martedì, Settembre 8, 2026

Pistoia, gran finale del Blues Festival con il rock dei Queens Of The Stone Age

PISTOIA – Il popolo dei Queens Of The Stone Age si è riunito ieri sera in piazza Duomo a Pistoia per assistere al loro concerto nell’ambito del Pistoia Blues Festival.

Una tappa importante del loro tour europeo, dopo lo stop dell’anno scorso, che li porterà nei prossimi giorni anche all’Ama Music Festival in provincia di Vicenza. Una esibizione che lascia il segno, se non altro per il numero dei presenti: in seimila, forse più, si sono assiepati nella piazza, per un tutto esaurito al quale non si assisteva da tempo.

Uno scatto del concerto dei Queens of the Stone Age in piazza Duomo a Pistoia (foto di Simone Chelucci)

Josh Homme, frontman della band, insieme agli altri componenti Troy Van Leeuwen, Michael Shuman, Dean Fertita e Jon Theodore hanno dato luogo ad un concerto memorabile, con il loro rock graffiante, ingentilito da melodie struggenti.

Un’ora e quaranta di atmosfere cupe, da fine del mondo, nelle quali è presente e si avverte un lieve senso di speranza; come uno psicotico terremoto emozionale che contagia i fans lì sotto il palco: si muovono come un’onda, all’unisono con la musica. Sono davvero un popolo, con un’anima comune. Il loro credo sono i QOTSA.

Il gruppo è nato negli Stati Uniti nel 1996, dalle ceneri dei Kyuss, dai quali si è sviluppato il cosiddetto stoner rock. I Queens si sono formati intorno a Josh Homme, all’inizio con il nome “Gamma Ray”, con un stile da loro stessi definito robot rock che vuol dare l’idea della continua ripetizione di riff che lo caratterizza. Questa in breve la loro storia che da circa 40 anni ha trovato un proprio spazio nel panorama della musica mondiale.

A Pistoia quindi la band non si è sottratta alla sua tradizionale verve. Ha dato il meglio di se, sciorinando il suo repertorio più recente, così come quello storico. Un scaletta completa che ha toccato il cuore dei fans, che sono andati letteralmente in delirio soprattutto quando Josh Homme ed i suoi compagni hanno intonato brani come “Make it Win Chu”, “A song for the deaf” o “No one knows”.

Si è vista sventolare anche una bandiera della Palestina, ad un certo punto. Ma essere in piazza è come essere su un altro pianeta, una realtà parallela dove tutto si tiene e tutto si perde nella musica dei Queens. Il popolo si muove, suda, balla; poi tona sulla terra quando la musica finisce. Alla fine si disperde esausto, ma soddisfatto, nei vicoli del centro cittadino e la piazza resta deserta.    

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