giovedì, Settembre 10, 2026

Pistoia-Abetone, una lunghissima storia di eroi e di fatica

PISTOIA – La Cooperativa Atletica Silvano Fedi nasce nel 1971, e da subito ronza in testa l’idea di ripetere l’impresa di Artidoro Berti.

Sergio Pozzi al traguardo dell’Abetone nel 1982

Dopo anni di laboriosa gestazione, il progetto va in porto. Il 18 luglio del 1976 è il giorno prescelto e gli sforzi degli organizzatori, con alla testa gli infaticabili Giacomo Matteini e Roberto Peltretti, sono premiati istantaneamente dal successo. L’iscrizione costa 2500 lire e sono in 420 a presentarsi al via da piazza del Duomo: soltanto 252 vedranno lo striscione di arrivo.

La foto della partenza regala ancora brividi di commozione ed il pubblico strabocchevole lungo il percorso “benedice” la prima di un’ininterrotta serie di edizioni memorabili. La spunta un pistoiese doc, Roberto Lotti, ex azzurro di maratona, in 3 ore 53’. Lotti batte di stretta misura il bolognese Romano Baccaro (vincitore della 1ª edizione della “Firenze-Faenza”), fattosi sotto nel finale in maniera minacciosa. Terzo è Elvino Gennari, centochilometrista di San Felice sul Panaro che, con l’inseparabile gemello Loris, sarà protagonista di tutte le prime edizioni.

1977 – Lotti ci riprova, ma va in crisi negli ultimi 3 chilometri. I Gennari lo risucchiano e Loris s’impone in 3.42’, mentre Elvino è terzo. Lotti chiude in 3.46’.

1978 – Ancora Lotti contro i Gennari brothers, la sfida continua. Adesso è il pistoiese, fattosi più accorto, ad uscire di prepotenza nel finale, bruciando il duo modenese. Il tempo 3.48’, sette meglio di Loris, 22 su Elvino, crollato nell’ascesa al passo.

1979 – Un nuovo nome, Giuseppe Rossetti, marito della maratoneta azzurra Laura Fogli. Lotti non c’è, i Gennari non sono al top e per il ferrarese è un gioco da ragazzi imporsi. Chiude in 3.51’ davanti a Dondi (Rilus S. Felice sul Panaro) ed al toscano Beppe Giorgi (Atletica Vinci).

1980 – La corsa lievita in maniera sensibile e la sua fama comincia a varcare i confini regionali. Il cast dell’edizione ’80 è di quelli da leccarsi i baffi: c’è Vito Melito (4 volte vincitore del “Passatore”), ci sono Oliarca ed i soliti Gennari. Il professore di Ariano Irpino è il favorito della vigilia, ma ha fatto i conti senza l’oste. Il conto glielo presenta Sergio Pozzi da Rosignano, che se ne va insalutato ospite al 2° chilometro e diventa imprendibile per tutti. Incredibile il suo volo: 3.23’, un record che resisterà per ben 25 anni. Sul traguardo, persino giornalisti e fotografi sono presi di sorpresa e Sergio, maglietta bianca e numero di gara 1512, è costretto a ripetere l’arrivo per loro. Edizione di leggende e polemiche. La leggenda di Pozzi (giovanissimo, 24 anni) schieratosi all’insaputa della sua società, il G.S. Orecchiella, dopo una fuga notturna è ancora da sfatare. Altri contesteranno il riscontro cronometrico, poiché il cronometraggio – stando ancora ai “si dice” – verrà fatto partire attorno al 3° chilometro. Fatto sta che Sergio Pozzi trionfa con passaggi inauditi (54’ alle Piastre, 1.50’ a San Marcello): Pasquale Oliarca giunge a quasi 20 minuti, Melito a 24, i fratelli Gennari ad oltre mezz’ora.

