello spettacolo, dello sport, della cultura e del mondo digitale.
Mattina
La giornata è iniziata con un tocco spettacolare: una coreografia luminosa tricolore, creata con gli schermi dei telefonini della platea, e con l’introduzione delle giornaliste Veronica Maffei e Chiara Piotto. Subito dopo, Michele D’Andrea ha raccontato in modo appassionato l’Inno di Mameli, svelandone la natura quasi “cinematografica”.
Tra gli interventi più sentiti c’è stato quello di Bernard Dika, ideatore del festival e portavoce del presidente della Regione Toscana. Ha raccontato la sua esperienza da figlio di immigrati, tra difficoltà e sogni, ribadendo l’importanza di costruire un’Italia dove essere giovani sia una risorsa, non un ostacolo.
Molto toccante anche la testimonianza di Tina Montinaro, moglie di Antonio Montinaro, agente morto nella strage di Capaci. Ha parlato ai ragazzi di mafia, di giustizia e di come ognuno possa fare la sua parte, invitandoli a osservare il mondo con attenzione e responsabilità.
Eleonora Frescobaldi, presidente di “Corri la vita”, ha condiviso il suo percorso personale, nato dal desiderio di aiutare il figlio e proseguito con l’impegno nella lotta al tumore al seno. Ai giovani ha detto: “Non smettete mai di sognare. Trovate una passione e lottate per quella”.
C’è stato spazio anche per la magia e l’immaginazione, con l’illusionista Francesco Fontanelli, che ha ricordato quanto sia importante cambiare punto di vista per affrontare i problemi.
Sul palco è poi salito il presidente della Regione, Eugenio Giani, che ha legato il festival al 2 giugno, Festa della Repubblica, parlando del valore della democrazia, del diritto al voto e della nostra Costituzione. Ha lanciato anche un messaggio sulla guerra in Medio Oriente, ribadendo la necessità di una soluzione pacifica e giusta per tutti.
Pierluigi Collina, ex arbitro internazionale, ha raccontato la sua carriera, iniziata per caso a 17 anni, e ha sottolineato quanto il talento da solo non basti: servono impegno, disciplina e capacità di decidere in fretta.
Infine, l’attrice e content creator Valentina Barbieri ha raccontato il suo percorso: dagli studi in ingegneria all’abbandono per inseguire il sogno della recitazione. “Non abbiate paura di fallire”, ha detto, incoraggiando i ragazzi a credere nelle proprie idee, anche quando sembrano piccole.
Sara Funaro, sindaca di Firenze, sale sul palco per consegnare il Pegaso dei Giovani a Diana Falsettini. “Dei giovani – afferma Funaro – bisogna parlarne al presente e sono per questo orgogliosa della mia giovane giunta”.
“Ricevo molti messaggi dai giovani – prosegue -, ma la mia raccomandazione è fate sentire sempre la vostra voce. La comunicazione distorce l’immagine dei giovani: i giovani lottano per la pace, il lavoro, per la cittadinanza estesa ancora a chi non la possiede, per tutto quello che è il nostro presente. Fate sentire ancora di più la vostra presenza”.
Carismatica ed ecclettica, acclamata dalla platea del Next Generation Fest che l’accoglie con affetto, l’attrice e conduttrice Ambra Angiolini parla ai giovani delle “sconfitte che non devono mai diventare un macigno”, racconta il suo problema con la bulimia. Rivendica la liberta di sbagliare e l’andare contro gli stereotipi, perché “ non c’è mai un motivo valido per annullare se stessi e diventare un’altra persona”. Si racconta anche come mamma. Sottolinea come la poesia e il teatro possano aiutarti a crescere, come “un tagliando periodico per i nostri organi”. “In un mondo che tenta di farci apparire tutti sani e tutti a posto, – riflette – le ferite a vista mi sembrano la cosa più interessante da raccontarvi”. Dei ragazzi registra “il senso e la voglia di esserci e il loro impegno che è molto più grande di quanto sembra”. ”Come adulti – dice – dovremmo essere bravi a non spegnere questa luce e questa loro sensazione di poter cambiare il mondo“.
“Dobbiamo capire che non dobbiamo ostentare segni di potenza e di forza” spiega Antonino Tamburello, medico, neuropsichiatra e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. “E’ necessario prima capire chi siamo e cosa è importante per noi. La mia famiglia mi ha sempre considerato destinatario di qualcosa di speciale e unico. Non capita spesso: molti non possono raccontare la stessa storia e non ricevono la stessa fiducia”. Per Tamburello nella vita reale dobbiamo prepararci all’incontro con la paura, l’incertezza e la necessità di chiedere aiuto. “Si cresce – ricorda – chiedendo aiuto ed il potere immenso che c’è nella nostra libertà nell’affrontare le difficoltà è infinito”. “Le sconfitte e i successi sono solo nelle parole dei giudici e dei commentatori che guardano senza interesse – annota -, ma le paure vere sono poche: è non avere cibo e indumenti, un tetto e un posto per vivere. Il resto è affrontare la vita sperimentando il rischio di esperienze, di paure e tensione. Non dimentichiamolo mai: nessun trauma ci viene inflitto senza il nostro consenso. Neghiamolo. Sempre”.
