PISTOIA – Pistoia non ha bisogno di un mercato più ampio, ma di un mercato di qualità e questo obiettivo poteva essere centrato introducendo banchi con prodotti merceologici diversi e operazioni di controllo qualità.
Attualmente sono in difficoltà nella vendita gli operatori storici che hanno prodotti di maggiore valore e che temono di dover lasciare la piazza di Pistoia, vendendo la licenza per poco più di 3000 euro a operatori in grado di portare solo altra merce usata o prodotti a uno -tre euro.
Fratelli d’Italia dimentica che sono proprio gli operatori che investono nel loro lavoro acquistando mezzi nuovi e prodotti di qualità a denunciare la mancanza di controlli da parte della Polizia Municipale sullo spazio realmente occupato dai banchi, ma soprattutto sulla regolarità contributiva, sul pagamento del suolo pubblico, del bollo e della assicurazione del mezzo usato. Non si tratta di lasciare poche famiglie senza lavoro, perché attualmente i banchi non sono 170 come saranno tra poco, ma si tratta di non far perdere lavoro a molte più famiglie che lavorano nel rispetto della città e delle legge .
Si tratta inoltre di una mentalità al ribasso dal momento che proprio i consiglieri di Fratelli d’Italia hanno detto che la qualità non esiste, ma esiste ciò che piace. Incomprensibile anche la scelta di non aumentare i banchi in un mercato di periferia come quello di Bottegone dove 4 operatori oggi presenti dovranno trovare altre piazze.
Per Fratelli d’Italia ci sono quindi famiglie di cui preoccuparsi e altre che sono figlie di nessuno. Mai come adesso Pistoia sta procedendo verso l’abbandono del commercio di media ed alta qualità sia su suolo pubblico che in sede fissa . Tra poco anche un altro importante negozio di abbigliamento lascerà Pistoia : anche lì lavorano tante famiglie. Ma di quelle Fratelli d’Italia non si preoccupa.
Capogruppo Civici e Riformisti, Partito Democratico e Pistoia Ecologista Progressista









