PISTOIA – “Il Comune di Pistoia nega ai propri cittadini il diritto ad esprimersi su una richiesta di referendum sottoscritta da oltre 1400 elettori pistoiesi su un tema particolarmente delicato quale la gestione dei servizi di interesse generale e e la proprietà di un bene essenziale per la vita di ognuno di noi quale l’acqua.

Giustamente, il Comitato No Multiutility di Pistoia – da noi appoggiato nella raccolta delle firme – ha dichiarato con forza che “Continueremo la nostra battaglia per far sì che la luce della ragione non venga spenta. Anche se non potremo fare il referendum contro la quotazione in borsa organizzeremo tantissime iniziative che renderanno partecipi e informati i cittadini sul tema”. Noi saremo presenti in quelle iniziative e le sosterremo. La scelta della Commissione comunale, nominata direttamente dal Sindaco, di negare un diritto basilare quale quello di esprimersi in modo peraltro consultivo su una scelta che già adesso è contestata dal 20% dei Sindaci interessati e da numerose forze sociali e politiche tra cui lo stesso Partito del Presidente della Giunta regionale Giani, con motivazioni che oggettivamente sono contraddittorie con la stessa lettera della Deliberazione del Consiglio Comunale di Pistoia (approvata dalla Destra del Sindaco Tomasi e dal PD, complici nella scelta di privatizzare anche beni vitali come l’acqua) e che aprono crepe significative nella logica di partecipazione a società per le quali il Comune di Pistoia si è autoespropriato delle proprie partecipazioni e si è autoridotto del valore delle stesse per 5 milioni di euro, la riteniamo in pratica un furto di democrazia perché espropria di un diritto basilare i cittadini di Pistoia. Noi non ci fermeremo e parteciperemo a tutte le iniziative di contrasto alla Multiutility, borsa o non borsa, in quanto tutto ciò contribuisce ugualmente ad una gestione privatistica dei beni comuni, allontanandoli dai cittadini (ridotti ad essere solo clienti spremuti) rispetto agli enti per i quali si chiamano i cittadini stessi ad elezioni che sembrano sempre più inutili e lavoreremo per trasformare la costituenda Multiutility in un ente di diritto pubblico che tuteli la ripubblicizzazione dei servizi essenziali. NO AI FURTI DI DEMOCRAZIA!”
Partito della Rifondazione Comunista – Potere al Popolo – Unione Popolare









