di Marzio Dolfi
PISTOIA – Una Ordinanza del Sindaco di Pistoia chiede lo sgombero immediato di tutti gli ospiti di Vicofaro. “L’ordinanza, che nasce da una decisione maturata al tavolo prefettizio aperto su Vicofaro, è lo strumento che abbiamo per agire su una situazione di rischio come quella che persiste nella parrocchia, con un ulteriore aggravamento evidenziato nei recenti sopralluoghi congiunti di Polizia Municipale, ASL e Vigili del Fuoco”.

Lo scrive il Sindaco Alessandro Tomasi a proposito dell’Ordinanza che ha firmato e che è stata trasmessa ieri a don Massimo Biancalani e con la quale si ordina di sgomberare tutti i migranti dalla parrocchia di Vicofaro, richiamando carenze igienico sanitarie e di sicurezza.
“In particolare – dichiara ancora il Sindaco – emergono criticità significative sia sull’aspetto igienico che su quello sanitario. Inoltre gli screening messi a disposizione dalla ASL, non sono stati utilizzati, se non in minima parte. Dopo la condivisione del problema con il Ministro Piantedosi, che si è subito attivato, il Ministero dell’Interno – dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione – ha individuato 70 posti tra Cas e Sai. Sono posti trovati con uno sforzo straordinario e messi a disposizione per dare un’alternativa a quel modello che mette a rischio per primo chi viene accolto. Le istituzioni hanno quindi creato le condizioni e dato gli strumenti per decongestionare la parrocchia, ma anche in questo caso la misura è stata utilizzata in minima parte. La chiave per risolvere la situazione resta sempre quella della collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti, anche nello sgombero ordinato con l’atto che ho firmato ieri e che è frutto, lo ricordo, di una decisione corale presa al tavolo della Prefettura”.

Una scelta che ha ‘scatenato’ i commenti dell’area attorno alla destra. “Il tempo è galantuomo” ha postato il leader della lega Matteo Salvini.
Diversa la reazione di don Massimo Biancalani, un “mix – lo definisce lui stesso – di meraviglia, di preoccupazione e un po’ anche di rabbia”. I commenti? “la solita aggressione verbale, anche cattiva, come se i ragazzi nel mondo dell’accoglienza fossero tutti banditi. Noi andremo avanti con la loro ricollocazione nei tempi previsti”.
Quanto allo sgombero, non è la prima volta che don Massimo se lo vede arrivare sul tavolo del suo piccolo ufficio in sacrestia. L’ultimo nel luglio 2023.
“Vediamo cosa si farà – ci dice – potremmo anche impugnare il provvedimento o chiederne la sospensiva. Questa accelerazione dovuta alle imminenti elezioni regionali non ci sorprende . Non ci sorprende nemmeno l’attenzione che raccoglie e livello nazionale”. Il Parroco poi ci spiega che secondo lui nell’Ordinanza c’è qualche menzogna e ci sono anche indicate “criticità oggettive che dovremo affrontare”.
Il tempo è però stretto: ci sono 20 giorni per mettersi in regola.
L’auspicio è che tutto si risolva in un nulla di fatto. “Siamo però in allerta anche rispetto a possibili soluzioni drastiche. Certo – conclude don Biancalani – sarebbe la prima volta che si decide di sgomberare una Chiesa”.







