PISTOIA – Un senso di incredulità, sbigottimento e sgomento mi ha preso quando ho visto sui due lati di via XX Settembre i monconi degli alberi che costituivano il viale di accesso dalla città alla stazione ferroviaria.
Pare che siano stati abbattuti, tutti, non solo alcuni, per realizzare una pista ciclabile. In città? Nel Centro storico? Come si può fare interventi che devastano una parte del Centro
storico? Anche se per favorire la mobilità ciclabile, non si possonoi cambiare i connotati storicizzati di un quartiere della Città Antica.

Le piste ciclabili si facciano, si favorisca la mobilità ciclabile, anzi si renda ciclabile tutto il Centro storico; ma non si può, in un contesto di Città antica realizzare il modello di infrastruttura cliclabile adottato nelle periferie.
Qui non occorre separare il traffico veicolare da quello ciclabile con cordonati, rampe, ecc, piuttosto si introduca il limite di velocità massima a 30 km/h. Ma, sopratutto, non si può radere al suolo le alberature che fanno parte del contesto urbano e costituiscono un presidio essenziale di benessere per i cittadini, come fonte di aria pulita, di riduzione della CO2 e di mitigazione delle temperature estive.
Pare che saranno impiantate nuove alberature: speriamo che questo avvenga velocemente e che il loro numero sia pari a quelle abbattute.
Infine un appello al Sindaco: siano coinvolti i cittadini, prima di adottare queste misure così impattanti sul tessuto urbano storico e sulla loro qualità della vita, si consultino le Associazioni ambientaliste, che a Pistoia da anni danno contributi positivi e costruttivi sui
progetti e gli interventi che tutelano e migliorano l’ambienta naturale e la vivibilità della città.
Franco Matteoni socio del Circolo di Legambiente di Pistoia










