mercoledì, Settembre 9, 2026

Pistoia. Docenti universitari: “Allarmante attacco alla ricerca e alla didattica della storia”

PISTOIA – “Siamo preoccupati nel constatare l’allarmante attacco alla ricerca e alla didattica della storia avvenuto nel Consiglio comunale della sua città.  Gli Istituti storici della Resistenza, in Toscana e a livello nazionale, operano basandosi su un rigoroso metodo storico per costruire una memoria corretta, far partecipare i cittadini e coinvolgere docenti e studenti nella formazione scolastica”.

Lo affermano con decisione 46 storici – docenti delle Università di Firenze, Siena, Pisa ma anche Roma Tor Vergata, La Sapienza, Bologna, Padova e della Calabria – in una lettera-appello che viene spedita oggi al sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi.

Al primo cittadino viene chiesto di chiarire la sua posizione sulle “affermazioni infondate e offensive” espresse – in sua presenza – da un consigliere della sua maggioranza sul lavoro dei ricercatori dell’Istituto storico della Resistenza di Pistoia nel corso del consiglio comunale del 12 maggio scorso.

La lettera è stata illustrata questa mattina a Firenze dal professor Pietro Clemente con i docenti Roberto Bianchi, Pietro Causarano, Francesca Cavarocchi e Valeria Galimi.  

È l’attacco all’autonomia della ricerca ma anche il silenzio istituzionale del sindaco a motivare la presa di posizione dei docenti. 

Un momento del consiglio comunale

“Come studiosi universitari nelle Università toscane, di oggi e del recente passato, in ambito storico e umanistico, le chiediamo cortesemente di voler chiarire la sua personale posizione come Sindaco che crediamo rispettoso verso le istituzioni culturali della società civile”, affermano i docenti.

Il preoccupato intervento dei 46 storici nasce dal dibattito del consiglio comunale di Pistoia che è avvenuto il 12 maggio scorso. All’ordine del giorno la proposta del gruppo consiliare di opposizione Pistoia Ecologista Progressista di un progetto per fornire informazioni ai cittadini – mediante appositi cartelli o codici QR – sulla storia coloniale italiana ricordata nei nomi di alcune strade pistoiesi (viale Adua, via Macallè, via Tripoli). Una storia tragica, contrassegnata da massacri e atti di violenza nei confronti delle popolazioni africane, ma di cui si è sostanzialmente persa la memoria collettiva. L’iniziativa avrebbe dovuto avvalersi della consulenza scientifica dei ricercatori dell’Istituto storico della Resistenza di Pistoia e dell’Università di Firenze.

La proposta è stata bocciata con il voto compatto della maggioranza di centrodestra. Il sindaco Alessandro Tomasi (Fratelli d’Italia) non ha preso parte al voto.

Durante il dibattito, il consigliere Iacopo Bojola (Forza Italia – Amo Pistoia civica), ha criticato la proposta, che si limitava al periodo storico coloniale dell’Italia, e si è detto favorevole ad iniziative di informazione sulla toponomastica locale, purché non si tratti di “informazioni fatte ad hoc dall’Istituto della Resistenza del momento, perché l’Istituto della Resistenza del momento può essere coordinato da brave persone, ma che hanno un’impostazione culturale assolutamente non obiettiva. Che è legittima, ma non è obiettiva. Quindi ci dovrebbe essere una commissione che è di storici e non di personaggi che si improvvisano tali, perché hanno un richiamo ideologico più che culturale, perché si parla più di ideologia che di cultura”.

“Concetti gravissimi ribaditi anche durante la dichiarazione di voto, nella quale Bojola ha ripetuto le accuse di “visione di parte” addebitata non solo all’Istituto storico della Resistenza di Pistoia ma anche alla Società pistoiese di storia patria, che pure era stata chiamata in causa come consulente scientifico aggiuntivo proprio su proposta di un consigliere comunale di maggioranza”.

