lunedì, Ottobre 12, 2026

“No titolo”: a Lo Spazio un viaggio nell’arte di LDB

PISTOIA – Un percorso nella street art di LDB con una selezione di opere su tela che testimoniano la sua evoluzione artistica e la pluralità di temi e soggetti affrontati.

Dallo scorso 14 giugno e fino al prossimo 11 luglio la saletta del bacaro della libreria “Lo Spazio” di Pistoia (via Curtatone e Montanara 20) ospita la mostra “No titolo” di LDB, nome d’arte di Lorenzo Di Bari, noto street artist pistoiese e autore di numerosi murales e interventi di street art negli spazi pubblici della nostra città e non solo.

Fin dall’adolescenza LDB sviluppa la passione per l’arte urbana, prediligendo la stencil art ma cimentandosi anche in altre tecniche come sticker art e poster art. Le sue creazioni artistiche si fondono con il tessuto urbano dando vita e forma a opere che nella città compaiono, scompaiono e si trasformano in base al passaggio del tempo e dell’uomo. L’artista utilizza elementi di cultura popolare per dare voce a sentimenti comuni, inducendo alla riflessione su temi di attualità e suscitando piccole grandi emozioni nel cuore di chi si trovi in un angolo della città o davanti a una sua tela.

LDB al lavoro durante la realizzazione di una sua opera e alcuni scatti della sua mostra personale “No titolo” in corso alla libreria Lo Spazio di Pistoia (foto di Andrea Capecchi)

“No titolo” si configura come una piccola retrospettiva sugli ultimi otto anni di lavoro di LDB, ospitando circa una quindicina di opere realizzate su tela e in diverso formato, pensate per essere allestite in questo spazio specifico, che tracciano una sorta di percorso artistico tra l’evoluzione della sua street art nel corso di questi anni e la varietà dei soggetti e dei temi rappresentati nelle sue opere.

“La mostra non ha titolo perchè non volevo dare un taglio che indirizzasse troppo la visione dello spettatore, nè creare un filo conduttore, dal momento che ho riunito in questa personale opere molto diverse tra loro – spiega lo stesso LDB – mi farebbe piacere che ogni visitatore si sentisse totalmente libero di guardare i lavori esposti e di lasciarsi trasportare dall’emozione e della sensazione del momento. È una scelta un po’ inconsueta, però rispecchia l’idea di fondo che io e Mauro Pompei abbiamo avuto nel momento in cui mi ha dato l’opportunità di esporre nella saletta.

Le opere esposte, alcune inedite, provengono tutte dalla mia collezione privata, ho selezionato sia lavori di qualche anno fa, risalenti ai miei esordi come street artist, sia tele più recenti: ho scelto opere a cui mi sento particolarmente legato e affezionato e che ritengo significative all’interno del mio percorso artistico, con l’obiettivo di dare al visitatore una visione sintetica ma il più possibile coerente della mia attività e dei miei lavori”.

È una mostra tutta da scoprire, che unisce temi e aspetti diversi della produzione artistica di LDB: c’è una sezione di ritrattistica in chiave “pop” con personaggi divenuti quasi iconici e che hanno segnato l’immaginario collettivo tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila, c’è un filone riguardante temi condivisi e di attualità, in cui l’artista esprime la propria visione oppure lascia all’osservatore una lettura “aperta” dell’argomento in questione, ci sono infine alcune opere in cui l’intervento artistico “dialoga” con l’arredo urbano e ne reinterpreta il significato originario.

“Non è stata un’operazione banale a livello artistico quella di riportare su tela opere che nella maggior parte dei casi sono nate per spazi urbani e aperti – sottolinea LDB – cerco sempre di creare un legame tra il supporto e il soggetto rappresentato, che poi è uno dei caratteri principali della street art: si interviene su una superficie non a caso, come se fosse un mero esercizio di stile, ma sviluppando un rapporto tra l’opera che si va a raffigurare e il contesto architettonico e urbanistico circostante”.

Negli ultimi anni, e sempre più spesso, nella sua evoluzione la street art sta “entrando” in spazi espositivi e museali che in precedenza le erano preclusi, con mostre ed esposizioni di grande interesse e successo di pubblico: un fatto positivo, che testimonia la piena dignità artistica riconosciuta a una forma d’arte fino a pochi decenni fa relegata a contesti di sottocultura punk e underground, associata ai graffiti dei writers urbani, oppure un suo progressivo snaturarsi all’interno di ambienti in cui appare del tutto decontestualizzata?

Per LDB il dibattito è ancora in corso, non c’è una risposta certa e assoluta ma in fin dei conti si tratta di una falsa opposizione, perchè lo street artist può operare in entrambi i contesti – con opere destinate a spazi espositivi e interventi di urban art in spazi pubblici all’aperto – senza per questo rischiare di non essere credibile.

“C’è differenza, soprattutto in fase di progettazione, tra un’opera da realizzare in uno spazio urbano e un’altra da realizzare in studio su una tela – conclude l’artista – tuttavia io mi muovo su entrambi i versanti, sto vivendo un buon periodo per quanto riguarda la realizzazione di interventi di street art in ambienti pubblici, come per esempio le scuole, all’interno di progetti di rigenerazione urbana e riqualificazione degli arredi urbani attraverso la street art.

Una mostra personale come quella in corso a Lo Spazio, in cui cerco di illustrare a grandi linee il mio lavoro artistico, è altrettanto utile perchè mi dà visibilità e riconoscibilità come artista: un aspetto che soprattutto in Italia fatica ancora ad affermarsi, e il poter esporre in spazi di vario tipo, dalla libreria al museo, aiuta a dare forza e credibilità alla mia attività professionale”.

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