PISTOIA – “I rincari energetici si fanno ogni giorno più insostenibili per le aziende: serve subito un tetto europeo al prezzo del gas e dell’elettricità”. A ribadirlo è Gianluca Spampani, Presidente di Confcommercio Pistoia e Prato.

Dopo due anni contrassegnati dalla pandemia le imprese finalmente conoscono una risalita, anche nel territorio pistoiese, specialmente grazie al traino di una stagione turistica che sta facendo segnare numeri formidabili, in alcuni casi anche migliori rispetto al trend 2019. Questa nuova fase di crescita viene tuttavia minata alle fondamenta dal caro energia, che continua a vessare senza sosta le attività.
“I prezzi – commenta Daniele Andreotti, del ristorante Voronoi a Pistoia – sono raddoppiati rispetto ad un anno fa. Ora ci troviamo in balia del mercato e non sembra che la situazione sia destinata a migliorare, anzi. Anche i contratti bloccati sono una speranza esile, poiché temporanea. Serve porre rimedio rapidamente ad una situazione che sta bloccando un’economia intera: non possiamo pensare che la soluzione sia alzare i prezzi per i clienti, è una difficoltà che riguarda tutti”.
Leggermente migliore il quadro tratteggiato da Claudia Zinanni, titolare del Bar Baccarini in piazza Matteotti, a San Marcello. “Grazie ad un contratto bloccato – commenta – per il momento riesco a difendermi, ma gli ultimi mesi del 2021 sono stati terribili, con aumenti fino all’80%. Adesso si prospettano nuove impennate e non penso che saranno sostenibili se non si interviene a livello globale”.
Michele Sichi parla invece per il Bar “La Piccola Follia” a Pian degli Ontani e per il “Maggiociondolo”: “Anche io ho un contratto vecchio, che per il momento mi tutela. Quando però scadrà sarà un vero problema, anche perché insieme all’energia è aumentato il costo delle materie prime. Fino a qui la stagione è andata molto bene, grazie ad un boom di presenze turistiche: ora però rischiamo di perdere una fetta larghissima di quello che, ossigeno dopo un biennio di Covid, siamo riusciti a guadagnare”.
Un quadro a fronte del quale, ricorda Spampani, servono risposte di caratura europea: “Si tratta di una questione globale e come tale va affrontata. Da tempo, come associazione, chiediamo che venga fissato un tetto continentale ai prezzi dell’energia ed è necessario che il Governo confermi e rafforzi i crediti d’imposta per le imprese non energivore e non gasivore, oltre a ridurre gli oneri generali di sistema e le accise sui carburanti”.
Preoccupano infine, conclude Spampani, i riflessi che le spese obbligate stanno già maturando sui consumi delle famiglie: “La quota di spesa per carburanti, energia e gas – rileva – raggiungerà nel 2022 la soglia record del 9,7%. Se invece guardiamo all’intero comparto delle spese obbligate, siamo addirittura al 43%: è chiaro come questi valori, inediti per la storia del nostro Paese, incidano negativamente, determinando una profonda contrazione dei consumi. Un effetto a catena che dobbiamo scongiurare ad ogni costo”.