1981 – Pozzi fa il bis: 3.40’42” in scioltezza disarmante. Il piccolo scalatore, dipendente Solvay, se la ride sotto i baffi. Questa corsa sembra creata apposta per lui, per le sue caratteristiche tecniche, la sua falcata, agile e fitta. Secondo è ancora Loris Gennari a quasi 10 minuti, terzo il pratese Carlo Fabbri (Capezzana) ad oltre 20. Il grande sconfitto è lo scozzese Ritchie, trionfatore del “Passatore”, 11° all’arrivo ed infuriato poiché la folla dei corridori sfonda sulla linea di partenza, avviandosi in anticipo e lui parte in ritardo, perdendo tempo prezioso.

1982 – Pozzi ha in testa il tempo del 1980. Problemi fisici e di lavoro gli impediscono di proseguire al meglio l’attività, ma vuol chiudere con la Pistoia-Abetone lasciando il segno. L’Orecchiella schiera un dream team con l’intenzione di aiutarlo nell’impresa: il ritmo di Claudio Simi fino alle Piastre è impressionante, poi l’incarico del forcing spetta ad un altro camoscio, Franco Olivari. A Casotti di Cutigliano, Pozzi resta solo contro la montagna e si presenta ben 8 minuti sotto il suo stesso “crono”. Un tempo mostruoso, irreale. L’ascesa finale è drammatica, con il battistrada in grave crisi: più volte procede di passo, si ferma, poi riparte. La moglie Antonella lo scongiura di ritirarsi, senza esito, poi la stessa fonde persino il motore dell’auto e deve chiedere un passaggio. Alle 11 dell’11 luglio 1982, giorno dell’Italia mundial di calcio, Sergio Pozzi giunge stremato ma vincente (tempo 3.30’58”) in Piazza delle Piramidi e l’applauso che lo accompagna è indimenticabile. L’aretino Fattorini è grandissimo secondo, terzo Lotti (chi si rivede!) a 20 minuti.

1983 – Orfana del suo protagonista più amato, la gara cerca un uomo-faro. Arriva nuovamente Melito, c’è Cilia (vincitore della Firenze-Faenza), ancora i Gennari, ma la vittoria se la giocano quasi allo sprint Rossano Galli (Tabacco Museum Modena) ed Andrea Pescia (Orecchiella). La spunta il primo in 3.36’18”, appena 20” meglio del rosignanese. Una miseria dopo 53 interminabili chilometri. Terzo è Moreno Gazzarrini (Atletica Vinci), autore di una gara giudiziosa.

1984 – Galli non è venuto, Pescia ritenta il colpo, ma stavolta è Gazzarrini a spegnerne le speranze. Cinque minuti separano i due alle Piramidi (3.36’24” contro 3.41’02”), terzo è Melito, mai in corsa per la vittoria.

1985 – L’ostinazione di Pescia è finalmente ripagata dal successo. Con una gara solitaria (tempo 3.42’39”) mette in fila il cesenate Loris Viroli ed il pratese Giuseppe Labbate. All’arrivo dichiarerà, con voce rotta dalla commozione: “La vittoria di oggi l’ho rincorsa per 150 chilometri…”.

1986 – Torna Gazzarrini, pronto a riproporsi per un fantastico bis. Il portacolori dell’Atletica Vinci non perde un colpo, stronca la resistenza del generoso Rigali e ferma i cronometri su 3.41’59”. Secondo è il modenese Giorgio Pigoni, terzo un habitué della gara, Antonio Casaretto (Atletica Signa).

Nel 12ma edizione, quella del 1987, 910 concorrenti alla partenza, all’Abetone arriveranno in 324. Vince Giorgio Pigoni in   3h 46’ 10’’ che rifila 7 minuti allo jugoslavo Dusa Mravlje Dusan (3h 53’ 36’’). Terzo posto del podio per Davide Donnini (3h 54’ 06’’), poi, a seguire, Pietro Gennari (3h 56’), Raffaele Colantuono (3h 57’ 10’’), Ivan Leskovec Ivan (Yug)    in 3h 57’ 20’’, Angelo Rigali (3h 58’ 03’’), Nazareno Giorgini (3h 58’ 48’’), Franco Pulsonetti (4h 00’ 08’’), Lajos Fazekas Lajos (4h 02’ 50’’).

