mercoledì, Settembre 9, 2026

Pistoia. Nuova vita per le ex Scuole Marconi

di Stefano Di Cecio

PISTOIA – Si è svolta stamattina nei locali di Palazzo San Gregorio, già scuole “Marconi”, una conferenza stampa per illustrare quali saranno a breve gli importanti interventi che restituiranno il palazzo ad una nuova vita.

Esterno del palazzo dell’ex Marconi

Erano presenti Umberto Grieco, Presidente dell’ente Istituti Raggruppati proprietari dell’immobile, il Direttore dell’Ente Giovanni Paci e l’ingegnere Giovanni Becattini che, insieme agli architetti Andrea Attala e Nicola Cantini, ha sviluppato il progetto degli interventi da realizzare.

Questi ultimi sono iniziati il 10 settembre scorso con la consegna del cantiere alla ditta Impresa Cellini srl di Impruneta (FI) per  la prima fase dei lavori di restauro e messa in sicurezza del Palazzo. I lavori, che prevedono un importante impegno finanziario di circa settecentomila euro interamente a carico degli Istituti Raggruppati, è stato fortemente voluto dal suo Consiglio di Amministrazione. 

Al termine, l’edificio sarà completamente in sicurezza e disponibile per un più ampio progetto di nuova destinazione su cui Istituti Raggruppati, accompagnati da Melting Pro, organizzazione specializzata in percorsi partecipativi e di rigenerazione urbana, stanno lavorando insieme al Comune di Pistoia e alla Fondazione Caript, coinvolgendo le realtà interessate, pubbliche e private, della città.

La prima fase prevede, dice l’Ingegner Becattini, la messa in sicurezza della copertura e il ripristino delle facciate. Queste ultime  infatti, negli anni passati, hanno provocato spesso cadute di pezzi di cornicione, di pietra serena e altro su via Puccini, quindi verranno messe in sicurezza e restaurate per dare un aspetto più dignitoso a tutta la facciata del palazzo. La copertura verrà messa in sicurezza perché ci sono alcune travi in posizione di precaria staticità, ci sono filtrazioni d’acqua, non è idonea sopportare i carichi neve se venisse una nevicata abbondante.

Il lavoro che ha portato fino a questa prima fase è stato preceduto, con l’aiuto degli Architetti Cantini e Attala, a una fase di revisione urbanistica e di messa a norma di tutte le cose fatte nel periodo  di uso scolastico.

C’è stato il nulla osta della soprintendenza, cui è vincolato l’immobile, per farsi autorizzare i lavori sia di questa prima fase che per le fasi successive. La seconda fase prevede la realizzazione di una sala conferenze nello spazio dell’ex palestra, al fine di rimettere in uso tutto il piano terra e renderlo disponibile per la città. Poi uno spazio espositivo al piano primo accanto alla cappella a servizio degli Istituti Raggruppati per mostre fotografiche o altro per veicolare messaggi legati a loro intenti.

La fase successiva poi prevede la messa in sicurezza e ripristino degli impianti del piano primo e del piano secondo. L’immobile, per chi non lo conosce è molto grande, comprende oltre al piano terra, due piani superiori. Abbiamo fatto quindi alcune domande sia all’Ingegner Becattini che al Presidente Grieco:

Non verrà riutilizzata più come scuola?

Risponde Becattini: No, l’intervento prevede un cambio di destinazione d’uso da scolastico a direzionale, per attività quindi che non sono quelle scolastiche che avrebbero necessitato di una messa norma degli impianti della sicurezza antiincendio e un ripristino della vulnerabilità sismica. Le scuole sono oggetto di attenzione molto alta dal punto di vista antisismico e per un palazzo storico come questo il costo per l’adeguamento era troppo oneroso rispetto alle disponibilità economiche degli Istituti e del Comune.

Quali sono gli altri possibili utilizzi dell’edificio?

Risponde Grieco: Ci siamo affidati ad una società specializzata di Roma, la Melting pro,  e abbiamo chiamato a colloquio e a proposta sia gli enti locali e successivamente lo faremo anche con le associazioni qui vicine, per rivolgere la domanda: “Che cosa pensate che sia la cosa migliore per Palazzo San Gregorio? La nostra volontà è quella di realizzarci un centro di aggregazione per la città, che possa diventare qualcosa che tutti i pistoiesi possano vivere e di cui si possono sentire partecipi.  Quindi pensiamo in linea di massima a un luogo di incontro, di spazi più o meno piccoli, la possibilità che venga destinata a utilizzi di varia natura. Questo è un momento di confronto che stiamo vivendo per arrivare a qualcosa che sia del tutto condiviso.

E’ possibile quindi l’utilizzo da parte di associazioni del territorio?

Risponde Grieco: Allora, era uno dei progetti originali, quello di poterne fare una casa delle associazioni. Probabilmente lo estenderemo, non è un elemento che abbiamo accantonato assolutamente. 

A quando risale il palazzo?

Risponde Grieco: Il palazzo nasce nel 1223 da parte del Comune di Pistoia come Ospedale di San Gregorio. La vocazione ospedaliera è stata plurisecolare, intorno al 1500, poi arrivò una congregazione di suore. Dopo divenne un luogo di rifugio per i bambini abbandonati, fino a quando nel 1784 non ci fu la fusione con gli ospedali del Ceppo, infatti gli Spedali riuniti di Pistoia sono legati proprio a questo fenomeno. Durò poco perché una volta fatta questa unificazione il palazzo fu spogliato dalle sue funzioni, gli orfani furono spostati a Porta Lucchese e quindi rimase inutilizzato. Fino a quando nel 1796 non fu acquistato da Niccolò Puccini. Lui e Tommaso Conversini sono due figure di imprenditori ante litteram perché comunque sviluppavano patrimoni prevalentemente con investimenti di natura immobiliare. Ci fecero la loro residenza oltre alla Villa di Scornio. Tutto questo è stato vero fino alla morte di Puccini quando fu ristrutturato perché diventasse un orfanotrofio e un luogo di apprendimento di professioni, cosa che nacque poi nel 1861.  Il palazzo è rimasto coinvolto quindi in mezzo a mille vicende storiche. Dal 1965 ha avuto una vocazione scolastica, c’è stato il Liceo Scientifico, l’Agraria, poi le scuole di Marconi. 

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