“A chi cerca la sua strada e ancora non sa come muoversi, dico di non avere fretta. Quando fai qualcosa di cui sei innamorato, ti ne accorgi subito che la direzione è giusta. Il resto arriverà”. Si presenta così la cantautrice Sarah Toscano, che dopo aver vinto “Amici” ha raggiunto anche il palco dei big del Festival di Sanremo. “Prima di Amici – continua la cantante – vedevo il successo come un miraggio, un obiettivo irraggiungibile. Poi è arrivato anche Sanremo, un’opportunità per farsi conoscere e mettersi in gioco, più che una competizione. Ero molto agitata, ma alla fine mi sono detta che avevo già affrontato tanti altri palcoscenici. L’ansia c’è sempre, ma si affronta”.
Con l’intervento della cantante si chiude la sessione mattutina del Next Generation Fest.

Pomeriggio
Ecco qui una carrellata degli interventi più rilevanti dalla sezione pomeridiana del “Fest”
Fabrizio Romano, in collegamento da Madrid, ha incontrato il pubblico del Next Generation Fest. Il giornalista sportivo più seguito al mondo, colui che ha coniato il motto “Here we go”, ha parlato di tanti argomenti legati allo sport, anche sul fronte della tecnologia.
“Sono a Madrid – spiega Romano -, dove uno dei giocatori più forti al mondo, Nico Paz, è oggetto di valutazione da parte del Real Madrid. Il mio successo, nato con il tormentone ‘here we go’, è stato una cosa spontanea, senza strategia”.
A proposito del giornalismo sportivo sui social, Romano spiega: “Le lingue sono fondamentali, non abbiate paura di sbagliare, studiate e portate l’eccellenza dell’Italia all’estero. Invece vi sorprenderò dicendo che non uso l’intelligenza artificiale”.
Per quanto riguarda il futuro del calciomercato: “Tanti club stanno utilizzando i big data per valutare i singoli giocatori. Comunque la presenza sul campo è sempre fondamentale”
Luca Ward: “Nel doppiaggio non c’è futuro per l’intelligenza artificiale”
Attore, doppiatore, conduttore radiofonico, Luca Ward nel campo del doppiaggio è noto in particolar modo per essere la voce italiana principale di Keanu Reeves e Russell Crowe una delle voci ricorrenti di Samuel L. Jackson.
“Riesco anche a doppiare cartoni animati – confessa Ward – ma è un settore dove nessuno mi ha mai chiamato”.
Riguardo all’AI non ha dubbi: “Forse avrà un futuro in campo medico, ma mai nel doppiaggio e dove serve umanità e creatività”. Perchè “non esistono voci belle o brutte: esistono voci che hanno una personalità, quello che l’intelligenza artificiale non avrà mai”. “Nel doppiaggio – spiega – è necessario collegare anima, cuore, cervello: ci vuole impegno. Io ho imparato registrando la mia voce su un registratore Revox e correggendo da solo i miei errori”. Poi approfondisce il rapporto con le passioni, le capacità personali, la carriera. “Sono un autodidatta che ci ha creduto, non ha voluto fermarsi, non si è arreso. Ho scritto un libro dedicato a quelli che credono di non farcela. Mi sono sentito dire migliaia di no, non ce la farai mai. In famiglia nonno e papà erano i doppiatori di Fernandel, James Coburn, quasi tutti mi dicevano: non sarai mai come loro”.
Jakidale: “Attenzione alle tecnologie avanzate. ChatGpt talvolta sbaglia di brutto”
Youtuber da due milioni di followers nel suo laboratorio, Jakidale costruisce meccanismi sperimentali più improbabili, con la sua telecamera esplora il mondo senza sosta ed ha provato ad arrivare a Firenze indossando un esoscheletro messo a punto per l’occasione.
Anche lui si sofferma sul rapporto con l’intelligenza artificiale: “Bisogna sempre aver l’accortezza di non fare totale affidamento su tecnologie avanzate come l’AI”. “ChatGpt sbaglia, qualche volta di brutto – taglia corto -, l’importante è mantenere il controllo e verificare sempre. Tendo sempre ad usare l’errore per riciclarlo in qualcosa che funziona: è un attitudine alla sperimentazione e l’interesse a sapere come funzionano le cose che si impara da piccoli e nel mio caso con l’incoraggiamento dei genitori”.
Riguardo alla sua esperienza: “Sono partito con i videogiochi, da vero nerd, e questa passione è cresciuta insieme a me in un mondo digitale con poche regole. Oggi è diverso e le responsabilità sono cresciute. Ogni forma di tecnologia porta svantaggi e vantaggi ma è tendenzialmente migliorativa. Molto difficile prevedere quello che accadrà, ma in ogni caso il nostro compito è imparare ad usarla e farla propria. Qualche volta fare un video richiede un lavoro di settimane, altre mesi e in qualche caso tutto si realizza in tempi più brevi. E’ un continuo processo di assimilazione di cose nuove.
