domenica, Settembre 13, 2026

Pci Toscana: ‘esplosa a Calenzano la carenza di indagini e di interventi sul territorio’



FIRENZE – “Il Partito Comunista Italiano della Federazione di Firenze, della Toscana e il Dipartimento nazionale del lavoro del PCI si stringono con profonda commozione alle famiglie dei lavoratori morti e feriti (alcuni trasportati in reparti grandi ustionati in codice rosso) nell'”incidente”, l’ennesimo, che stamani intorno alle 10 si è verificato in un deposito di combustibili dell’ENI nel comune di Calenzano. Episodi di questa natura sono ormai una tragica regola nel nostro territorio ed ogni riferimento alla precedente orribile strage del cantiere Esselunga di via Mariti a Firenze è da parte nostra assolutamente voluto.

Una cosa è certa: parlare ancora una volta di “fatalità” sarebbe un insulto alle vittime. È ora di capire che la sicurezza di chi lavora e di chi vive in prossimità dei luoghi di lavoro DEVE essere una priorità per tutti a partire dalle aziende e dalle istituzioni.
L'”incidente” poteva avere effetti ancora più drammatici: il deposito ENI si trova infatti collocato in un’area abitativa e a ridosso di altre aziende e tutti questi stabili hanno subito danni più o meno gravi dalla deflagrazione. Ma poteva andare molto peggio. Le foto dall’alto mostrano nell’area immediatamente a lato dell’incendio almeno 20 depositi. Cosa c’era dentro? È facilmente intuibile. E d’altra parte la dichiarazione del Presidente della Regione Giani, «non ci sono stati contatti con i depositi di carburante. Tutto è avvenuto nelle operazioni di carico delle autocisterne. Sono rimasti intatti i depositi altrimenti sarebbe stato ancora peggio l’esito dell’esplosione», non lascia adito a dubbi su cosa si è rischiato. È per questo che suonano grottesche le parole poco fa pronunciate dallo stesso Giani che, sul fatto che tanti cittadini lamentano la pericolosità di un deposito di carburante vicino all’abitato, ammette che «è così evidente che questo appare al senso comune di tutti». Se è così evidente, perché gli enti regionali non sono mai intervenuti sulla situazione?
Nel ribadire la vicinanza ai familiari delle vittime e dei feriti il Partito Comunista Italiano della Federazione di Firenze e della Toscana e il Dipartimento nazionale Lavoro del Partito non possono che sottolineare ancora una volta la carenza di indagini e di interventi sul territorio da parte di chi ne avrebbe il dovere. Il territorio di Firenze e dei comuni confinanti è stato martirizzato troppo spesso nei tempi recenti anche a causa dell’incuria e dell’inefficienza dei suoi amministratori, della loro mancanza di programmazione. Distruzioni post-alluvioni, crolli nei cantieri, esplosioni nei depositi di carburante. Cosa dobbiamo ancora aspettarci? È ora di dire basta”.

Partito Comunista Italiano – Segreteria regionale Toscana

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