PISTOIA – Presentata la diciassetesima edizione dei Dialoghi di Pistoia che si terrà il 22, 23 e 24 maggio.
Il vincitore della X edizione del Premio Internazionale Dialoghi di Pistoia è Emmanuel Carrère, uno dei più importanti e apprezzati autori contemporanei. Lo scrittore ritirerà il premio mercoledì 3 giugno alle 17.30 in Sala Maggiore del Palazzo Comunale di Pistoia.
Il festival di antropologia del contemporaneo promosso dalla Fondazione Caript e dal Comune di Pistoia, ideato e diretto da Giulia Cogoli, per questa edizione avrà il tema “Corpi in divenire, mappe, sfide e confini dell’umano“.

“Ogni anno il festival cambia tema e presentiamo anche questo anno un programma autoriale, conferenze sul tema scelto per dare un mosaico di idee e suggerimenti affinchè il pubblico torni a casa stimoli e riflessioni – spiega l’ideatrice Giulia Cogoli – Ci siamo integrati molto bene con la città e questo è molto importante per chi arriva ad assistere al festival. Non possiamo usare il teatro Manzoni per l’edizione quindi abbiamo affittato il cinema Lux per le conferenze e per la prima volta la Cattedrale ex Breda verrà aperta per uno spettacolo di circo contemporaneo”.
Il tema della trasformazione e del movimento del corpo, inteso non solo nella sua essenza fisica ma anche nelle sue informazioni.
“Cercheremo di vedere anche i legami tra corpo e mente e in che modo questo nostro apparato attraverso noi esistiamo cambia nel tempo e nello spazio” continua l’antropologo Marco Aime.

Un festival quindi che si dislocherà non solo in centro storico, come gli anni passati, ma anche in spazi diversi, dal cinema Lux alla Cattedrale ex Breda e che vedrà come protagonista anche il celebre scrittore Emmanuel Carrère, la cui produzione letteraria e cinematografica unisce il racconto personale, spesso in primo piano, con storie e personaggi reali, di ogni luogo ed epoca.
L’inaugurazione
Venerdì 22 maggio alle ore 18.30 in Piazza del Duomo, dopo i saluti istituzionali, la XVII edizione dei Dialoghi di Pistoia inaugura con la conferenza di apertura Dal corpo non si scappa dello psichiatra e psicoanalista Vittorio Lingiardi. Una riflessione sul corpo come oggetto di infinite metamorfosi, private e pubbliche, continuamente in divenire. Ogni corpo è sempre, inevitabilmente, un insieme di corpi; tuttavia, da quando una delle sue vite possibili – quella mediata dalle tecnologie, dalla rete e dall’intelligenza artificiale – si
è imposta sulle altre, il modo di pensarlo e di abitarlo, nostro e altrui, è cambiato radicalmente.
È ancora «il nostro mezzo per avere un mondo», come diceva Merleau-Ponty? Secondo Lingiardi sì, ma in modi nuovi che dobbiamo provare a immaginare e raccontare.