I medici possono diventare supereoi. Nel caso del piccolo Roberto il medico Giuseppe Santoro della Fondazione Monasterio sicuramente lo è diventato, tanto che il piccolo paziente ha voluto a Carnevale vestire i panni del dottore che lo ha operato per un problema al cuore: camice, cuffia in testa, copriscarpe e stetoscopio al collo.
“Ho scelto di fare il medico perché mi piace ed affascina questo mondo, soprattuto la medicina pediatrica” confessa il professionista. La sua presenza sul palco è l’occasione per un ringraziamento a tutti coloro che lavorano negli ospedali e negli ambulatori e laboratori medici della Toscana. La Regione ogni anno investe più di otto miliardi sulla sanità pubblica, dei dieci che compongono il bilancio regionale, per rispondere ai bisogni dei salute di tutti i cittadini.
Imprenditore, divulgatore esperto di digitale, personaggio mediatico con oltre tre milioni e mezzo di follower, Marco Montemagno ha interagito direttamente con il pubblico del Next Generation Fest con alcuni esperimenti.
“Oggi c’è un’occasione senza precedenti: l’Intelligenza artificiale – ha spiegato l’imprenditore – Ci sono alcuni blocchi in tema di tecnologia. Un problema è l’automatismo: quando si parla di un tema, come l’AI, dobbiamo considerare che ci sono mille soluzioni diverse, non solo un unico concetto. Dobbiamo parlare di tecnologia con umiltà, valutare e capire prima di dare giudizi. Ogni giorno puoi trovare un’idea di business valutata a fondo dall’intelligenza artificiale. Ci sono mille idee in circolo, ma voi dovete essere pronti e preparati a prendere al volo ogni opportunità senza pregiudizi”. Tante le domande del pubblico al divulgatore digitale, soprattutto legate alle modalità con cui utilizzare l’intelligenza artificiale. “Ricordatevi – ha concluso -, che tutte quelle che sono le esperienze fisiche, come il teatro, sono insostituibili. Io sono per il team umanità, non per il team intelligenza artificiale”.
Sport, arte e scuola. La passione aiuta a superare ostacoli e muri, anche quelli di chi ti dice che devi scegliere se diventare un nuotatore o un’artista. Lorenzo Zazzeri, due medaglie alle Olimpiadi e molte altre tra europei e mondiali, ha portato avanti tutte e due le carriere e ce l’ha fatta.
“Fin da bambino ho scoperto che mi piaceva nuotare, ma ho provato sempre una grande attrazione per le matite colorate e i fogli di carta. La parola chiave è stata la passione, quella che ti aiuta anche nei giorni ‘no’, e se sono qui e ce l’ho fatta devo ringraziare il bambino che ci ha sempre creduto – dice –: esperienze diverse che mi hanno aiutato ad essere una persona più centrata”. “Il nuoto – spiega – mi ha insegnato che se vuoi il risultato devi soffrire; l’arte, il disegno e la pittura a dare libero sfogo alla mia creatività e respiro alla mia vita. La scuola mi ha offerto una struttura solida su cui poggiare la mia esperienza”.
L’inclusione è al centro del Next Generation Fest grazie a un’ambasciatrice d’eccezione, l’influencer e ballerina romana con oltre due milioni di follower che ha trasformato la sua sordità in forza creativa.
Jennifer Serpi è molto emozionata, racconta come ha affrontato le esperienze brutte in rete e gli attacchi degli haters. “Mi hanno ferito – dice Jennifer – i cattivi commenti su come parlo, ma alla fine ognuno ha esperienze negative e nessuno deve sentirsi sbagliato, anche se è una cosa che capita a tutti. Dobbiamo imparare ad amarci. Giusti o sbagliati, siamo umani. Dobbiamo accettare anche la negatività perché ci fa vedere la positività. Dobbiamo capire che più siamo diversi più siamo belli”.
“Chi ha una disabilità – conclude – può essere vista come una persona che ha un senso in meno, ma in realtà si può fare tutto lo stesso, anche se con maggiori ostacoli. Non bisogna mai sottovalutare chi ha un senso in meno”.
Si chiude l’intensa giornata del Next Generation Fest. Bernard Dika, portavoce del presidente Giani e ideatore dell’evento, sale sul palco per ringraziare tutti coloro che hanno contributo.
La quarta edizione della manifestazione, tra chi ha seguito in platea e chi ha girato nell’Expo e nel Village, ha superato le ventimila presenze lungo tutto l’arco dell’intera giornata.

“Il Next Generation Fest – precisa Dika – non è mai stato un impegno di solo un giorno, ma ogni giorno: tutti i giorni in cui ho incontrato ragazzi che hanno seguito i loro sogni e trovato con Giovanisì, il programma per l’autonomia dei giovani della Regione, una luce in fondo al tunnel per rialzarsi e credere in loro stessi”.