Nel 1988 arrivano a frotte gli stranieri. I magiari Polzos e Vegvari fanno l’andatura, ma l’ascesa all’Abetone è loro fatale. Il duo della Tobacco Museum Galli-Pigoni esce di forza e va a centrare una strepitosa doppietta. Responso cronometrico del vincitore: 3 ore 41’57”, sette minuti meglio del compagno di colori. Terzo Polzos a 12 minuti.

Nel 1989 show sloveno con 5 atleti nei primi 8 classificati e primi 2 posti per Marco Dovjak 3 ore 44’22” e Dusan Hribernik 3ore 48’14”. Quarto il “totem” Dusan Mravlje, mentre sul terzo gradino del podio si siede il magiaro Zsolt Vegvari. Primo italiano, il tipografo fiorentino Andrea Grassi (Isolotto), ottimo quinto posto in una marea di stranieri.

Nel 1990, il teramano Normanno Di Gennaro, fuoriclasse delle ultramaratone, completa il primo grande slam di vittorie (“Passatore” – 50 di Romagna – Pistoia/Abetone, seppur in anni diversi) ed arriva a braccia alzate in 3ore43’01”, rintuzzando la velleità di Vegvari (3 ore.46’40”) e del vincitore ’89 Dovjak.

Nel 1991, gli ungheresi finalmente ce la fanno e con una spedizione agguerrita impongono il loro predominio. Nella gara, spostata all’ultima domenica di Giugno, trionfa Peter Markovich (3ore .43’37”). Csikos a 3 minuti ed il baffuto Kis-Kiraly a 4 sono i piazzati di turno. Di Gennaro non si ripete ed arriva quarto.

Nel 1992 è ancora goulash ungherese, molto saporito. Stavolta è Zoltan Nalesnyik a fare il vuoto in 3ore 32’47”: un tempone. Piazza d’onore per Vegvari e terzo Csikos, altro abbonato al podio.

Nel 1993, ci vuole lo squadrone della “Start” Mosca per infrangere il monopolio magiaro. I russi sbarcano in forze e fanno tripletta con Kornaukhov, Soldatov e Korabline, racchiusi nello spazio di un minuto. Tempo del vincitore 3 ore38’13”. Lo sloveno Okolis guida fino a Pianosinatico, ma cede nei terribili chilometri finali (quante le vittime nell’ascesa al passo!!). Grande il toscano Sisto Preiti (quinto nel ’91 e quarto nel ’92) che si riconferma in quarta posizione, con un tempo (3 ore.40’21”) molte volte sufficiente per imporsi sulla concorrenza.

Al traguardo intermedio di San Marcello gran tempo ( 1 ora .57’) di un certo Piero Giacomelli.

Nel 1994, senza i russi (presente solo un Soldatov, indietro nella preparazione), la gara è aperta a vari outsiders. Dal mazzo dei pretendenti esce lo slovacco Ondrej Gondas, che acciuffa dopo La Lima il piombinese Francesco Granella e s’invola verso il successo. Eccellente il suo tempo (3 ore 34’06”)Granella tiene la prestigiosa seconda moneta, davanti al montecatinese Migliarese ed all’ungherese Kovacs.

Nel 1995, arriva la locomotiva Kononov (6 volte vincitore del “ Passatore “ ) ed il ritmo imposto dal trentacinquenne bancario di Saratov è irresistibile per tutti. A seguirlo ci prova a lungo un generoso Fausto Innocenti, per poi cedere sulle rampe. finali (sarà settimo al traguardo 7). Grande il tempo di Kononov 3 ore 30’24”, secondo di sempre fino ad allora. Il marpione Gondas arriva a 7 minuti dal vincitore , un fantastico Sisto Preiti si migliora ancora, è terzo in 3 ore 39’06” ed indossa la maglia tricolore FIDAL.

