di Marcello Paris
PISTOIA – Come avete già letto su questo giornale, il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara era a Pistoia ad inaugurare la nuova sede dell’Istituto Tecnico Its Prime nella zona di a Sant’Agostino.
Si tratta di Istituti misti pubblico privati con corsi di alta specializzazione post diploma. Da qualche tempo presenti in molte regioni e in tutte le province della Toscana, ritenuti strategici e sui quali il ministero investe 11 milioni di euro e, nel caso di Pistoia, ha visto la fattiva collaborazione del Comune che ha organizzato un tavolo di lavoro fra i privati, Regione e ministero.

A margine dell’inaugurazione abbiamo posto al Ministro alcune domande su alcuni punti contestati della Riforma della scuola e su alcune novità nella gestione degli studenti.
Dunque gli Its sono una novità che si dovrebbe affermare per gli sbocchi professionali sinora sperimentati.
Stiamo esportando i nostri Its anche all’estero. È sorto un Its italiano ad Addis Abeba, in Etiopia, il 12 e 13 febbraio sarò al Cairo dove ci sono una quarantina di Its interessati a conoscere la nostra esperienza con la possibilità di aprire qualche Its italiano in Egitto.

In questa evoluzione come procede con la riforma del 4+2 per le scuole tecniche, in parte contestate.
Mentre da noi si discute c’è un eccezionale interesse all’estero tanto che abbiamo creato commissioni miste con Etiopia, Algeria, Tunisia, Egitto ma le stiamo per varare con paesi europei e c’è ad esempio un dialogo con il Montenegro. Questi paesi vogliono esportare l’esperienza del 4+2 perché viene considerata avanzate rispetto alle migliori esperienze europee perché costruisce la filiera. In Germania e in Svizzera al termine del percorso tecnico professionale non c’è il collegamento immediato, strutturale, nella logica del Campus come abbiamo costruito noi.
Queste ultime iniziative rientrano nel Piano Mattei o sono cosa diversa.
Quelle dell’Africa rientrano in quel Piano, in Egitto ci saranno decine di imprese italiane che ci seguiranno, ci saranno anche Istituti Tecnici professionali italiani, ci sarà il Villaggio Italia, la prima volta che creiamo un villaggio Italia all’estero per far conoscere e esportare l’esperienza didattica italiana e che vorremmo replicare in altri Paesi. Fra l’altro a marzo sarò anche in Ghana, anche lì per dare un contributo alla crescita dei Paesi africani, cosa che a noi sta molto a cuore, ma anche per supportare le nostre imprese che là investono o vogliono investire e favorire il radicamento in quei paesi.

Venendo nello specifico alla Toscana, per quanto riguarda l’annoso problema dell’edilizia scolastica cosa ci dice.
Per la Toscana abbiamo stanziato 670 milioni euro e non solo risorse del Pnrr ma anche risorse ministeriali. Per dare un quadro generale sui 3 miliardi e nove delle risorse del Pnrr per l’edilizia abbiamo aggiunto di risorse nostre per 1 miliardo e due. E poi, come ho detto a Firenze e lo dico al sindaco Tomasi, è importante iniziare a riflettere e sulla finanza di progetto (Projet finacing). Per questo ho costituito al ministero un gruppo di lavoro specifico con alcuni docenti universitari. Faccio un esempio a Torino, dove insegno, l’abbiamo sperimentato con grande successo e calcolato che si risparmia i due terzi dell’ammontare dell’investimento. Quindi l’Ente pubblico investe un terzo e il privato il resto con la possibilità di moltiplicare gli investimenti in edilizia scolastica.
C’è la discussione sull’uso del cellulare in classe alle superiori, sulle già applicate restrizione alle medie inferiori.
Credo che su questo punto ci sia un’inversione di tendenza abbastanza significativa. Però devo dire che noi abbiamo vietato il cellulare fino ai 14 anni in altri paesi lo vietano anche alle superiori. Noi iniziamo a sperimentare questo utilizzo. Com’è noto si possono utilizzare tablet e pc, francamente credo che il cellulare non sia particolarmente utile. Però. Ormai nelle ricerche in campo psicologico sia nelle raccomandazioni Ocse, io ero a Varsavia la scorsa settimana, devo dire che ho proposto, insieme a tanti altri colleghi, alla presidenza di turno di fare una raccomandazione esplicita ai vari sistemi scolastici per vietare l’utilizzo del cellulare quanto meno sino a 14 anni. È un tema molto condiviso, dalla Francia all’Olanda, dalla Svezia a Cipro alla Grecia, la stessa Polonia. Insomma ormai è una sensibilità che si sta sempre più arricchendo. Ho visto che anche in Brasile stanno affrontando il problema per dire che ormai èuna riflessione collettiva che si sta affermando.







