di Marcello Paris
PISTOIA – La storica dell’arte esperta di arti grafiche e dal 2017 direttrice dei Mesi vaticani Barbara Jatta, è venuta a Pistoia per la Rassegna ‘900’ Talks, il primo di tre incontri sulle Collezioni del Novecento di Pistoia Musei di Palazzo de’ Rossi.
La dottoressa Jatta, prima donna a dirigere i Musei vaticani è stata invitata a parlare su Il disegno nella creazione artistica arte di cui Bartolini è stato Maestro. Sue opere sono presenti nella Collezione ospitata nelle sale della Fondazione Caript.

All’incontro con la dottoressa Jatta hanno partecipato la direttrice di Pistoia Musei Monica Preti, la conservatrice della Collezione Annamaria Jacuzzi e la figlia di Bartolini Simonetta, presente la moglie di Sigfrido signora Pina.
A fare gli onori di casa il presidente della Fondazione Caript Lorenzo Zogheri il quale ha ricordato e ribadito il ruolo della Fondazione nel valorizzare l’arte e i protagonisti della vita artistica pistoiese, passata e presente.
Dopo l’introduzione della dottoressa Preti che ha esaltato la figura dell’Uomo e dell’artista Sigfrido, la professoressa Jatta ha approfondito il ruolo che Bartolini ha avuto nella sua prolifica produzione che ha spaziato dal disegno alla pittura con grande impegno nella grafica in tutte le sue declinazioni.

Bartolini è stato artista eclettico, scrittore, polemista e critico, maestro nell’arte della grafica. In ambito letterario è stato ricordato principalmente per l’intensa attività di giornalista e critico d’arte ma fu uno scrittore estremamente prolifico: coltivò la scrittura fin da giovanissimo e si esercitò in generi e forme differenti.
Nell’introduzione al volume di Sigfrido Bartolini La Grande Impostura:fasti e misfatti dell’Arte moderna e contemporanea Vottorio Feltri scrisse:
| “…non altri che Bartolini può essere la guida cui affidarsi per giudicare al volo se quel pittore mente o dice la verità, se c’è del vero in una esposizione oppure se vi si rintraccia qualche pietra preziosa” “…Ed ora, riprendendo tra le mani quanto ha scritto per le mie gazzette, capisco che la sua scrittura e i suoi giudizi reggono eccome. Hanno il pregio della nettezza. A volte della crudeltà”. |
Troppo lungo sarebbe elencare tutte le sue opere e la sua presenza in tanti musei in giro per il mondo. Limitandoci alla grafica, le sue opere sono esposte al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, al Gabinetto Disegni e Stampe della Biblioteca Vaticana, alla Biblioteca Nazionale di Parigi, al Museo Albertina di Vienna mentre fra le esposizioni possiamo ricordare il MOMA di New York.
Fra le innumerevoli produzioni ci piace ricordare la monumentale Edizione Nazionale del Pinocchio del 1983 illustrata con oltre 300 xilografie in nero e a colori, frutto di ben 12 anni di lavoro mentre è del 2005-2006 la sua ultima opera: le “14 Vetrate in tessere vetrarie legate a piombo” per la chiesa dell’Immacolata Concezione di Pistoia e che illustrano le 7 opere di Misericordia e i 7 Sacramenti.

Nel concludere la sua conversazione la dottoressa Jatta ha ricordato i cento acquerelli e le cento litografie donate al Gabinetto dei disegni della Biblioteca vaticana aggiungendo come Bartolini sia stato un grande intellettuale del Novecento non solo per le opere ma anche per gli scritti sul disegno e la sua importanza. Concetto ripreso da Annamaria Jacuzzi la quale ha sottolineato l’importanza del personaggio come artista e studioso.
Anche la figlia Simonetta ha esaltato la grande capacità di lavoro di suo padre e quanto sia difficile, senza fermarsi a riflettere, rendersi conto di quanto ha fatto.
Quanto è stato detto durante l’incontro si può trovare nel pregevole “diario” di Bartolini 1991-2007 in stampa anastatica, Nulla dies sine linea (Nemmeno un giorno senza un segno, motto ripreso da Apelle) il suo ultimo album autografo del quale Barbara Jatta ha scritto: “Si tratta di un prezioso album che conserva una varietà di interventi autografi, prevalentemente disegni …in cui trovano sedimentazione sia ricordi che studi destinati in seguito a prendere la via definitiva di opere autonome:dipinti acquarelli, incisioni”.
Per presentare la rassegna è stato scritto: “ Ispirandosi alle opere e agli artisti presenti nel percorso stabile Collezioni del Novecento a Palazzo de’ Rossi, la rassegna propone temi di confronto artistico e sociale e vede la partecipazione di critici, artisti in dialogo con Monica Preti, direttrice di Pistoia Musei, e Annamaria Jacuzzi, conservatrice per le Collezioni del Novecento”.
Gli altri due appuntamenti si terranno il 9 febbraio, sempre alle 18, con la conversazione Corpo come frontiera con la scrittrice e curatrice di arte contemporanea sull’artista Zoe Gruni; il terzo incontro giovedì 9 marzo su Reperto e metamorfosi con Eva Degl’Innocenti, direttrice dei musei civici di Bologna e Lorenzo Madaro, docente di Storia dell’arte contemporanea all’Accademia di Brera per parlare dell’artista Federico Gori del quale sarà presentata l’opera L’età dell’oro. Dal 9 marzo al 10 aprile nella sala Scenari possibili di Collezioni del novecento saranno allestite alcune opere di Gori della serie in progress, La muta.