Nel 1996. Est, est, est! Ma non è il vino laziale, sono i fondisti dell’ex cortina di ferro a dettare legge, occupando le prime posizioni. Kononov fa sfogare Nalesnyik e Gondas, poi li passa in tromba in salita (3 ore.35’45” il tempo finale, quarto è Krouglikov vincitore del “Passatore”, primo italiano ancora Sisto Preiti (quinto)

Nel 1997. Kononov vince in (3 ore 37’12”), piazza d’onore Nalesnyik, completa il podio Preiti: i soliti volti, i re dell’Abetone. Se in testa cambia poco, tra le donne divampa una battaglia feroce.

Nel 1998, Fausto Innocenti tenta di regolare i conti con la sorte, ma l’Abetone per lui è stregato. Quando è al comando, oltre la diga della Lima, è costretto al ritiro. Anche il trentino Sartori, miglior specialista italiano di ultra negli anni ’90, ha un appannamento fatale che gli costa il primato. Così il furbacchione di Gondas bissa il successo del ’94 con un crono non certo da ricordare (3 ore.50’14”), ma alla Pistoia–Abetone i tempi contano il giusto, essendo troppe le variabili ad inficiare il contenuto. Sartori è secondo, il giovane e grintoso faentino Savini terzo. La piemontese Maria

1999. Prese le misure 12 mesi prima, Stefano Sartori trionfa in 3 ore 34’16”. Il vigile del Fuoco di Pergine Valsugana fa sfogare i faticatori dell’est, per poi uscire di prepotenza alla distanza ed affermarsi con superiorità indiscussa. Gli ungheresi Nalesnyik e Zsigovics finiscono sul podio e bravissimo è il fiorentino Mauro Campigli (Maiano) che riconferma il brillante quarto posto dell’anno precedente. Al comando fino a Pianosinatico, il russo Meschtcheriakov va clamorosamente in bambola ed anche Gondas non corre mai per il successo.

2000. è l’edizione del venticinquennale è da sogno. La scomparsa, nel luglio 1999 a soli 43 anni, di Sergio Pozzi è uno stimolo in più a partecipare e le dita verso il cielo dei vincitori, ad ogni traguardo intermedio, stanno ad omaggiare il campione di Rosignano. Il keniano Joshua Kirpchumba Rop va sotto le tabelle dei record, sembra letteralmente volare, ma i tornanti dell’Abetone mostrano il diavolo sull’asfalto. L’ascesa finale è ricca di colpi di scena, crolli repentini, rimonte irresistibili in puro Pistoia Abetone style. A spuntarla è un mito delle salite, Claudio Simi, grazie ad una scalata inarrestabile in cui recupera ben 15 minuti al keniano, infliggendogliene altri 15. Il 44enne campione di San Gennaro di Lucca sale in modo fantastico, spianando letteralmente la strada ed arriva a pugni alzati, l’omaggio più grande per un amico ed un compagno di squadra che ora non c’è più. Ottimo il tempo (3 ore.35’00”), ma cosa contano i numeri quando si parla di emozioni forti? Il sorprendente romagnolo Zanni e Sartori ne sono degni scudieri; Kirpchumba Rop è quarto, il tosto francese Patrick Michel è quinto con una rimonta pari a quella del vincitore.

2001. Nuovo tentativo africano di record. Ci va vicino il marocchino Aziz Laraichi: gli è fatale (sempre la stessa storia…) l’interminabile salita finale. Si ferma un paio di volte, poi prosegue, ma il mitico tempo di Pozzi rimane lì, a quasi 6 minuti (3 ore28’47”). Claudio Simi non molla ed è secondo, il giovane toscano Silicani (atletica Vinci) terzo. Ci vuole il ritorno delle russe per interrompere il predominio Navacchia fra le donne. Marina Michlianova ed anche Fiorella Stracco (Runners Chieti) precedono la torinese, sempre altamente competitiva nonostante i quasi 50 anni.

