mercoledì, Settembre 9, 2026

Pistoia dovrà essere la città di Marino Marini, con il suo patrimonio da rivalorizzare

di Marcello Paris

PISTOIA – Non solo le opere ma anche il Centro di documentazione del Maestro e il complesso monumentale del’ex convento del Tau sono al centro di un rinnovato impegno che vede coinvolti più soggetti: Comune, Fondazione Caript, Direzione regionale Musei Nazionali e Ministero della Cultura uniti per la salvaguardia di una eredità che rappresenta un potente volano per la promozione culturale della città e del territorio.

Progetto e prospettive sono stati illustrati in una conferenza stampa, presenti il sindaco Alessandro Tomasi, il presidente della fondazione Caript Luca Gori, le assessore Benedetta Menichelli e Alessandra Frosini con il neo eletto presidente del rinnovato Consiglio della Fondazione Marini, l’avvocato Andrea Niccolai.

I soggetti coinvolti hanno sottoscritto un protocollo consapevoli  del valore storico, artistico e identitario del complesso del Tau: un luogo profondamente legato alla figura di Marino Marini, che dagli anni Ottanta custodisce gran parte delle opere donate dall’artista e dalla consorte Mercedes Pedrazzini, oltre ai preziosi affreschi trecenteschi presenti nell’ex chiesa.

Insomma , con questo protocollo dal nome evocativo “Pistoia Città di Marino”,  si apre  una nuova fase per il rilancio culturale che valorizzi una delle identità artistiche, Marini appunto, più riconosciute a livello internazionale.

Dopo le diatribe e vicissitudine legali e giudiziarie con la fiorentina Fondazione, che rimane slegata da quella pistoiese e le cui opere in San Pancrazio lì rimarranno, fervono i lavori per la messa in sicurezza: con nuovi impianti, elettrico, antincendio, idraulico, del Palazzo del Tau, compresa la caffetteria, la cui riapertura è prevista a fine febbraio 2026 con un costo di circa 390 mila euro  a carico l’Amministrazione comunale, è in programma una mostra delle opere pittoriche del Maestro a Palazzo Fabroni, allestita grazie ad un cospicuo intervento di Caript,  che sarà inaugurata  il 23 dicembre e visitabile sino al 6 aprile del prossimo anno.   

Gli interventi di adeguamento antincendio completano un più ampio programma di manutenzione straordinaria che ha già riguardato la modernizzazione dell’ascensore a servizio della parte espositiva e la separazione impiantistica delle utenze tra gli ambienti museali e gli spazi destinati alla caffetteria.

Ma l’adeguamento del Tau e la sua riapertura non significa che tutto il patrimonio di Marino Marini sia relegato in quel luogo perché si pensa, ha detto il sindaco e lo ha ripetuto da NIccolai, ad un Museo diffuso che comprenda diversi luoghi, come di fatto già avviene, con opere al Fabroni, a Villa di Celle o nello stesso palazzo comunale. Ma non solo, come avvenuto con il “prestito” ad Arezzo di 40 opere per una mostra in quella città, le opere del Maestro dovranno andare nel mondo. Ed è stato fatto l’esempio della Germania che in almeno tre città ospita opere di Marini.

Con una nota polemica e rispondendo a chi parlava di immobilismo, l’assessore Menichelli ha ricordato come fino da 2019 ci fosse l’impegno a superare i tanti problemi che si sono presentati, a partire da quelli con gli eredi di Marino Marini, e poi le difficoltà per restaurare un complesso sottoposto a vincoli storici, artistici, ambientali. Un complesso che sarà  gestito dagli uffici del Comune.

Il presidente Caript Luca Gori ha plaudito al coinvolgimento della Fondazione anche in questo progetto, un coinvolgimento, ha sostenuto, che nel tempo ha visto la fondazione presente, prima di essa la Cassa di Risparmio  ed ora Intesa San Paolo che tra l’altro nelle sue collezioni possiede opere di Marino ed anche in questa fase è presente con un suo rappresentante nella nuova Fondazione. 

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1 commento

  1. Che finalmente, dopo anni, promesse e rinvii, l’adeguamento antincendio del Tau venga realizzato è senz’altro positivo, che durante i lavori il necessario spostamento di opere sia pretesto per realizzare un’esposizione a Palazzo Fabroni è altrettanto positivo, ma resta un risultato di minima… Il nuovo cda della Fondazione Marini nominerà un comitato scientifico all’altezza? Assumerà personale qualificato per le attività di un museo (anche se tornassimo a chiamarlo centro di documentazione)? Avrà un direttore che ne programmi le attività? Tornerà a gestire le autentiche? Si inserirà nella rete dei musei civici, dei musei regionali o sarà una monade isolata? Cosa è rimasto del lascito economico di Marino e poi di Mercedes? E di conseguenza, con quali fondi gestirà la sua attività futura?
    Queste sono alcune delle domande da rivolgere al gruppo in foto. Senza rispondere a queste domande Pistoia disporrà solo di un grande deposito visitabile…

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