PISTOIA – Cgil Toscana e Uil Toscana in sciopero contro la Legge di Bilancio. La mobilitazione generale è stata indetta per il prossimo venerdì 16 dicembre. A Pistoia le sigle sindacali si sono date appuntamento in Piazzetta dei Servi, dalle ore 10 alle ore 12.
Le ragioni dello sciopero spaziano dalla rivendicazioni salariali e pensionistiche fino alla richiesta di maggiori investimenti per realizzare la ‘transizione verde’. I sindacati chiedono inoltre maggiore impegno per il contrasto alla povertà e all’evasione fiscale e maggior garanzia dei diritti universali.

La partecipazione allo sciopero riguarderà tutte le lavoratrici e i lavoratori di tutte le categorie del settore pubblico e privato. Nei servizi pubblici essenziali lo sciopero sarà esercitato nel rispetto delle regolamentazioni di settore attuative della L. n.146/90 e sue successive modificazioni. Sono esonerati dallo sciopero i lavoratori dipendenti dei seguenti comparti e amministrazioni pubbliche: Trasporto aereo, Igiene ambientale, Elisoccorso, Funerario, INL-Anpal.
Paolo Fantappiè (segretario generale Uil Toscana): “Siamo di fronte a una legge di bilancio che danneggia il mondo del lavoro, aiuta chi evade e non dà risposte ai lavoratori, ai pensionati ed ai giovani. Mancano le risorse per la sanità, la scuola e i rinnovi contrattuali. La manovra del governo inoltre penalizza opzione donna mandando in pensione più tardi le lavoratrici, non prevede una garanzia previdenziale per i giovani con discontinuità contributiva, riduce sensibilmente le risorse provenienti dalla tassazione sugli extraprofitti. Insomma, una manovra largamente insufficiente su cui è nostro dovere mobilitarci per far valere e difendere le ragioni del mondo del lavoro”.
Dalida Angelini (segretaria generale Cgil Toscana): ” (La manovra, ndr) colpevolizza e colpisce i più poveri – il reddito di cittadinanza va migliorato, non abolito -, accresce anziché contrastare la precarietà – si reintroducono i voucher, che considerano il lavoro come una merce -, premia gli evasori e, con la flat tax, aumenta l’iniquità del sistema fiscale, non riduce i divari di genere. Mancano risorse per sostenere i servizi pubblici, si taglia la rivalutazione delle pensioni. Servono invece sostegni ai salari e riforme vere, ispirate dai criteri di solidarietà e giustizia sociale, fondate sulla qualità del lavoro, sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e su nuove politiche industriali ed energetiche capaci di prospettare un futuro per il Paese, sulla trasformazione digitale e la riconversione verde, su uno stato sociale più forte e qualificato”.
Il dettaglio delle richieste
Aumento dei salari ”Va aumentato il netto in busta paga. Chiediamo la decontribuzione del reddito fino a 35 mila euro dal 2 al 5%. Vanno detassati gli aumenti previsti con i contratti nazionali e la decontribuzione dei contratti aziendali e della 13ma”.
Contrasto alla povertà ”In un Paese in cui le persone in povertà assoluta sono cresciute oltre i 5 milioni, è sbagliato, per far cassa, annunciare il superamento del reddito di cittadinanza”.
Contrasto all’evasione e fiscalità equa ”No alla flat tax, si alla progressività fiscale. I
lavoratori dipendenti e pensionati non possono essere tassati il doppio di coloro
che hanno redditi tre volte superiori. Non a condoni che favoriscono solo chi le tasse non
le ha pagate. Serve far pagare chi ha ottenuto gli extra profitti”.
Basta precarietà ”No alla reintroduzione dei voucher, che rappresentano una vera mercificazione del lavoro senza diritti e senza tutele”.
Garanzia dei diritti universali ” Servono risorse per il diritto all’istruzione, la sanità, i trasporti pubblici, i rinnovi contrattuali della scuola e del pubblico impiego”
Pensioni giuste Vogliamo: l’uscita con 41 anni di contributi senza limiti di età, l’uscita flessibile a partire dai 62 anni, il riconoscimento della diversa gravosità dei lavori, del lavoro di cura, della differenza di genere, la pensione di garanzia per i giovani e per chi ha carriere discontinue e povere. Serve ripristinare il meccanismo di indicizzazione delle pensioni per garantire la giusta rivalutazione”.
Nuove politiche industriali ed energetiche ”Servono investimenti per la trasformazione digitale e la riconversione verde, per prospettare un nuovo futuro per il Paese”.







