mercoledì, Settembre 9, 2026

Parità di genere: focus sui Fondi europei

FIRENZE – La Toscana delle Donne approfondisce il contributo concreto dei Fondi europei per la parità di genere grazie al convegno “Libere di scegliere: donne, competenze e opportunità in Toscana”, oggi in sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati. La mattinata, affidata al coordinamento di Barbara De Micheli, della Fondazione Giacomo Brodolini, dedicata alle opportunità offerte dall’utilizzo di Fesr, Feasr, Feampa, Italia Francia Marittimo. In primo piano dunque l’approfondimento sui fondi e l’aggiornamento sui risultati proiettati sulla parità di genere. 

L’appuntamento registra l’apprezzamento del presidente Eugenio Giani, che ricorda i benefici di “una programmazione dei Fondi europei volta a dare concretezza al principio della parità di genere. La Regione ha confermato la centralità del tema, destinando alla promozione della parità di genere ad essa una quantità ingente di risorse in particolare grazie al Fondo Sociale Europeo+ 2021-27. L’evento di oggi rappresenta quindi un’occasione privilegiata per condividere i risultati raggiunti, rilanciare l’impegno regionale e rafforzare un messaggio centrale: la libertà delle donne passa attraverso competenze, servizi, opportunità e autonomia economica. È una condizione fondamentale per la crescita dell’intera comunità toscana”.

L’intervento di Cristina Manetti, ideatrice de La Toscana delle Donne – rassegna finanziata appunto con il contributo dei Fondi europei – e assessora alla parità di genere, ha preso le mosse dal riconoscimento proprio del lavoro svolto in questi anni per la Toscana delle Donne. Accanto ai ringraziamenti non di rito la consapevolezza che “resta ancora molto lavoro da fare”, come conferma la fotografia dei divari di genere in Toscana, la regione che pure presenta risultati migliori rispetto alla media nazionale: il tasso di occupazione femminile, al 63,7%, è ancora distante dal 70,8% UE; il divario occupazionale di genere è pari al 14,4%; le donne guadagnano mediamente 4.136 euro in meno degli uomini e solo il 17% delle laureate si orienta verso discipline Stem (contro il 29% degli uomini). Il lavoro di cura pesa per oltre il doppio sulle donne rispetto agli uomini e rimangono ostacoli nell’accesso ai ruoli apicali.

“Questi squilibri – spiega Manetti – limitano la libertà di scelta e di crescita delle donne, hanno impatti diretti sulla loro autonomia economica e sulla partecipazione piena alla vita sociale e professionale; con i fondi europei cerchiamo di agire sostenendo l’imprenditoria femminile e lo scambio di buone pratiche e ci sono poi azioni dirette come quelle del Fondo Sociale Europeo Plus, che destina oltre 360 millioni ad azioni e interventi per sostenere la parità di genere”.

Occhi puntati quindi su il FSE+ 2021, che destina oltre 50,6 milioni all’attuazione di specifiche misure a sostegno della parità, tra cui incentivi all’occupazione di donne; servizi di orientamento al lavoro; misure di welfare aziendale per le imprese; misure innovative di conciliazione vita lavoro per le lavoratrici autonome. “Grazie a questa rete di strumenti, la Toscana ha già attivato 33 misure nell’ambito del PR FSE+ 2021-2027, molte delle quali rivolte direttamente alle donne o con ricadute significative sulla parità di genere” conclude Manetti.

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