WAlle parole di Bojola nessun membro della maggioranza ha replicato. Neanche il sindaco Alessandro Tomasi, che non è intervenuto nel dibattito e non ha preso parte al voto. Le chiediamo di aiutarci a capire – affermano i docenti nella lettera a Tomasi – se si tratta di un episodio isolato, di parole sfuggite, delle quali ci si può scusare, o di un vero e proprio attacco alle istituzioni di studio, di ricerca e di formazione che si richiamano alla Resistenza e alla lotta di liberazione. Perché, se di questo si trattasse, crediamo sia doveroso da parte nostra andare oltre una richiesta di chiarimenti e avviare invece una più ampia denuncia anche a livello nazionale”.

La stessa vicenda, peraltro, ha sollecitato l’attenzione anche dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri, cui fa capo la rete degli Istituti storici della Resistenza italiani.

In una nota firmata dal presidente Paolo Corsini, dal direttore scientifico Andrea Di Michele e dal presidente dell’Istituto regionale toscano Vannino Chiti,  hanno respinto con fermezza “prese di posizione tese a negare il carattere scientifico delle attività” sia dell’Istituto storico della Resistenza di Pistoia che della Società pistoiese di storia patria, verso le quali  hanno “solidarietà e pieno sostegno riaffermando il valore esclusivamente scientifico, scevro da qualsiasi finalità politica, della loro attività”. Un valore che “non può essere in alcun modo messo in dubbio per ragioni di mera propaganda e prive di qualsiasi fondamento”.

Acciai Enrico, storico, Università di Roma Tor Vergata

Alacevich Franca, sociologa, già Università di Firenze

Ballini Pier Luigi, storico, già Università di Firenze

Betti Carmen, storica, già Università di Firenze

Bianchi Roberto, storico, Università di Firenze

Bottoni Stefano, storico, Università di Firenze

Bravi Luca, storico, Università di Firenze

Bresciani Marco, storico, Università di Firenze

Bulli Giorgia, politologa, Università di Firenze

Causarano Pietro, storico, Università di Firenze

Cavarocchi Francesca, storica, Università di Firenze

Clemente Pietro, antropologo, già Università di Firenze

Conti Fulvio, storico, Università di Firenze

Creatini Federico, storico, Università della Calabria

Dei Fabio, antropologo, Università di Pisa

De Ninno Fabio, storico, Università di Siena

Ertola Emanuele, storico, Università di Siena

Fanelli Antonio, antropologo, Università di Roma La Sapienza

Flores Marcello, storico, già Università di Siena

Focardi Filippo, storico, Università di Padova

Focardi Giovanni, storico, Università di Padova

Fruci Gian Luca, storico, Università di Pisa

Fulvetti Gianluca, storico, Università di Pisa

Galfré Monica, storica, Università di Firenze

Galimi Valeria, storica, Università di Firenze

Gallo Stefano, storico, ISMed-CNR

Gaudenzi Bianca, storica, Libera Università Bolzano/Cambridge University

Gozzini Giovanni, storico, Università di Siena

Labanca Nicola, storico, Università di Siena

Mannori Luca, storico, Università di Firenze

Martinelli Chiara, storica, Università di Firenze

Moroni Sheyla, storica, Università di Firenze

Moscadelli Stefano, archivistica, Università di Siena

Neri Serneri Simone, storico, Università di Firenze

Oliviero Stefano, storico, Università di Firenze

Pacini Monica, storica, Università di Firenze

Palla Marco, storico, già Università di Firenze

Pezzino Paolo, storico, già Università di Pisa

Rossi Mario Giuseppe, storico, già Università di Firenze

Salvatici Silvia, storica, Università di Firenze

Silei Gianni, storico, Università di Siena

Soldani Simonetta, storica, già Università di Firenze

Stelliferi Paola, storica, Università di Pisa

Tacchi Francesca, storica, Università di Firenze

Tomassini Luigi, storico, già Università di Bologna

Volpi Alessandro, storico, Università di Pisa

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