di Rachele Barghini
PISTOIA – Si chiude con Paolo Giordano la quattordicesima edizione dei Dialoghi di Pistoia.
Paolo Giordano, scrittore e fisico – già autore conosciuto per aver collaborato coi celebri Virzì e Guadagnino, anche autore di La solitudine dei numeri primi e Tasmania – indaga a fondo la relazione fra uomo e natura, partendo dal celebre saggio di Rachel Carson Primavere Silenziose.
Dal pensiero innovativo della scienziata, elaborato nei primi anni Sessanta, nasce l’idea di un sistema naturale in cui le specie sono l’una legata all’altra, che il benessere di anche il più piccolo organismo sia quello dell’uomo stesso.

L’estinzione della specie – quella umana – viene citata da Giordano, per parlare di qualcosa molto più spaventoso: la minaccia atomica. La plausibilità di essa, pur essendo nel corso dei millenni scomparse numerose specie, viene a fatica accettata, immaginata.
Dalle esplosioni atomiche alle fughe moderne verso luoghi d’improbabile salvezza, passando per “le primavere silenziose” e il collasso degli ecosistemi. Le crisi degli ultimi anni ci ricordano con insistenza che le cose possono precipitare da un momento all’altro. Anche se l’Apocalisse è ormai un’idea alla moda, la nostra psiche è davvero in grado di contemplarla? Le scienze di descriverla e la letteratura di raccontarla?
Paolo Giordano chiude il suo intervento con alcune letture, fra cui il racconto di Purevermat, Il Tunnel, a cui lo stesso, come scrittore, è debitore.










