giovedì, Settembre 10, 2026

Oliver Lapio, il figlio d’arte diviso tra due grandi passioni: il calcio e la musica

di Elisabetta Branchetti

PISTOIA – Figlio d’arte ma innamorato del calcio fin da bambino, Oliver Lapio ha iniziato soltanto a tredici anni a studiare musica, andando a lezione dal maestro Nick Becattini che gli insegnava chitarra elettrica e acustica, e si è ritrovato, vent’anni dopo, a ricevere il Leone d’Oro per meriti professionali nel settore musicale.

Oliver Lapio

Oliver è figlio d’arte, il padre Bruno, eccellente musicista e maestro liutaio, è il proprietario dello storico negozio di strumenti musicali di via Puccini, inizialmente aperto nel 1964 a Vergaio (Prato) e trasferito nel 1992 nell’attuale sede. Oliver ha sviluppato un modo tutto suo e indipendente di fare musica che lo ha portato a riceve il premio Leone d’Oro di Venezia per meriti professionali nel settore musicale.

Oliver la musica è nata insieme a te dal momento che in famiglia ci sono grandi musicisti?

In realtà la musica è nata dentro di me non molto presto, dopo i 12 anni. Prima ho sempre avuto una grande passione per lo sport, soprattutto per il calcio.

Con quale strumento hai iniziato a suonare? Qual è quello che ti piace di più?

Il mio primo strumento è stato la batteria, ma oggi quello che sento più mio è sicuramente il pianoforte.

Il tuo percorso artistico quando è iniziato?

Come dicevo, ho cominciato molto tardi a studiare musica, poi, verso i 19 anni ho incontrato Sandro Bartolozzi , un bravissimo autore e maestro di vita per me e tanti ragazzi che in vari momenti della vita possono attraversare periodi più difficili di altri. Lui riusciva a “salvare” attraverso la musica.

Hai scritto molti più brani per altri o per te?

Credo di aver scritto molto più per me. Mi innamoro ogni tanto di qualche brano e lo chiudo in un cassetto tutto mio, dove forse in un futuro io o qualcun altro potremo ritirare fuori qualcosa. Per poter creare per gli altri, mi hanno sempre insegnato che bisogna saper “copiare” bene qualcosa di personalizzarlo per ogni artista. Io invece ho sempre voluto creare canzoni che sconvolgono un po’ il solito stile di ogni cantante, un po’ per fargli capire di non rinchiudersi dentro un proprio stile e basta.

Oliver Lapio con Tullio De Piscopo

Hai avuto grandi collaborazioni artistiche, con chi?

Sì ho avuto l’onore di collaborare con grandissimi artisti. Ma soprattutto ho avuto l’onore di conoscerli, di imparare sempre qualcosa da ognuno di loro e la fortuna di rimanere sempre nel loro cuore come amico. Due dei più importanti sono stati Tullio De Piscopo e Toto Cutugno. Persone vere, musicisti veri. Purtroppo quest’anno Toto è venuto a mancare, ma come dico sempre: persone come lui non se ne vanno mai realmente, restano sempre dentro ogni persona che gli ha voluto veramente bene.

Oliver Lapio con Toto Cutugno

Due anni fa hai ricevuto un importante riconoscimento

Sì, ho avuto tante soddisfazioni, una delle più grandi è stata ricevere, nel 2022, il Premio internazionale Leone d’oro di Venezia per meriti professionali nella musica. Un momento che ricorderò per sempre. Anche perché a ritirare il premio, a Venezia, con me c’era anche mio figlio Cesare di appena 6 mesi.

Oliver Lapio premiato a Venezia

Pensi di aver realizzato tutti i sogni nel cassetto o ne è rimasto ancora qualcuno?

Penso che i sogni non debbano mai finire, se smetti di sognare, smetti un po’ anche di vivere. Ne ho tanti ancora, forse troppi. Quello più grande adesso è di ritrovare un po’ di serenità per ricominciare a scrivere come una volta. Per adesso ho preso una pausa da tutto Chissà? Presto forse ripartirò.

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