mercoledì, Settembre 9, 2026

Pistoia, la Stradale chiude il cerchio sui furti nelle auto vicino a scuole e centri commerciali

PISTOIA – Gli investigatori della Polizia Stradale di Pistoia, con l’operazione “Occhi di gatto”, hanno arrestato un 35enne con diversi precedenti specifici in materia di reati contro il patrimonio, specializzato in furti aggravati, truffe e uso indebito di carte di credito.

L’arresto arriva a conclusione di una indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Pistoia che ha portato al fermo di indiziato di delitto per pericolo di fuga.

La complessa operazione nasce a seguito di alcune segnalazioni di furti avvenuti in prossimità di scuole (scuole del Legno Rosso) cimiteri e centri commerciali (Panorma, Brico) del territorio pistoiese.

Proprio in uno di questi eventi, denunciati alla Polizia Stradale, alcuni testimoni avevano notato un’auto sospetta con un particolare adesivo, applicato nella parte posteriore raffigurante degli occhi di gatto, dando lo spunto al nome dell’operazione, appunto, “Occhi di gatto”.

La Polizia Stradale di Pistoia

Le azioni criminali si alternavano tra furti aggravati commessi con la “tecnica del falso investimento di animale”“tecnica del pneumatico forato” e “truffa dello specchietto”, arrivando persino a pedinare le vittime per alcuni chilometri.

Gli investigatori della Polizia Stradale di Pistoia, attraverso servizi di pedinamento abbinati alle nuove tecniche d’indagine, hanno prima individuato l’auto in uso al criminale e successivamente hanno ricostruito una decina di raid predatori, da questo commessi a Pistoia.

Le vittime erano spesso le più fragili: gli anziani ed i disabili, ai quali veniva prima sottratto il portafogli con il suo contenuto e poi, qualora scoperto il codice Pin, utilizzato il bancomat o la carta di credito per prelievi di denaro.

Ritenendo concreto il pericolo di fuga, vista la solidità degli elementi indiziari e la possibilità di reiterazione dei reati, la Polizia Stradale di Pistoia ha condotto il 35enne in carcere, in esecuzione del decreto di fermo d’indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pistoia.

Questa importante operazione segue di pochi mesi l’indagine “Pit Stop” sempre condotta dalla Polizia Stradale di Pistoia, che ha portato all’individuazione e smantellamento di una banda composta da quattro persone dedite a furti, ricettazione e uso indebito di carte di credito, con numerose perquisizioni e arresti.

Le attività confermano l’impegno costante delle forze dell’ordine nel contrasto alla criminalità predatoria sul territorio, mirato a garantire maggior sicurezza ai cittadini e a reprimere fenomeni criminali complessi e articolati.

Come avvenivano i furti.

La tecnica del “falso investimento di animale” è caratterizzata dalle seguenti fasi: “L’aggancio della vittima” – Una prima fase di “aggancio” avviene nei pressi di scuole (in occasione dell’uscita degli alunni), cimiteri e centri commerciali.

Veniva individuata la vittima a bordo della propria auto, spesso anziani, in possesso di borse a tracolla, marsupi e borselli. “L’investimento del gatto” – Il reo si avvicina a piedi alla vettura della persona offesa ed inizia a indicare la parte anteriore del veicolo, convincendo i malcapitati di aver investito un gatto. Il tutto è finalizzato a fare uscire dall’abitacolo la vittima per poi asportare, con un gesto repentino gli effetti personali lasciati all’interno. Al riguardo si evidenzia che il reo sceglie con cura il luogo ove perpetrare il furto, arrivando sinanche a pedinare la vittima per alcuni chilometri.

La tecnica della “truffa dello specchietto” è caratterizzata dalle seguenti fasi: “La scelta della vittima” – L’indagato sceglie scrupolosamente i suoi “bersagli”, effettua alcuni transiti di ricognizione antecedenti all’azione criminale, osservando gli utenti della strada, sino ad individuare persone maggiormente vulnerabili (anziani, disabili, conducenti di sesso femminile molto giovani e/o neopatentati). “Il rumore dell’impatto” – Il reo si mette in posizione di attesa a bordo della vettura a lui in uso, spesso prediligendo strade molto trafficate ed a carreggiata stretta. Individuata la vittima, lanciano un sasso o un piccolo oggetto finalizzato a simulare un rumore simile a quello dell’urto tra due auto. “La pretesa del risarcimento” – Il reo insegue la vittima ed avanza pretese di risarcimento per il presunto danno subito allo specchietto, senza coinvolgere l’assicurazione o le forze dell’ordine.

La tecnica del “pneumatico forato” è caratterizzata dalle seguenti fasi: “L ’aggancio della vittima” – Una prima fase di “aggancio” avviene nei pressi di scuole (in occasione dell’uscita degli alunni), cimiteri e centri commerciali. Veniva individuata la vittima a bordo della propria auto, spesso anziani, in possesso di borse a tracolla, marsupi e borselli. “Il danneggiamento del pneumatico” – Il reo, avendo cura di non farsi vedere, effettua un taglio allo pneumatico del malcapitato e successivamente attende che lo stesso si rimetta alla guida. “Il furto a bordo auto durante le operazioni del cambio pneumatico” – Il reo si avvicina a piedi alla vettura della persona offesa e l’avverte della gomma danneggiata. Il tutto è finalizzato a fare uscire dall’abitacolo la vittima per poi asportare, con un gesto repentino, gli effetti personali lasciati all’interno.

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