PRATO – ‘Occupata’ piazza Europa a Prato dove domani pomeriggio è prevista la manifestazione organizzata dal gruppo ‘Remigrazione e riconquista’.

Lo annunciano i Sudd Cobas.
“Gli operai in sciopero generale del distretto tessile insieme alla città antifascista si prendono piazza Europa – spiega in una nota il sindacato -. Un presidio permanente sta venendo allestito con tende e gazebi. Nessuno spazio a Prato per i fascisti e per i loro progetti di deportazione degli immigrati”.
“Quello che sta accadendo oggi a Prato è gravissimo e rappresenta un precedente pericoloso”, dichiara Claudiu Stanasel, candidato sindaco della Lega.
Una scelta che ha immediatamente sollevato polemiche politiche, in particolare da parte della Lega.
“Un gruppo organizzato ha occupato la piazza per impedire la manifestazione di altri cittadini. Questo significa negare un diritto fondamentale garantito dalla nostra Costituzione: la libertà di manifestare pacificamente”.
Stanasel attacca duramente anche la sinistra pratese.
“Ancora una volta – scrive – assistiamo al solito copione: quando la sinistra manifesta è democrazia, quando a manifestare sono altri diventa improvvisamente un problema. È l’ennesima dimostrazione di un atteggiamento profondamente ipocrita e antidemocratico”.

Intanto Marco Furfaro, deputato del Partito Democratico dice che domani sarà a Prato. “E ci sarò – scrive – perché Prato non si tocca. Il cosiddetto “Comitato Remigrazione e Riconquista”, nato da un’iniziativa di CasaPound, Veneto Fronte Skinheads, Rete dei Patrioti, manifesterà proprio domani nel centro della città. Marceranno per sostenere la “remigrazione”, che è una parola farlocca per non dire quella vera: deportazione di tutte le persone migranti.
E lo faranno nello stesso giorno e nella stessa città dove, il 7 marzo 1944, i nazifascisti rastrellarono 133 lavoratori pratesi dalle fabbriche, dalle case, dalle strade. Li rinchiusero nel Castello dell’Imperatore e li caricarono su vagoni piombati diretti a Mauthausen e al sottocampo di Ebensee. Ne tornarono 18. Centoquindici morirono nei lager. Vogliono parlare di deportazione nel giorno esatto in cui Prato ha subìto la deportazione. Dicono che lo fanno per la sicurezza.
Ma è una bugia, perché la sicurezza vera è un’altra cosa. La sicurezza è lavoro regolare, contratti, controlli, legalità nelle filiere produttive. È case dignitose, scuole che includono, servizi sociali che non lascino soli né chi viene da lontano né chi è nato qui. Sicurezza è spezzare lo sfruttamento che umilia tutti, italiani e stranieri, e che a Prato, nelle filiere tessili, è un problema reale, concreto, che non si risolve con le deportazioni ma con la legalità. Chi sta dietro questa manifestazione non vuole risolvere niente. Vuole solo mettere le persone le une contro le altre, sciacallare sulla paura e creare un capro espiatorio. Per questo domani sarò a Prato. La Prato del 7 marzo 1944 ha resistito, ha lottato, non ha avuto paura. Ha pagato un prezzo spaventoso. E per ottantadue anni questa città ha onorato la memoria di quei 133 lavoratori deportati giurando “mai più”. Domani quel “mai più” va detto di nuovo. Perché il fascismo a Prato non ha mai avuto spazio. Non ce l’ha avuto 82 anni fa, non ce l’avrà domani, non ce l’avrà mai”.
Per Francesco Cappelli, Commissario provinciale di Forza Italia “l’occupazione abusiva di piazza Europa avvenuta oggi da parte dei Sudd Cobas è un fatto grave e inaccettabile. In una democrazia le piazze non si occupano per impedire ad altri di manifestare.
Domani a Prato sono previste diverse iniziative e proprio per questo servirebbero responsabilità e rispetto delle regole. Decidere di occupare la piazza assegnata ad un’altra manifestazione significa alimentare volontariamente un clima di tensione che rischia di sfociare in situazioni difficili per l’ordine pubblico.
Le istituzioni devono garantire che tutti possano esprimere le proprie idee nel rispetto della legge. Nessuno può arrogarsi il diritto di impedire ad altri di manifestare occupando spazi pubblici in modo abusivo.
Mi auguro – conclude Cappelli – che prevalga il buon senso e che venga ripristinata al più presto una situazione di legalità, nell’interesse della sicurezza della città.”



