FIRENZE – “Sulla peste suina africana la Regione si è mossa a danni già inarrestabili, quando ormai l’avanzamento del fronte della malattia era sfuggito di mano perché nessuno lo ha gestito. Le realtà aziendali coinvolte non hanno avuto alcuna comunicazione preventiva e, proprio per questo, i danni che inizialmente potevano essere ridotti, se solo la Regione non avesse sottovalutato il problema, sono diventati ingenti”.

Così il portavoce dell’opposizione in Consiglio regionale Alessandro Tomasi sull’emergenza che ha interessato, in particolare, un sito nella montagna pistoiese, ma che adesso deve essere monitorata in una zona ben più ampia di quella iniziale.
Tomasi sottolinea, oltre alla nomina tardiva del Commissario straordinario (con il decreto del Presidente della Regione) di due giorni fa, anche il grido d’allarme inascoltato del servizio veterinario regionale.
“In una lettera della Federazione veterinari, medici e dirigenti sanitari indirizzata a Eugenio Giani e all’assessore Monia Monni – spiega Tomasi – vengono segnalate gravi carenze, specie di personale, a cui la Regione deve porre rimedio se non vuol far rimanere carta straccia i tanti provvedimenti da adottare in riferimento alla peste suina. La federazione evidenzia come in altre regioni la malattia sia stata gestita con le necessarie risorse e sia stata contenuta proprio per le azioni adottate nei tempi e nei modi giusti. In Toscana questo non è accaduto, tanto che Giani ha nominato un commissario ad abbattimenti già fatti. Un modo di gestire tutto il sistema, al di là dell’emergenza in atto, tipico di questa amministrazione regionale che non risponde neppure alle ripetute richieste di incontro e di confronto con strutture e servizi essenziali, come quello di veterinaria”, conclude Tomasi.


