di Elisabetta Branchetti
PISTOIA – Francesco Becagli è un personaggio molto conosciuto a Pistoia per le sue attività imprenditoriali nel campo della ristorazione (“La degna Tana”, “Fortezza 59”) ma anche per i suoi incarichi pubblici (Comitato cittadino della Giostra dell’Orso, Centro commerciale naturale). Pochi sanno che nella sua formazione grande spazio hanno avuto la pedagogia e la psicologia: diplomato al Liceo pedagogico, ha successivamente frequentato la Facoltà di psicologia, materie che l’hanno aiutato molto nelle sue attività soprattutto ad affrontare le difficoltà.

E poi c’è il suo amore viscerale per Pistoia che spesso si trasferisce sulle tribune del Pistoia Basket. E la musica. Ha avuto un ruolo speciale nella sua vita. Nei suoi locali Francesco molto spesso propone piccoli concerti di ogni genere, con particolare attenzione agli artisti emergenti, ma anche presentazioni di libri, sfilate di moda, insomma un occhio attento a tutto ciò che può piacere alla clientela, oltre ovviamente al buonissimo cibo che propone.
L’imprenditoria è una strada che avresti mai pensato di intraprendere?
Mai avrei pensato di fare impresa, mi sono ritrovato per necessità e per orgoglio rispetto ai lavori precedenti e a chi non credeva in me, a buttarmi in quello che più mi riusciva: fare squadra e motivare chi come me non aveva opportunità o visibilità perché di famiglie normali e senza nomi importanti, ma con grandi valori morali. Così mi occupo di società che investono nel mondo della ristorazione nella nostra città cercando di farle funzionare al meglio, soprattutto nel rispetto della clientela.

Hai ricevuto delle cariche importanti: presidente del Centro commerciale naturale nel 2020 e presidente del Comitato cittadino nel 2021. Cosa pensi delle nomine che hai avuto?
Le cariche purtroppo non sono più frutto della volontà di una comunità, ma nascono dal desiderio del singolo di prendersi responsabilità, non retribuite, senza le quali il nostro sistema sarebbe bloccato dalle paure delle conseguenze di tali incarichi. A Pistoia viene insegnato fin da piccoli a non mettere mai la faccia per poi puntare il dito contro chi è accanto a te, io mi scontro ferocemente con questa mentalità: sta a tutti noi mettere un mattone, indipendentemente se altri lo fanno o meno.
Francesco, lo sport per te che importanza ha?
Il basket è la mia salvezza. Dai 20 anni ad oggi ho sempre preservato il rapporto tra me e il canestro e tra me, i miei gruppi, e quelle due ore dove è possibile cantare per la tua città: è tempo prezioso. La mia è una vita da tifoso nella curva biancorossa dove nel 2002 nacquero i Red Devils.

E la musica che ruolo ha avuto? Il tuo artista preferito?
Bruce, the Boss sul piedistallo, ma la musica a me piace tutta, ho studiato 11 anni di pianoforte e ho avuto un piccolo rigetto sulle stesse ottave.
Com’è il Francesco privato, quello che c’è dietro lo specchio?
Di me ci sarebbero da scoprire tante, troppe cose. Ho preso tante botte e altrettante ne ho date, non botte fisiche, naturalmente, ma esperienze private e pubbliche. Credo molto nell’amicizia, credo nel gruppo e credo che tutto possa essere risolto: se non esiste soluzione non esiste problema, se c’è un problema basta pensare alla sua realtà e la soluzione è lì, perché tutti sappiamo quale è, tanti purtroppo non sanno come affrontarla.







