mercoledì, Settembre 9, 2026

Pistoia, religione a scuola: ” favorisce riflessione sul senso dell’esistenza”

PISTOIA – “Non impariamo per la scuola, ma per la vita” (Non scholae, sed vitae discimus), recita un memore motto latino. Che, detto in altri termini, significa che s’impara non per la scuola o per un insegnante, ma per le occasioni e le difficoltà che si incontrano e che si incontreranno nella vita.

L’incontro alla Fondazione Maic

Se ciò vale per ogni singola disciplina, quanto più ciò dovrà valere anche per l’insegnamento della religione cattolica. “L’insegnamento della religione cattolica – si legge in un messaggio di qualche anno fa della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana – favorisce la riflessione sul senso profondo dell’esistenza, aiutando a ritrovare, al di là delle singole conoscenze, un senso unitario e un’intuizione globale. Ciò è possibile perché tale insegnamento pone al centro la persona umana e la sua insopprimibile dignità, lasciandosi illuminare dalla vicenda unica di Gesù di Nazaret, di cui si ha cura di investigare l’identità, che non cessa da duemila anni di interrogare gli uomini”.

Insegnamento, dunque, che lungi dal costituire un’interferenza, è anzi un valido esempio di quello spirito positivo di laicità che permette di promuovere una convivenza civile costruttiva, fondata sul rispetto reciproco e sul dialogo leale; valori di cui un Paese ha sempre bisogno.

È nel solco di quanto suddetto che si inscrive l’esperienza vissuta mercoledì 15 febbraio presso la Fondazione MAIC da parte di alcuni alunni – circa 50 – dell’Istituto “Einaudi” ed il loro docente di religione Simone Billeci

Nel discorso tenuto ai partecipanti all’incontro degli insegnanti di religione cattolica del 2009, Benedetto XVI affermava: “A voi, insegnanti di religione cattolica, oltre al dovere della competenza umana, culturale e didattica propria di ogni docente, appartiene la vocazione a lasciar trasparire che quel Dio di cui parlate nelle aule scolastiche costituisce il riferimento essenziale della vostra vita”. Un Dio che, nell’esperienza al MAIC, ci si augura possa esser stato fatto trasparire.

Simone Billeci

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