mercoledì, Settembre 9, 2026

Pistoia, gli auguri di Natale del sindaco Tomasi: ”stessa emozione del 2017”

di Riccardo Bonaguidi

PISTOIA – La comunità, il futuro della città e le sfide della transizione. Sono i temi affrontati dal primo cittadino di Pistoia, Alessandro Tomasi, nel tradizionale discorso di auguri di questo pomeriggio (17 dicembre) nella sala Maggiore del Comune.

Benché sia ad inizio del secondo mandato il sindaco è perentorio: ” provo la stessa emozione della prima volta nel 2017”, osserva.

Gli auguri del Sindaco Tomasi (foto Daniel Rossetti/Reportpistoia)

Ad introdurre il discorso, il dramma della crisi economica. ”Siamo difronte ad un’emergenza che il welfare non aveva mai affrontato”, dice ricordando le storie di molti che vivono sulle proprie spalle le difficoltà di questo periodo. Come Anna e Marco, ”una coppia pistoiese, persone vere, con nome e cognome – spiega – che non riesce a prendere in affitto una casa perché il lavoro svolto non fornisce adeguate garanzie. Tutte storie che anche voi conoscete”.

Nella stessa barca anche i giovani. ”Penso ai nostri ragazzi sappiamo quali sono i loro sogni?”, si chiede il primo cittadino ribadendo l’importanza di non marginalizzare situazioni di fragilità e ”di combattere i pregiudizi verso qualche parte di una generazione che diamo già per persa. Per questo – aggiunge – occorre rinnovare i modelli di ricerca del bisogno e gli strumenti di intervento sociale”.

A far sponda contro le incertezze di una società che cambia, è il tessuto economico. Un tessuto che, a quanto emerge dalle parole del sindaco, può accrescersi soltanto attraverso il consolidamento di un senso di comunità diffuso e regole chiare e precise. ”La filosofia di base al piano strutturale e al nuovo regolamento urbanistico – osserva – dev’essere l’idea che Pistoia è in grado di attrarre investimenti. Lo può fare e lo ha già fatto, molte aziende hanno già scelto la nostra città” .

A proposito di imprese, nel discorso di Tomasi trovano spazio anche i ringraziamenti alla realtà vivaistica locale non solo quale comparto economico forte capace quindi di generare lavoro e ricchezza per la città, ma anche per le innovazioni in campo della sostenibilità. Riduzione dei fitofarmaci e uso razionale dell’acqua, in primis.

Un momento dell’incontro in Sala Maggiore (foto Daniel Rossetti/Reportpistoia)

”Di fronte a questi cambiamenti – prosegue il sindaco sulla tenuta economica cittadina – quello che mi consola è che la nostra città sta reagendo bene. Sono fiero della rete di volontariato e dei nostri imprenditori, artigiani e commercianti – ribadisce – che si sono rimboccati le maniche superando la crisi. Chi crea lavoro e ricchezza è il nostro miglior welfare”.

Spazio poi alle riflessioni sulle trasformazioni urbane. ”Non abbiamo mai condiviso l idea di esportare le funzioni fuori dal centro”, ribadisce il sindaco esprimendo anche l’impegno a risanare e rivitalizzare l’area Ceppo e San Lorenzo. ”E’ l’ora di sanare la ferita ex Breda – prosegue. – Stiamo parlando coi nuovi proprietari, c’è un nuovo programma”. Per quanto riguarda la zona di Bottagone, dove sono in partenza i cantieri per la riqualificazione del quartiere, il sindaco si dice poi soddisfatto di quanto fatto. ”Stiamo lavorando inoltre sugli impianti sportivi, soprattutto nell’area Pallavicini e per quanto riguarda la 3° corsia abbiamo ricevuto rassicurazioni sulla realizzazione dei lavori”. Il nuovo casello sarà infatti strategico per le aziende pistoiesi. ”Sono opere che cambieranno il volto della città, ma sono partite che si giocano oggi”.

Altra sfida sui cui Tomasi si sofferma, la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, una transizione che, come ribadisce, servirà per garantire maggior vicinanza ai cittadini. ”La digitalizzazione – ammonisce – non lasci però indietro nessuno. Occorrerà lavorare per diffondere una cultura diffusa dell’innovazione”.

Sul fronte della cultura il sindaco ribadisce il massimo impegno profuso dall’Amministrazione nel rendere accessibile e valorizzare il patrimonio locale. ”La cultura osserva – deve servire come strumento per la conoscenza della città e per fa crescere la comunità, solo dopo come fattore turistico. Stiamo recuperando patrimoni, da San Leone a San Jacopo in Castellare o il parterre, facendo leva sulle tradizioni locali”. A quanto riferisce Tomasi, inoltre, Pistoia è l’unica realtà toscana ad avere un piano strategico per la cultura.

”Dalle azioni che facciamo ora – conclude – dipende il futuro della città. La nostra comunità ha tutte la capacità ma c’è un limite, noi stessi. Occorre bandire egoismi e tatticismi, confrontarsi e fare rete per il territorio, tutti insieme. Questi limiti si combattono con l’amore e l’orgoglio per la casa comune. Riusciremo a trasformarlo in un grande orgoglio collettivo che muove le cose? Io penso di sì”.

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