giovedì, Settembre 10, 2026

“Perchè il Governo interviene solo ora a Vicofaro?”

PISTOIA – “Leggiamo una prima buona notizia da Vicofaro: alcune decine di persone che fino ad oggi avevano trovato rifugio nei locali della parrocchia potranno accedere a una sistemazione alternativa, in altre strutture di accoglienza (CAS) indicate dalla Prefettura.

Questo avviene dopo una lite tra due ospiti di Vicofaro che si era conclusa, tre sere fa, con l’accoltellamento alla gola di un ragazzo gambiano.

Scopriamo, quindi, che quello che chiediamo da anni, cioè il coordinamento di tutti gli enti coinvolti per dare soluzioni alternative a chi non ha altra scelta di Vicofaro per avere un tetto sopra la testa, è possibile.

Però evidentemente si doveva attendere che un ragazzo quasi perdesse la vita per vedere le istituzioni responsabili dell’accoglienza, a partire dal Ministero, all’opera. O per vedere il Sindaco scendere a Roma per partecipare a una riunione sul tema, due sere fa.

La destra, a partire dall’assessore Sgueglia, che qualche settimana fa ha partecipato al presidio su Vicofaro di fronte alla Prefettura di Pistoia, contro chi manifestava, dunque, se non contro se stessa?

Gli insediamenti informali, come Vicofaro, sono in tutta Italia la risposta inadeguata ai bisogni di persone che non trovano una casa o sono condannate a condizioni di lavoro illegale o di sfruttamento, a causa di leggi nazionali, come la Bossi Fini, che creano solo insicurezza.

Per questo è responsabilità dello Stato, a partire dal governo, mettere in campo risorse e percorsi che evitino l’acuirsi delle tensioni e creino le condizioni per un’accoglienza degna e solidale.

Chiediamo ancora una volta di non intervenire solo in emergenza ma di lavorare per trovare soluzioni strutturali per risolvere la situazione di Vicofaro, ristabilire i presupposti della convivenza e della collaborazione nel quartiere e dare condizioni di vita e di emancipazione migliori a tutte le persone che oggi dormono in Chiesa e nei locali della parrocchia.

Possibile che non sia stato fatto in sette anni quello per cui ci si è attivati in 24 ore?

Possibile che in sette anni solo la Regione abbia provato a stanziare delle risorse per avviare un progetto che creasse le condizioni per ricollocare le persone presenti?

E che il Comune non si sia adoperato per chiedere di proseguire, potenziare e dare sbocchi concreti a quel progetto, chiedendo un intervento concreto al governo?

Perché la destra che governa a Pistoia si è preoccupata solo di strumentalizzare le legittime preoccupazioni dei residenti, invece di portare proposte in Consiglio Comunale? Vogliamo che i trasferimenti di questi giorni non siano un provvedimento spot.

Si stabilisca un coordinamento permanente tra le istituzioni coinvolte per mettere a disposizione posti nell’accoglienza formale (CAS e SAI) e per stanziare le risorse necessarie a individuare soluzioni abitative alternative, diffuse e in piccoli numeri, con percorsi professionali di supporto, sociale, linguistico, legale, e di inserimento lavorativo.

Questo è quello di cui c’è bisogno, su questo chiediamo l’impegno del Comune”.

Pistoia Ecologista e Progressista

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