di Marcello Paris
PISTOIA – Quali i cambiamenti per il futuro e quali modelli e stili di vita sono e saranno necessari in un ambiente che sta cambiando così come cambiano le abitudini dei cittadini e gli stili di vita?
Domande alle quali provano a rispondere gli architetti nella decima edizione della tre giorni di architettura -3gA- di incontri e work shop a Pistoia dal 20 al 22 novembre con quattro diversi panel e oltre 20 conferenzieri che si svolge a Pistoia a cadenza biennale.

La manifestazione è promossa dall’ Associazione 3gA, dall’Ordine degli Architetti pianificatori paesaggisti e conservatori della Provincia di Pistoia in collaborazione con il Comune di Pistoia e con il patrocinio dell’Università di Firenze, la Regione Toscana, fondazione Inarcassa, la federazione degli architetti e il Consiglio nazionale degli Architetti con il sostegno di alcuni sponsor su cui primeggia la Fondazione Caript.

Per dare corpo a questa iniziativa, l’Ordine degli architetti ha creato una associazione ad hoc che prende il nome della rassegna “3gA”, appunto. Durante gli incontri, i lavori delle commissioni e le lezioni, ci sarà anche una mostra, una proiezione e attività diffuse che riflettono sul tema “Abitare il cambiamento – modelli e stili di vita per il futuro”.
Un appuntamento ormai consolidato che negli anni ha saputo unire formazione, ricerca e divulgazione, creando un dialogo tra professionisti, istituzioni e cittadini. In particolare con la volontà, o l’ambizione, di coinvolgere questi ultimi come stimolo alla cittadinanza attiva, sfida che sembra dare buoni risultati analizzando gli esiti della partecipazione crescente a ogni edizione.
Il tema scelto per questa decima edizione – “Abitare il cambiamento” – mette al centro le responsabilità dell’architettura di fronte alle sfide globali: crisi climatica, intelligenza artificiale, rigenerazione urbana, tutela del patrimonio e inclusione sociale. L’architetto, ne sono convinti i protagonisti, oggi più che mai, è chiamato a farsi mediatore tra tecnologia, ambiente e comunità, costruendo ponti tra memoria e innovazione, tra equità etica e sostenibilità.

“Nel 2008, anno della prima edizione della 3gA, la manifestazione nacque come organismo indipendente, ma fin da subito partecipato e sostenuto dall’Ordine degli Architetti di Pistoia e dalla città in generale – afferma Serena Zarrini, presidente dell’Associazione 3gA. È un ottimo risultato non immaginavamo quando tutto ha avuto inizio”.
Questa decima edizione è considerata “speciale” perché non è solo un anniversario, ma un’occasione per guardare al futuro con consapevolezza e visione. In un momento storico in cui le sfide ambientali e tecnologiche ridefiniscono il modo di vivere e costruire, 3gA – Abitare il cambiamento rinnova l’impegno di Pistoia come laboratorio di idee e centro di dialogo sul futuro dell’abitare, per una città più sostenibile, inclusiva e consapevole.
La manifestazione si svolgerà nella Sala maggiore del palazzo comunale di Pistoia e in vari spazi cittadini e riconferma la formula che unisce formazione professionale accreditata, apertura al grande pubblico e attenzione alla qualità del dibattito.
Il coordinatore scientifico della tre giorni, Paolo Caggiano, dice: “In un’epoca segnata da crescenti emergenze climatiche, diventa indispensabile ripensare in profondità il modo in cui immaginiamo e realizziamo gli spazi dell’abitare. L’architettura può e deve diventare uno strumento per mitigare gli effetti della crisi ambientale, promuovendo modelli insediativi capaci di coniugare efficienza, resilienza e rispetto dei sistemi naturali dove trovano spazio le dinamiche che influenzano la vita quotidiana: energia, acqua, cibo, rifiuti e mobilità”.
Inoltre ci sarà un approfondito confronto sul rischio di nuove disuguaglianze, ma si metteranno in luce anche le opportunità offerte da reti intelligenti, comunità energetiche, infrastrutture digitali e pratiche collettive, capaci di dare forma a nuove modalità di abitare più consapevoli e condivise.
Giovedì 20 novembre, dopo i saluti istituzionali della presidente Manuela Tizzi (OAPPC Pistoia), di Massimo Crusi (Presidente del Consiglio nazionale Architetti – CNAPPC), Andrea De Maiosi aprirà la sessione inaugurale “Un futuro etico e inclusivo”. Gli interventi di Francesco Barsotti, Marco Biraghi e Massimo Pica Ciamarra esploreranno i rapporti tra intelligenza artificiale e progetto, etica della sostenibilità e responsabilità del costruire nell’epoca dell’Ecocene. La giornata si concluderà con l’inaugurazione della mostra “Abitare il Paese”, dedicata alle nuove generazioni di progettisti, e con il primo appuntamento extra in Piazza del Duomo, a cura di Arum Festival, che partecipa con attività dedicate al benessere e all’armonia tra corpo, spazio e natura.

