mercoledì, Settembre 9, 2026

Per Rebecca Giovannoni un premio al ‘Ceppo Giovani’

di Caterina Benini

CASALGUIDI – Rebecca Giovannoni, studentessa del primo anno del liceo “Scienze umane” Forteguerri di Pistoia, ha partecipato con successo al prestigioso Premio Letterario Internazionale Ceppo, nella sezione “Ceppo giovani”, inserito nel circuito di Pistoia Capitale Italiana del Libro 2026.

Rebecca Giovannoni

Nell’ambito dell’iniziativa, una sezione speciale è stata dedicata agli studenti e alle studentesse delle scuole secondarie di secondo grado della provincia, chiamati a confrontarsi con diverse modalità espressive.

Rebecca ha partecipato a “Parole chiave”, che invitava i ragazzi a riflettere su un termine significativo tratto da un’opera letteraria.

Rebecca si è immersa nella lettura del romanzo “Rubare la notte” di Romana Petri e da questa esperienza è nato il suo elaborato, costruito attorno alla parola chiave “credere”.

Lo scorso 27 marzo presso l’auditorium Terziani della Biblioteca San Giorgio, Rebecca è stata premiata alla presenza della scrittrice Romana Petri, vincitrice del premio Ceppo Pistoia capitale del racconto.

Un termine, CREDERE, denso di significato, che Rebecca ha saputo interpretare intrecciando la trama del romanzo con una riflessione personale sull’attualità, offrendo uno sguardo maturo e sensibile sul valore del credere oggi: nelle relazioni, nei sogni e nelle possibilità del futuro.

Gli elaborati sono stati selezionati, inizialmente, dai propri insegnanti che hanno individuato quelli più meritevoli da inviare alla giuria del premio.

Nel caso di Rebecca, è stato il professor Antonio Riccio, docente di italiano e latino, a riconoscere fin da subito la qualità del suo lavoro.

Una scelta che si è rivelata lungimirante: anche la giuria del Ceppo Giovani ha infatti apprezzato l’elaborato della giovane studentessa, premiandolo con un riconoscimento in denaro destinato all’acquisto di libri.

Un risultato che rappresenta non solo un importante traguardo personale per Rebecca, ma anche un segnale incoraggiante per il mondo della scuola e per le nuove generazioni, sempre più coinvolte in percorsi culturali capaci di stimolare il pensiero critico.

Ecco un estratto dell’elaborato scritto da Rebecca sulla “parola chiave”: credere.

“Nel libro “Rubare la notte”, il personaggio di Tonio, che sembra essere molto coraggioso, non vola per sfidare la morte, ma per provare la sensazione di essere vivo e seguire la sua passione. Volare di notte, senza avere certezze, significa affrontare il buio e andare avanti comunque. La scomparsa misteriosa di Tonio non diminuisce il valore del suo credere, anzi, lo rende ancora più forte, perché non mette al sicuro, ma dà un senso al rischio che corre. Credere non è solo una questione di fede, ma anche di capacità di vedere al di là delle apparenze. Nel libro “Il piccolo principe”, credere significa imparare a vedere con il cuore, a sentire ciò che è essenziale, anche se non è visibile agli occhi. L’essenziale infatti è spesso invisibile e solo chi crede davvero riesce a vederlo nella sua mente, a riconoscerlo e perché no, a realizzarlo”.

Rebecca è una giovane ragazza che vive a Casalguidi insieme ai genitori, Valeria e Matteo e al fratello minore Lapo.

Ha frequentato le scuole presso l’Istituto Comprensivo “Enrico Fermi” di Serravalle Pistoiese.

É al primo anno di liceo, ha una forte passione per le materie umanistiche, è una studentessa appassionata che affronta con impegno, determinazione e grande serietà lo studio.

Amante della lettura, predilige in particolare i generi romance e dark romance. La sua autrice preferita è Felicia Kingsley, mentre uno dei libri a cui è più affezionata è “Limit less” di Karim B. Accanto alla lettura, Rebecca coltiva anche una naturale inclinazione per la scrittura, che rappresenta per lei uno spazio di espressione personale e di crescita.

 Guardando al futuro, il suo obiettivo è intraprendere un percorso universitario in psicologia, con il desiderio di diventare psicologa e mettere la propria professionalità al servizio degli adolescenti: «Penso che sia importante, ha dichiarato Rebecca, trovare un posto dove ascoltare e sapere di essere ascoltati».

La notizia del premio è arrivata con una mail e con la comunicazione del suo professore Antonio Riccio, docente che Rebecca stima profondamente e che considera un punto di riferimento culturale. Ricevere i suoi complimenti e vedere il proprio elaborato premiato è stato per lei motivo di grande soddisfazione.

Nonostante sia una ragazza timida, poco incline a stare sotto i riflettori, questo riconoscimento rappresenta un’esperienza significativa per la sua crescita personale e per la sua autostima: un incoraggiamento a continuare a studiare, leggere e credere nella forza della scrittura.

I suoi ringraziamenti sono rivolti in particolare al professor Antonio Riccio, del quale dice: «È un professore che crede molto nei propri studenti”, che è ciò di cui la scuola ha veramente bisogno per formare le nuove generazioni, per aiutare giovani ragazzi e ragazze a diventare adulti consapevoli e responsabili.

Un risultato che rappresenta non solo un importante traguardo personale per Rebecca, ma anche un segnale incoraggiante per il mondo della scuola e per le nuove generazioni, sempre più coinvolte in percorsi culturali capaci di stimolare pensiero critico, creatività e passione per la lettura.

Complimenti a Rebecca anche da parte della nostra redazione.

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