2002. Claudio Simi torna al successo, sgominando una concorrenza agguerrita, pur priva del vincitore 2001 Laraichi. Luogo decisivo ancora una volta Pianosinatico con sorpasso di forza e grinta al lombardo Ardemagni. Edizione epica, conclusa nella bufera, con pioggia, freddo, grandine ed atleti all’arrivo in grande difficoltà. Tempo 3 ore41’36”, ottimo considerate le condizioni climatiche. Il bergamasco Baldis si piazza al terzo posto. Regina delle ultramaratone, la lombarda Monica Casiraghi, coglie il primo di quattro allori consecutivi. Navacchia e Stracco completano un podio di grande qualità. Da quest’anno la gara inserisce un nuovo traguardo, non competitivo, riservato a tutti i diversamente abili ed ai loro accompagnatori, che percorrono in un clima di grande festa ed emozione, gli ultimi tre chilometri (da Le Regine fino all’arrivo) del mitico percorso. Un’iniziativa che incontrerà un grande favore e si rinnoverà per gli anni a venire, aumentando sempre partecipazione e significati umani e di solidarietà.

2003. Il campione mondiale della 100 chilometri Mario Fattore parte favorito ed è lui il faro della corsa. La pensa così il romano Giorgio Calcaterra che gli si incolla e viaggia in coppia per tutto il giorno: mai un crollo, mai un cedimento. Per la prima volta la Pistoia Abetone si decide allo sprint e l’abruzzese Fattore, meno veloce, deve soccombere (tempo per entrambi 3ore 43’01”). Terzo è l’indistruttibile Simi, mentre il marocchino Laraichi va in crisi verso la diga della Lima e si ritira. Monica Casiraghi fa segnare il miglior tempo italiano fino ad allora (4ore 15’14”), mettendo in fila la brianzola Barbara Galimberti e l’umbra Deborah Bruni.

2004. Calcaterra si ripete, beffa Ardemagni in un’edizione dai tempi eccellenti (ore.30’20”-3.31’07”) e lottata sul filo dei secondi. Terzo è l’altro laziale D’Innocenti, quarto Fattore.

2005. Sulla Pistoia-Abetone piomba come uragano il discusso Roberto Barbi. L’atleta di Fornoli riesce nell’impresa in cui i migliori specialisti europei hanno fallito e demolisce il fantascientifico record di Pozzi (3ore 20’45”). Una cavalcata sensazionale che lascia le briciole agli avversari. D’Innocenti è secondo ad oltre 15 minuti, Calcaterra becca oltre 26 minuti: un abisso. Drammatica la gara femminile, con successo quasi in volata di Monica Casiraghi ed arrivo “alla Dorando Pietri” della trentina Monica Carlin, all’esordio ma subito grande protagonista. Terza è la bergamasca Paola Sanna. Una giornata storica, nella prima edizione corsa senza Artidoro Berti, scomparso a 85 anni il 9 gennaio di quell’anno.

2006. La presenza di Roberto Barbi spaventa quasi tutti i migliori specialisti che danno forfait, ma la Pistoia- Abetone è una gara a sé stante e va ben oltre un parco partenti più o meno di lusso. Una vittoria annunciata di Barbi si trasforma in un sorprendente ritiro al 35 chilometro. In testa si ritrova così il giovane fiorentino Luca Baroncini. Partito per ottenere un buon piazzamento, sa stringere i denti in una giornata di caldo infernale e va a cogliere con pieno merito una vittoria memorabile nella gara dei suoi sogni. 3 ore 52’16”, ma il tempo non conta quando si vince all’Abetone. Il centista trentino Polo ed il romano Leoncini sono da podio.

