PISTOIA – Un sequestro per frode fiscale da 9 milioni di euro: è l’operazione della Guardia della Finanza di Pistoia che ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal Tribunale di Pistoia nei confronti di un 49enne cittadino italiano, nato a Caserta, e operante nel settore conciario-calzaturiero tra le province di Pistoia e Pisa.
Nel corso delle indagini è emerso che il 49enne aveva indebitamente chiesto ed ottenuto l’erogazione di misure a sostegno del reddito: reddito di cittadinanza (per oltre 14.000 euro) e buoni spesa e buoni alloggio (per oltre 8.400euro).
L’operazione della Guardia di Finanza.
L’attività parte dal fallimento di una ditta a Montecatini Terme e luogo di esercizio a Santa Croce sull’Arno, operante nel commercio all’ingrosso di pelli e calzature.
La Procura della Repubblica del Tribunale di Pistoia ha disposto anche la perquisizione di 14 diverse imprese (clienti e fornitori dell’arrestato), operanti nello stesso settore, tra la Toscana, la Liguria e la Campania.
Le attività investigative hanno permesso di acquisire “un rilevante quadro probatorio e disvelare un articolato sistema fraudolento tra la Toscana e la Campania, in un contesto di continuata grave evasione fiscale, che ha determinato una importante bancarotta fraudolenta, cui si aggiungeva, in ultimo, anche l’indebita percezione del “reddito di cittadinanza” e di altri benefici pubblici” spiega la Guardia di Finanza.
Il 49enne non presentava le dichiarazioni fiscali e, attraverso l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, non versare le imposte dovute, nonostante fosse stato già destinatario di accertamenti fiscali.
La sistematica evasione fiscale ha determinato una bancarotta fraudolenta per quasi 5 milioni di euro ed una frode fiscale di oltre 9 milioni di euro.
Emblematici del contesto operativo erano i casi di due “fornitori” campani (entrambi privi di struttura aziendale e senza dipendenti) che emettevano fatture all’impresa montecatinese: uno mentre era in realtà ristretto in carcere (per altri reati); l’altro il cui indirizzo risultava coincidere anche con il destinatario delle fatture.







