mercoledì, Settembre 9, 2026

Pistoia, prime prove di coalizione progressista per il 2022

di Francesco Belliti

PISTOIA – La serata di dibattito andata in scena ieri sera al circolo Arci di Bonelle, nella cornice di ‘Sinistra in festa’, è stata la prima tappa pubblica di un cammino che dovrebbe andare a formare una compatta coalizione di centrosinistra per le elezioni comunali 2022. Il diktat, spesso ripetuto dagli esponenti di partiti e movimenti, è “riprendersi Pistoia”.

Nello specifico, a prendere la parola, sotto la moderazione del direttore di Reportpistoia Alberto Vivarelli, sono stati Fabrizio Geri (Europa Verde Pistoia), Nicola Maglione (Movimento 5 Stelle), Tina Nuti (Pistoia Spirito Libero), Mattia Nesti (Sinistra Civica Ecologista), Walter Tripi (segretario comunale del Partito Democratico), Federica Bonacchi (Pistoia Città di tutti), Marco Mazzalon (Green Italia) e Fabrizio Ermini (Possibile).

Gli esponenti della possibile coalizione di centrosinistra

Gli interventi si sono dapprima soffermati sull’attuale amministrazione comunale, quella che, citando Fabrizio Geri, è nata nel 2017 “da una guerra fratricida” interna all’allora centrosinistra pistoiese. Tutti i partecipanti hanno passato in rassegna le scelte dell’amministrazione Tomasi cui si dovrà por rimedio in caso di un nuovo cambio di colore politico a Palazzo di Giano, pur restando all’unanimità concordi che alcune di esse sarebbero incancellabili nel breve periodo.

Molti, dunque, i temi toccati, nel segno di quella che Nicola Maglione ha definito “l’ambiguità e l’inerzia” dell’attuale giunta, specie in scelte che permetterebbero alla macchina amministrativa di risparmiare molte risorse economiche. Si è parlato della gestione del traffico nei dintorni del centro storico e degli spazi pubblici, che la consigliera Tina Nuti ha definito “di stampo privatistico”. Altro capitolo a parte e molto dibattuto quello delle politiche in materia di rifiuti, con un sistema che, a detta di Mattia Nesti, “non potrà produrre un miglioramento nella raccolta differenziata”, oltre ad aver comportato un pesante esborso economico.

Tanto spazio è stato dedicato anche alle scelte, in opposizione al precedente accordo di programma, sull’area ex Ceppo, su quella ex Breda (svenduta, a detta di alcune delle forze di opposizione) e sulle Ville Sbertoli, cadute ormai nel totale disinteresse.

“Abbiamo un sindaco – queste le parole di Walter Tripi – che da assessore della cultura si è dimenticato dell’esistenza del Museo Marini, però si ricorda di concedere spazi pubblici ad eventi cui partecipano Belpietro, Sallusti e compagnia. Sullo sport, dopo i tanti proclami in campagna elettorale, si è passati alla politica del taglio dei nastri, anche se poi gli impianti hanno ancora delle mancanze strutturali e di servizi”.

Walter Tripi

Col passare del tempo, dopo aver toccato anche l’argomento delle scelte controverse compiute dalle amministrazioni più datate, l’attenzione si è spostata maggiormente su aspetti più programmatici, scoprendo le prime carte di quella che gli esponenti dei vari movimenti hanno definito “un’idea di lungo termine per Pistoia”, che, a detta di Federica Bonacchi, doveva già essere da tempo la città del verde. E mentre Marco Mazzalon ha parlato di scelte per il futuro dettate dalla situazione climatica globale, Fabrizio Ermini ha affermato che la più grande difficoltà della politica sarà liberarsi dalla nuova normalità condizionata dalla mancanza di decisioni.

Le forze politiche rappresentate a Bonelle hanno mostrato dunque compatibilità di programma, legate soprattutto alle tematiche ambientali ed ecologiste. Una macro-area cui però si sono aggiunte ulteriori riflessioni e proposte, come la lotta allo spreco delle risorse pubbliche, il dialogo col mondo del vivaismo, la riapertura di un rapporto con le periferie, la montagna e l’intera provincia, la scelta dei bandi, una visione d’insieme per lo sviluppo urbanistico e il ritorno di Pistoia a ricoprire un ruolo strategico nella regione. Ma soprattutto, come ha sottolineato Tina Nuti, “occorre dare al comune una nuova e ben chiara identità che si basi su cultura e turismo e sostenibilità ambientale ed economica”.

In fondo, ma non per importanza, la scelta del candidato a sindaco. Sebbene tutti gli esponenti dei partiti e movimenti si siano dichiarati disponibili a mettersi intorno ad un tavolo per parlare di contenuti, di programma e quindi anche di nomi, si è anche voluto chiarire alcuni aspetti, come nel caso di Fabrizio Geri, lapidario nel dire che “il PD non dovrà imporre il suo candidato”.

Ben consapevole delle voci che in città circolano su una decisione in realtà già presa, il segretario Tripi ha voluto garantire “il dialogo tra tutte le forze di opposizione” e che la scelta sarà presa d’insieme. Non sembra ad oggi percorribile, da quanto emerso dagli interventi, l’idea di un ricorso alle primarie: quindi, se coalizione sarà, il candidato a sindaco emergerà dal confronto tra i vari movimenti.

Ha inizio dunque una nuova avventura per il centrosinistra pistoiese: una missione, quella di riportare la città a sinistra, che, a detta di molti, sarebbe dovuta cominciare ben prima della serata appena passata a Bonelle, ma che adesso ha sicuramente nomi e volti di riferimento, in attesa di sapere e di capire se questa alleanza s’ha da fare o meno.

Leggi anche

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome



ultime in provincia