FIRENZE – “L’istituzione di un Organismo di parità nazionale, destinato a subentrare alle funzioni oggi svolte dalle consigliere e dai consiglieri di parità, rischia di determinare un eccessivo accentramento e un conseguente indebolimento del lavoro svolto finora sui territori.
La proposta avanzata dal Governo è, in sostanza, un passo indietro significativo e inaccettabile in materia di politiche di genere e di promozione della parità.
Per questo ho presentato una mozione con cui chiediamo alla Giunta di attivarsi nei confronti dell’esecutivo nazionale: in primo luogo, chiediamo che vengano rappresentate con chiarezza le forti perplessità rispetto all’impostazione dello schema di decreto legislativo e che si apra un confronto con gli enti territoriali e con le parti sociali, evitando scelte che rischiano di indebolire un sistema di tutela costruito negli anni e riconosciuto come essenziale per intercettare situazioni di discriminazione e garantire pari opportunità effettive.
In secondo luogo, riteniamo necessario valorizzare il ruolo delle consigliere e dei consiglieri di parità, rafforzandone le competenze e assicurando risorse adeguate, così da consolidare il loro radicamento nei territori e la collaborazione con istituzioni, volontariato e parti sociali.
È importante ricordare che queste figure rappresentano veri e propri presìdi per chi subisce discriminazioni. La loro presenza capillare consente di offrire assistenza concreta e di promuovere attività di sensibilizzazione sui temi di genere. Indebolire questo sistema significherebbe perdere un punto di riferimento fondamentale per la tutela dei diritti”.
Simona Querci, consigliera regionale Pd









