mercoledì, Settembre 9, 2026

Pistoia Blues City, una serata tra soul e blues con The Hevol Band

di Simone Tofani

PISTOIA – L’appuntamento del Pistoia Blues City ha trasformato Piazza Gavinana in un’autentica cattedrale del groove.

Calato il sole l’aria si è fatta elettrica quando la The Hevol Band ha aperto il concerto con una sequenza di brani pescando a piene mani dai grandi classici del soul e del rhythm and blues.

Alcuni scatti del concerto di The Hevol Band in piazza Gavinana per la rassegna Pistoia Blues City (fotografie di Simone Tofani)

Le prime note dei fiati su “Soul Finger” hanno subito catturato l’attenzione di chi passeggiava tra le vie del centro, richiamando l’energia travolgente dei maggiori esponenti del genere tra cui Otis Redding, James Carr, Sam & Dave, Ray Charles o i poliedrici The Blues Brothers, passando anche dalle regine di quei gloriosi anni Aretha Franklin, Etta James ed Amii Stewart, giusto per citare qualche nome.

La band ha alternato brani di vari generi e ritmiche dimostrando un equilibrio raffinato tra precisione tecnica e calore emotivo. Non è mancata l’intensità del gospel innestata sulle ritmiche soul-r&b, che ha infiammato l’anima del pubblico con il fascino delle armonie d’altri tempi. Ogni arrangiamento è sembrato cucito su misura per la piazza, trasformando ogni brano in una piccola epifania sonora.

Una sorpresa della serata è stato il ritorno dietro le pelli di Daniele “Killer” Borgognoni, batterista storico della The Hevol Band negli anni ’90. Il suo drumming potente e preciso ha ricordato a tutti l’origini del groove di questa band, diventato leggendario nei primi anni di attività del gruppo.

Tra assoli che si intrecciano alle linee melodiche ed alle ritmiche pulsanti, il pubblico via via sempre più numeroso si è lasciato contagiare ricambiando con applausi fragorosi. L’illuminazione soffusa dei lampioni storici ha creato un’ambientazione calda e avvolgente, mentre il brusio delle vie adiacenti ha fuso l’atmosfera toscana con la suggestione dei club americani degli anni d’oro.

L’entusiasmo e la curiosità delle persone in Piazza Gavinana è stata la dimostrazione più autentica della potenza evocativa di un sound che manca sui palchi di questo festival.

Un groove capace di unire generazioni diverse in un’unica grande festa.

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