PISTOIA – Il famoso detto “Nemo propheta in patria est” ha trovato questa volta una formidabile eccezione.
Ieri pomeriggio infatti, nei locali che si affacciano sul ‘giardino d’autore’ di Palazzo Fabroni, in via Santa 5, è stata inaugurata una mostra permanente dedicata a Mario Carnicelli, noto fotografo pistoiese.

Una sezione del Museo del Novecento e del Contemporaneo recentemente ricostruita, ospiterà così alcuni lavori di Carnicelli visibili al pubblico. Oltre alla mostra sarà ospitato anche il suo vasto archivio che comprende più di 50.000 negativi e oltre 1.000 stampe, oltre a libri, riviste e documenti.
Questo potrà essere fonte per ricercatori di cultura visiva, storici e giovani artisti, ed anche stimolare discussioni su tematiche sociali e artistiche nonché avvicinare le nuove generazioni al linguaggio fotografico.
Si è trattato quindi di una preziosa joint venture fra Mario Carnicelli, che ha concesso, per cinque anni in comodato gratuito, rinnovabili, il suo patrimonio fotografico e il Comune di Pistoia che l’ha accolto e reso fruibile. Tre le tematiche delle opere esposte I’m sorry, America! American Voyage e Psicologia della folla oltre a quelle già in possesso del Palazzo Fabroni della serie C’era Togliatti. La ricollocazione di quest’ultime ha permesso di destinare una sala del museo ai tre video-ritratti di Paolo Uccello, del Sodoma e di Giorgio Vasari, facenti parte del progetto fra arte figurativa, cinema e teatro ideato da Federico Tiezzi.

Alla cerimonia d’inaugurazione sono intervenuti: Benedetta Menichelli, assessore alle attività e istituti culturali; il fotografo Mario Carnicelli e Bärbel Reinhard, consulente e curatrice dell’archivio Carnicelli. L’evento è stato introdotto da Elena Testaferrata, direttrice dei Musei Civici di Pistoia.
Menichelli dice: “Oggi inauguriamo non solo uno spazio museale nuovo, ma sottolineiamo un gesto di profonda generosità e visione da parte di un grande artista”. Ringrazia Carnicelli per il suo lavoro e il suo prezioso archivio, “un patrimonio di immagini che raccontano l’Italia e il mondo con uno sguardo mano attento e poetico”. Ringrazia tutte le persone coinvolte nella realizzazione del progetto, dalla direttrice dei musei, a tutti gli uffici tecnici che sono riusciti a portare a termine questo lavoro.
Dopo gli interventi di Elena Testaferrata e Bärbel Reinhard, è Carnicelli che parla: “Credo che questo museo sia Il primo in Italia ad accogliere la fotografia. E’già successo in parte undici anni fa con la mostra fotografica I funerali di Togliatti. Allora ha aperto le porte, oggi le ha spalancate. Si può dire che Pistoia è la città della fotografia, ci sono parecchi circoli fotografici, associazioni che promuovono la fotografia. E’ terra di importanti fotografi professionisti, di rango internazionale, un nome per tutti, Aurelio Amendola.
L’archivio è importante ma nella percezione comune sa di vecchio e di stantio, un corpo morto. No, l’archivio è un corpo pulsante, si attualizza perché il passato è sempre presente, è sempre nuovo. L’archivio imprigiona il tempo e lo accudisce. Il tempo, simile all’andare del fiume, non puoi fermarlo, è fatto di attimi, di istanti. Solo una cosa lo può fermare, è una parola breve, quattro lettere, un fruscio, un suono, clic”.

Molti gli amici presenti, molti i fotografi e appartenenti ai club fotografici della nostra città che hanno sottolineato con grandi applausi Mario. La sezione rimarrà aperta il sabato, la domenica ed i festivi dalle ore 11,00 alle 19,00 ingresso libero. Per informazioni 0573 371817.







