PISTOIA – Un comitato di associazioni composto da Adiconsum, Adp, Abio, Aisla, Aism, Anmic, Calcit, Federconsumatori, Spalti, Uic, Uilmd, si è incontrato in piazza San Francesco, davanti al Parterre, dove al momento i diversamente abili non hanno accesso, per definire un percorso utile a tutta la comunità pistoiese e non solo, per l’abbattimento delle barriere architettoniche, sensoriali e della comunicazione.
L’eliminazione delle barriere architettoniche rappresenta un passo ineluttabile per l’inclusione ma anche e soprattutto un miglioramento generale, a livello di vivibilità della città oltre ad apportare altri benefici, quali la raggiungibilità di uffici, ambulatori, locali pubblici,esercizi commerciali, giardini, attività turistiche e culturali.

Tali barriere infatti sono si, in primis, un grave ostacolo per le persone con disabilità, ma anche per tutte le cittadine e cittadini in fasi diverse e molteplici della vita,come: gravidanza, genitori con carrozzine e passeggini, terza età. L’eliminazione delle barriere migliora dunque la vivibilità e aumenta l’interesse verso la città su più livelli.
Per questo si propongono come interlocutori e partner con le varie associazioni di categoria (associazioni di commercianti,artigiani,ordine degli architetti,ordine dei geometri,autorità ecclesiastiche ,ecc)ma sopratutto delle amministrazioni comunali e provinciali, alle quali chiedono di convocarci per formalizzare un tavolo permanente finalizzato ad individuare le criticità sopra indicate e creare una comunità sensibile e coesa per cercare di superarle.
Tale sinergia può portare a soluzioni innovative e sostenibili di cui potrà beneficiare l’intera comunità.
“Vogliamo mettere – afferma Matteo Pepe dell’Anmic, che si fa portavoce del gruppo – la persona al centro. Vorremmo poter costituire un tavolo permanente per segnalare le problematiche e le carenze relative alle varie disabilità, collaborando con enti privati e pubblici per rendere la città inclusiva, fiduciosi che insieme si potrà fare un buon lavoro al servizio delle cittadine e dei cittadini tutti”. (r.a)







