mercoledì, Settembre 9, 2026

Pistoia. La storia degli operai della Gkn diventa un film

PISTOIA – Non è solo una ricostruzione della vertenza. Lo precisano sin da subito Filippo Maria Gori e Lorenzo Gori, autori del documentario ‘E tu come stai?’ che ripercorre la storia e l’impegno del collettivo Gkn a partire  della chiusura dello stabilimento di Campi Bisenzio il 9 luglio 2021. Nei cento minuti di video, infatti, le trame della dimensione collettiva della lotta per i diritti e la dignità del lavoro si intersecano con quella più intima, nel tentativo di rinsaldare le maglie strappate di un senso, ormai quasi storico, di agire comune. 

Il documentario è stato presentato ieri pomeriggio (17 novembre) alla libreria Lo spazio di Pistoia anticipando la proiezione serale al cinema Roma, ultimo appuntamento in cartellone alla rassegna cinematografica “Presente italiano”. A dialogare con gli autori Michele Galardini, direttore artistico della suddetta manifestazione.

Lorenzo Gori e Filippo Maria Gori (foto Stefano Di Cecio)

“Mi fa piacere che il nostro lavoro si stia espandendo a cerchi concentrici partendo proprio dal nostro territorio’’ – ha detto Lorenzo Gori, a proposito della presentazione pistoiese, avvenuta ad una settimana di distanza dalla sua anteprima al Festival dei popoli.

Il fattore locale prende ancora più valore alla luce del fatto che, secondo quanto spiegato dall’autore, “il collettivo Gkn ha un’appartenenza forte con il territorio, proprio come nelle manifestazioni anni ’60. Sembra di essere tornati indietro di 40 anni, con gli universitari presenti al presidio e le Rsu che dicevano che il problema riguarda tutto il territorio e non solo i 442 operai licenziati’’.

Ripercorrendo la storia, quello che traspare – prosegue l’autore – “è una forma d’ impegno articolata e lucida che ha portato tra l’altro, in quest’anno e mezzo, a formulare una legge di iniziativa popolare contro le delocalizzazioni’’. Al momento, però, la proposta è rimasta nel cassetto.

Un momento della presentazione (foto Stefano Di Cecio)

“Il nostro intento – prosegue Filippo Maria Gori – è stato far capire che non si tratta di guerriglieri innati, ma gente che sta facendo qualcosa per se stessi e per gli altri. Nei nostri frame c’è l’altra parte della cronaca’’.

Un fuori campo, insomma, che in circa cento minuti ci restituisce il senso più ampio di una battaglia che dura da più di un anno.

“Giani, Nardella e vari altri politici sono venuti a fare le loro dichiarazioni. La società ha fatto le sua. I giornali hanno raccontato questo e la posizione degli operai. Noi ci siamo presi il compito di raccontare anche i momenti di quotidianità’’, sottolineano gli autori. Fondamentale, insomma, nell’economia del racconto l’intimità delle storie, “occasioni che – precisa Filippo Maria Gori – permettono di stringere un legame più potente con le persone’’.

Oltre al racconto dei fatti c’è poi una questione di appartenenza. “Trovarla e riconoscerla – dice Lorenzo Gori – è difficile adesso. Al di là di tutto è importante che venga fuori che attraverso la collettività è ancora possibile reagire ad un’istituzione che non considera. Fa tristezza – conclude a proposito del mancato consiglio comunale alla Gkn, prima annunciato poi ritrattato – che tutto si riduca ad un film o ad uno spettacolo teatrale senza che nessuno poi faccia nulla. Come è possibile che quando si parla del diritto del lavoro, anche senza emergenza, diventi qualcosa di eccezionale?’’. (r.b.)

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