La giornata di venerdì 21 novembre è articolata in due sessioni, quella della mattina, incentrata sul tema “Modelli di abitare per il mondo che vorremmo”, offrirà uno sguardo internazionale grazie agli interventi di Andrea Semplici, Zoè Baurens, Annalisa Dominoni e Andrea Staid, in un percorso che unisce ecologia, innovazione e antropologia dell’abitare. “Dal limite alle opportunità, strategie per il futuro”, con contributi di Marco Breschi, Luigi Di Marco, Federico Parma, è la tavola rotonda moderata da Sarah Gainsforth, che affronterà i temi della rigenerazione dei territori fragili, della circolarità e delle nuove economie verdi. Parallelamente, in Piazza del Duomo continueranno le attività a cura di Arum festival con workshop, installazioni in bambù e pratiche di equilibrio.
Sabato 22 novembre, per la giornata conclusiva, la sessione sarà dedicata a immaginare “Un nuovo volto per la città”; si alterneranno, infatti, esperti e progettisti tra cui Eugenia Ancidoni, Francesco Ferrini, Alessandra Rinaldi, Enrico Dini e Maurizio Di Stefano, proponendo una riflessione corale su mobilità sostenibile, rigenerazione urbana, innovazione tecnologica e tutela del patrimonio culturale. In contemporanea, in Piazza del Duomo si svolgeranno le ultime iniziative di Arum Festival, che accompagneranno la chiusura della manifestazione con momenti dedicati al movimento, al respiro e alla relazione con lo spazio urbano.
A completare le tre giornate di studio e dibattito ci sono attività ed eventi collaterali: come la mostra “Abitare il Paese”, due suggestivi allestimenti a cura di Canyalab e Yurta la Leggera.
Un’anteprima il 12 novembre con proiezione al Cinema Roma del documentario “The Arch” di Alessandra Stefani, scelto per introdurre i temi della manifestazione e dedicato all’abitare contemporaneo: un viaggio tra architetti e città del mondo, esplorando il rapporto tra progetto, forma e sostenibilità.
Durante le tre giornate sarà visitabile anche la mostra Abitare il Paese – La cultura della Domanda. L’allestimento inizierà il 19 novembre, con l’installazione delle yurte in Piazza del Duomo con l’inaugurazione il 20 novembre alle ore 18.30. Il progetto nasce dall’alleanza tra Architettura e Pedagogia, con l’obiettivo di generare una nuova domanda di architettura attraverso la co-progettazione territoriale, con origine nelle scuole come propulsore di rigenerazione urbana. La mostra itinerante è diffusa capillarmente sul territorio nazionale grazie alle iniziative organizzate dalla rete degli Ordini degli Architetti PPC, in collaborazione con scuole, amministrazioni ed enti pubblici locali.
Altro evento è INTRA – Performance di CanyaLab intorno al Il Miracolo di Marino Marini. Allestita nelle arcate dell’atrio del Palazzo di Giano, Intra di Canyalab è una cupola in bambù e corda che instaura un dialogo tra architettura storica e linguaggio contemporaneo. La struttura, leggera e sostenibile, reinterpreta il ritmo gotico delle volte in una forma organica che richiama la forza generativa della natura. Al centro, la scultura Il Miracolo di Marino Marini trova una nuova risonanza, in un equilibrio tra peso e leggerezza, materia e spirito
Tra gli altri appuntamenti collaterali, in Piazza del Duomo spicca la realizzazione della yurta di Yurta La Leggera, l’azienda italiana progetta e realizza yurte bio-ecologiche con materiali naturali, legno e tessuti riciclabili, promuovendo un abitare leggero e sostenibile. Dal laboratorio all’installazione urbana, la yurta diventa simbolo di una trasformazione dello spazio aperto in luogo di comunità, riflessione e partecipazione attiva.
Gli eventi della 3gA sono anche disponibili in streaming sulla piattaforma Archiformazione per tutti gli architetti fuori dall’Area Metropolitana Firenze-Prato-Pistoia. Per ogni sessione è previsto il rilascio di crediti formativi professionali tramite il portale CNAPPC e Archiformazion. Iscrizioni e modalità riconoscimento crediti su: www.3ga.it







