PISTOIA – Disservizi dovuti alla mancata sostituzione dei medici di famiglia e dei pediatri nella provincia di Pistoia.
E Cgil evidenzia che l’unica soluzione fino ad oggi ipotizzata è stata quella di innalzare il rapporto medico/pazienti fino a 1800 assistiti. “Ricordiamo che il rapporto ottimale dovrebbe essere 1 a 1000 se vogliamo che il servizio reso ai cittadini mantenga un minimo di qualità. Già averlo 1/1500 significa incorrere in lunghe code agli ambulatori o ad ore passate a cercare di telefonare al nostro medico. E come al solito i più penalizzati sono le persone più fragili e gli anziani” spiegano Daniele Gioffredi, segretario generale Cgil Pistoia e Andrea Brachi, segretario generale Spi Cgil Pistoia.
Che evidenziano che la Cgil chiede da tempo a chi è chiamato a gestire questa situazione quali altre soluzioni concrete e definitive intende attuare perché la sostituzione dei medici di famiglia e pediatri avvenga in tempi certi e senza lasciare vuoti inaccettabili.
“E’ il momento di scelte coraggiose. Possiamo provare, se non sbagliamo, a rendere esigibile il diritto alla salute delle persone in ogni fase della loro vita. E in questo contesto è bene ricordare che il medico di famiglia ed il pediatra sono i responsabili della cura globale della persona, rappresentano l’accesso del cittadino al sistema sanitario nazionale e hanno il compito di coordinare l’intera vita sanitaria dei loro pazienti” continuano.
“Siamo convinti che occorra che questi professionisti debbano essere maggiormente integrati nel sistema sanitario pubblico. Crediamo inoltre che la presenza dei “medici di famiglia” e dei pediatri dentro le Case di comunità sia necessaria e non rinviabile e non può continuare ad essere un optional. Le Case di Comunità fanno bene ai cittadini e al sistema sanitario regionale. Pertanto bisogna insistere perché la medicina generale diventi una specialità identica a tutte le altre, che le modalità di accesso siano le stesse di quelle previste per il restante personale del SSN e che pur mantenendo alcune specificità, il contratto sia quello del personale dipendente. Una vera rivoluzione indispensabile per dare risposte adeguate ai cittadini e prepararci al meglio alle altre emergenze che verranno”.
Per la Cgil occorre un piano straordinario di assunzioni nella sanità pubblica non solo coprire il turn over ma implementare le dotazioni organiche e procedere immediatamente a nuove assunzioni.
Rivedere il percorso universitario non solo per i medici di medicina generale a partire dal superamento del numero chiuso per l’accesso alla facoltà di medicina;
Prevedere maggiori ed ingenti risorse per finanziare il Servizio Sanitario nazionale e rivedere la figura del medico di medicina generale e dei pediatri e abbassare il rapporto medico paziente a 1 a 1000.
Infine recuperare la centralità del “territorio” per dare risposte più efficienti ed efficaci ai bisogni di salute così come previsto dal decreto ministeriale 77.







