PISTOIA – Come può una tranquilla area residenziale in pieno centro trasformarsi in una zona ad alta tensione? Non serve tanto. Basta, si fa per dire, la presenza di qualche giovane sopra le righe che fa di quella zona la sua piccola piazza di spaccio.
Il posto in questione è quello ricavato tra il bellissimo giardino volante (sempre chiuso da tempo) e il retro del palazzo dell’Asl; è lì che una propaggine di via Trinci forma un parcheggio o, se vogliamo, una piazzetta. Ed è sempre lì che dopo le 22 quasi tutte le sere, con preferenza nel weekend, un gruppo di ragazzi si ritrova per consumare la propria serata.

Non ci sarebbe niente di male, per carità, se tutto si svolgesse nella legalità. Invece quei ragazzi sono il richiamo per molte automobili che sostano, ovviamente senza alcun permesso, in mezzo alla via, prendono ciò che devono e ripartono. Molti altri restano sul posto a trascorrere la nottata a volte fino all’alba tra schiamazzi e urla. Ogni tanto ci scappa anche una rissa dovuta a uno stato di lucidità evidentemente alterato.
È ciò che è accaduto, per esempio, lunedì notte poco prima della mezzanotte, quando due giovanotti se le sono date di santa ragione tra grida, minacce e pianti, svegliando tutto il vicinato perché, va ribadito, quell’area è immersa in una zona residenziale. Poco dopo, ad acque tiepide, sono sopraggiunte due volanti: una dei Carabinieri, l’altra della Polizia, evidentemente allertate da telefonate provenienti da utenti diversi. Le forze dell’ordine hanno fatto ciò che potevano, andandosene dopo dieci minuti di controlli. Bastava, però, che facessero due passi all’interno del cortile dell’Asl e avrebbero scoperto qualcosa che uno dei ragazzi aveva nascosto di buona lena allarmato dall’arrivo delle volanti. Magari erano solo caramelle.
La chiamata alle forze dell’ordine non è una novità e a farne ricorso sono spesso famiglie diverse che vedono disturbato il loro riposo notturno o preoccupate di avere attorno la propria abitazione un’attività non proprio limpida. C’è da dire che l’arrivo dei militi è spesso celere ma quasi mai risolutivo. Ovvero, una volta che la volante ha concluso i controlli più o meno profondi, tutto torna come prima.
Che fare allora? Difficile che i cittadini di propria spontanea volontà possano aggiustare la situazione: non siamo nel selvaggio ovest e Pistoia è pur sempre abitata, in maggior parte, da persone civili. Più facile che possano farlo assieme alla politica e alla forza di pubblica sicurezza. Non sarebbe male nemmeno l’interesse di Asl: d’altronde tutto si consuma per la maggior parte di sua proprietà.

Intanto i residenti della zona faranno ciò che possono, ovvero inizieranno a raccogliere le firme per richiedere l’installazione di una telecamera che funzioni almeno da quando cala il buio. Perché al sorgere del sole tutto torna nella normalità e dei ragazzi resta solo il ricordo che si materializza in cartacce, bottiglia di birra vuote e altri rifiuti lasciati lì in memoria del loro passaggio.
Che poi, pure lasciare i rifiuti in strada sarebbe un reato. Ma questo pare davvero essere il male minore







