mercoledì, Settembre 9, 2026

Pistoia-Abetone. Barbi e Casiraghi, due leggende dell’Ultra Marathon

ABETONE – Era il 26 giugno 2006 quando Roberto Barbi vinse la 30esima edizione della Pistoia-Abetone, allora sulla lunghezza di 52 chilometri .

Roberto Barbi

Quel giorno, Barbi vinse e battè anche il record della corsa che resisteva da ben 25 anni, esattamente dall’edizione del 1980, quando il pisano Sergio Pozzi tagliò il traguardo in piazza delle Piramidi in 3 ore 23′. Barbi fermò il cronometro sul tempo di 3 ore 20′ 45”.

Dietro di lui distacchi abissali: Marco D’Innocenti al traguardo in 3 ore 35 01 e Giorgio Calcaterra, vincitore dell’edizione 29, in 3 ore 46’55, lontano non solo da Barbi, ma anche dal suo stesso tempo ottenuto nel 2004; quarto al traguardo Stefano Sartori in 3 ore 47’50.

Monica Casiraghi

Nelle donne quarta vittoria consecutiva della bresciana Monica Casiraghi, al traguardo in 4 ore 33’22”. Al secondo posto l’avvocata trentinA Monica Carlin in 4 ore 14’38” al terzo posto Paola Sanna che aveva vinto nel maggio la 100 chilometri del passatore, giunta all’Abetone in 4 ore 39’38”.

Calcaterra alla vigilia della corsa era l’uomo da battere. Nell’edizione 30, partì fortissimo cercando di imporre un ritmo elevato alla corsa per fiaccare la resistenza degli avversari, ma il romano non aveva previsto un Barbi in forma strepitosa che era riuscito a rimanere alle sue costole.

La svolta ci fu al decimo chilometro. Barbi allungò e Calcaterra non riuscì a tenere il passo. Al passaggio de Le Piastre (16 km) il vantaggio dell’atleta lucchese era già di 2 minuti su Calcaterra, 3 minuti su D’Innocenti e 7 su Sartori; la gara era praticamente finita. A San Marcello Barbi era già sotto il record del passaggio, di 3 minuti.

Nelle retrovie Calcaterra continuava a perdere terreno consentendo al giovane D’Innocenti di farsi sotto fino ad arrivare ad appena 15 secondi di distanza al traguardo di San Marcello.

L’aggancio avveniva poco dopo, prima lo affiancava intorno al 37° chilometro, poi D’Innocenti allungava decisamente e proseguiva fino al traguardo.

Senza dubbio più avvincente la prova femminile. Partita lentamente con il solo intento di arrivare al traguardo, la Casiraghi lasciò andare le avversarie più temibili (Paola Sanna, Simona Vittori e la sorprendente Monica Carlin). Poi l’atleta bresciana iniziò a credere nell’impresa cambiando il ritmo della propria corsa. A tal punto che al 35° chilometro riprese Vittori e Carlin; al 42° chilometro la Casiraghi aveva già distanziato la Carlin di 2 minuti.

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