2007. Il percorso della gara scende a 50 chilometri esatti, anche se rimangono inalterati tutti i tratti più duri ed impegnativi. Le iscrizioni toccano la quota record di 1411 con ben 19 nazioni rappresentate ed il tracciato lievemente più corto, unito ad una giornata meteorologicamente perfetta, consente il ritocco dei record di tutti traguardi, con esclusione di quello maschile a San Marcello Pistoiese. Roberto Barbi mette il turbo, sbaraglia la concorrenza e ferma i cronometri su un’eccezionale 3ore13.29 dopo una travolgente galoppata solitaria. La lotta per le piazze d’onore diventa così il piatto più gustoso e vede spuntarla il ferrarese Aniello Sarno ed il padovano Marco Boffo, all’esordio nella classicissima pistoiese. Chi commuove tutti è il campione in carica Luca Baroncini, presentatosi in condizioni fisiche imperfette ma con tanta voglia di onorare il numero 1 di pettorale: a lungo tiene il terzo posto per poi cedere nel finale, centrando comunque una settima posizione che vale come una vittoria.

2008. Ancora Barbi in pole position e la sua ingombrante presenza fa scattare il forfait dei migliori specialisti nazionali, non solo per questioni sportive. Con un vantaggio abissale e passaggi ben sotto il fenomenale record dell’anno precedente, Barbi “cuoce” al 38 chilometro, si ritira. Il pistoiese Daniele Giusti accarezza così il sogno di riportare il successo in città dopo 30 anni esatti dall’ultimo trionfo di Roberto Lotti. Nei chilometri decisivi, invece, le sue speranze sono vanificate dal ritorno vincente del versiliese Andrea Silicani, già brillante protagonista in altre edizioni e primo alle Piramidi in 3ore 51’53”, mentre la terza piazza arride ad un marpione della corsa, l’esperto emiliano Andrea Bernabei. Soltanto 19 minuti separano il primo dal decimo classificato di un’edizione combattutissima.

2009. Fuori gioco Roberto Barbi (carriera finita per squalifica a vita a causa del doping) sul palcoscenico della Pistoia- Abetone si affacciano altri nomi e nuovi protagonisti. Al debutto nella “classicissima”, il massese Paolo Battelli fa subito centro esibendosi in un assolo sensazionale: mette in riga la concorrenza presentandosi alle Piramidi con un tempo fra i migliori di sempre (3ore 27’50”). A sbarrargli il passo prova invano il vincitore 2008 Andrea Silicani ed una gara generosa gli frutta un terzo posto che però non lo soddisfa pienamente, mentre secondo giunge un autentico outsider, l’emiliano Daniele Palladino. Crollano il record degli iscritti (1430) e quello maschile del traguardo intermedio di S. Marcello con Massimo Mei che riesce a scendere sotto l’ora e 51 (ora .50’55”). Gaetano Cardia, infine, raggiunge Elvino Gennari a quota nove nella speciale graduatoria degli atleti piazzatisi più volte nei primi 10 assoluti.

2010. 35 anni e non sentirli. La Pistoia-Abetone mette in scena una delle edizioni più belle di sempre. Record di iscritti (1527), di arrivati in vetta (651) e gare combattutissime sia in campo maschile che fra le donne. Con una corsa perfetta, da vero metronomo, il torinese trapiantato nel Chianti Francesco Caroni festeggia all’esordio dopo una lotta a coltello con il marocchino di Roma El Fadil ed il solito guerriero Andrea Silicani. La battaglia costa il podio a questi ultimi, risucchiati nell’ascesa finale da Palladino (nuovamente secondo) e dall’ungherese Zabari.

