mercoledì, Novembre 4, 2026

Per Pescia una scelta: il cambiamento o la conservazione

di Riccardo Franchi*

PESCIA – Ho aspettato alcune ore prima di commentare le recenti (ennesime) polemiche politiche che hanno riguardato Pescia. Il ruolo di Sindaco impone di esprimermi con la massima conoscenza dei fatti: non essendo arrivati chiarimenti convincenti, penso sia necessario. 

Riccardo Franchi

Amo fare il sindaco perché, a differenza di chi svolge altri ruoli di governo o nei partiti, permette di occuparsi direttamente della vita delle persone, dei loro bisogni concreti, delle loro necessità. È quello che faccio ogni giorno e che continuerò a fare con l’impegno di sempre, dando priorità a questo e non ai conflitti politici.

È molto grave che un amministratore della Regione Toscana partecipi a una riunione con quattro consiglieri comunali di opposizione senza che né il sottoscritto né nessun componente dell’amministrazione comunale lo sapesse. A maggior ragione se uno dei quattro è attualmente sospeso (di nuovo) dalla carica di consigliere comunale per vicende penali stra-note e gravissime. Sulle quali non voglio tornare.  

La mia amministrazione si è candidata nel 2023 per ridare credibilità ad un Comune letteralmente distrutto dal punto di vista finanziario e agli occhi dei propri cittadini, rompendo un sistema consolidato e ramificato. C’è ancora tanto da fare e servirà del tempo, lo sappiamo benissimo. Ma siamo anche consapevoli che gran parte delle difficoltà che affrontiamo nascono dalle ostilità create da coloro che vogliono fermare questo cambiamento. È bene dirlo con chiarezza. 

Ci eravamo impegnati per “una storia tutta nuova” e stiamo provando a realizzarla. In questi anni abbiamo portato alla luce i debiti finanziari del Comune nella sua gravità (circa 19 milioni di euro) iniziando finalmente il risanamento, come certificato dalla Corte dei Conti. Una vera e propria “operazione verità” sul bilancio: lo avevamo promesso e lo stiamo facendo. Abbiamo compiuto precise scelte di tipo urbanistico, rotto equilibri consolidati che erano stati la causa del disastro del Comune di Pescia. Anche sul tema dei rifiuti abbiamo scelto di dire basta con un passato fallimentare con cittadini scontenti dell’attuale servizio, adottando finalmente la raccolta differenziata “porta a porta” come gli altri Comuni della Valdinievole hanno fatto quasi 10 anni fa.

Il cambiamento può fare paura, lo sappiamo bene. Per realizzarlo servono coraggio, determinazione, impegno e tanto lavoro. È avvilente la sensazione che, mentre cerchiamo con enorme fatica di cambiare le cose e restituire alla città quello che le è stato sottratto, possa esistere un coordinamento di più persone, tra cui un esponente regionale, teso a destabilizzare e ad abbattere l’amministrazione scelta dai cittadini con il loro voto. La notizia pone qualche interrogativo che è doveroso approfondire: veramente c’è chi vorrebbe riportare indietro le lancette dell’orologio di Pescia? Davvero si tenta di riabilitare un passato che sarebbe bene rimanesse soltanto un ricordo?

Lo hanno detto benissimo il segretario del PD di Pescia e il coordinatore della lista civica “Pescia è di tutti”, che ringrazio: noi andiamo avanti. Senza paura, con trasparenza, senso di responsabilità e la massima determinazione. Sapevamo che avremmo trovato contro le forze della conservazione e chi non vuole mai cambiare niente. Perché lasciare tutto così com’è è sicuramente più semplice e più comodo, per alcuni (pochi) è anche più conveniente. 

Non solo noi, ma i pesciatini valuteranno con attenzione le prese di posizione ma anche i silenzi: di fronte a quello che è successo è il momento di una scelta di campo. O con il cambiamento o con la conservazione: non esistono alternative.

*Sindaco di Pescia

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