Da segnalare anche le performance del marescano trapiantato a Parigi Valerio Puccianti (al traguardo a 88 anni) e dell’abbonato alla top ten Gaetano Cardia, che stavolta riesce nell’impresa da brivido di percorrere tutta la gara a retrorunning…

2011. Nuova edizione record per numero di partecipanti (1612), arrivati all’Abetone (702), nazioni rappresentate (20), con Massimo Mei ed Ilaria Bianchi a frantumare i best times del traguardo intermedio di S. Marcello Pistoiese. L’ex azzurro di maratona Alberico Di Cecco, autore di una gara generosa tutta d’attacco, culla a lungo il sogno di imporsi all’esordio nella classicissima pistoiese, ma invece a festeggiare è il keniano Philemon Kipkering grazie ad uno spunto finale irresistibile. Di Cecco è secondo e Campione Italiano FIDAL, Marco D’Innocenti terzo.

2012. Il 24 Giugno la magia si rinnoverà per spettatori e podisti. Due di loro, Daniele Bianchi (Luivan Settignano) e Giordano Chiappelli (Silvano Fedi Pistoia), sono il simbolo di questa gara, ne incarnano la storia, la poesia, la sofferenza: gli unici ad averne corso tutte le edizioni, raggiungendo sempre il traguardo. Quel traguardo che è solo dei più forti. E dove un giorno si posò il sogno di Artidoro.

2013. la 38ma edizione se l’aggiudica Camine Buccilli (3h 24’ 36”), seguito dal marocchino Hajji Mohamed (3h 24’ 36”) e dal keniano Biwott Nicodemus (Ken)   (3h 29’ 40”).

Al via 1717 atleti, 767 taglieranno il traguardo abetonese.

2014. Al via 1752 podisti, all’Abetone arrivano in 774. L’edizione numero 39 è vinta ancora da Carmine Buccilli (3h 28’ 05”), seguito da due italiani: Matteo Lucchese (3h 30’ 42”) e Alberico Di Cecco (3h 37’ 03”).

2015. Nella 40ma edizione gli iscritti salgono a 1843, gli atleti che arriveranno all’Abetone sono 834. Vince Matteo Lucchese (3h 30’ 50”) che precede il russo Tsyganov Dmitry (3h 32’ 22”) e l’ukraino Glyva Evgenii (3h 37’ 36”).

2016. Matteo Lucchese concede il bis e vince col tempo di 3h 35’ 35”. Al secondo posto Carmine Buccilli ( 3h 38’ 55”), terzo il keniano  Sukuta Samwel Ekiru (Ken)   (3h 39’ 41”).

2017. Alla partenza della 42ma edizione, 1.749 podisti, 759 arriveranno all’ombra delle Piramidi. Il primo a tagliare il traguardo sarà il ruwandese Simukeka J. Baptiste (3h 27’ 13”) infliggendo un distacco abissale a Cristian Marianelli (3h 41’ 52”) e al croato Radojkovic Robert (3h 44’ 29”).

2018. Il keniano  Rono Julius Kipngetich (3h 19’ 16”) supera il ruwandese   Simukeka J. Baptiste (3h 24’ 45”) e Alberico Di Cecco Alberico  (3h 29’ 46”)

2019. Podio tutto italiano all’ultima Ultra maratona prima del Covid. Vince 1   Lucchese Matteo   (3h 35’ 11”), davanti a Marco Menegardi (3h 43’ 40”) e marco Ferrari (3h 47’ 32”).

L’edizione batte il record dei partenti: 1925, 835 quelli che taglieranno il traguardo abetonese.
2022. La corsa riprende ma risente del post Covid. Al via 1551 atleti, 638 arriveranno sotto le Piramidi. Torna alla vittoria il ruandese Simukeka J. Baptiste (Rwa)   (3h 32’ 18”), davanti a Simone Pessina (3h 39’ 44”) e Filippo Bovanini (3h 40’ 36”).

Il podio della categoria Uomini del 2023

2023. La 46ma edizione sorride a Michele Belluschi (3h 30’ 11”) che supera Simone Pessina ancora secondo (3h 34’ 50”) pur migliorando il tempo dell’anno precedente. Terzo posto per il marocchino Zitouni Youness (3h 35’ 30”).

Gli iscritti in risalita: 1741, al traguardo abetonese arrivano in 793.

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