mercoledì, Settembre 9, 2026

Pistoia, sanità: “meno tagli ai posti letto ma a rischio le ferie per il personale”

PISTOIA – Il piano per le chiusure estive previsto dall’Asl Toscana Centro per la zona di Pistoia non convince la segreteria provinciale del NurSind, il sindacato delle professioni infermieristiche. Come riportato nei giorni scorsi dalla stampa locale, il progetto prevederebbe un taglio di posti letto per l’ospedale San Jacopo non superiore a 36 (l’anno scorso erano stati 66) con un numero complessivo di letti a disposizione pari a 372. Chiusure in linea con quelle registrate nel 2022 al Cosma e Damiano di Pescia, dove i posti letto in area chirurgica passeranno da 16 a 10, in area medica il calo sarà di sette unità, mentre la Day Surgery resterà chiusa soltanto nelle due settimane centrali di agosto.

Il problema, come sottolinea NurSind, riguarda il personale. Perché a fronte di un minor taglio di posti letto rispetto agli anni precedenti, non sono previsti contratti interinali per la sostituzione del personale in ferie e il rischio è che le assenze vengano coperte coi sanitari già in servizio, i quali dovranno poi a loro volta usufruire delle ferie. “Un corto circuito pericolosissimo – spiega la segretaria territoriale Rosa Scelta – che comporterà un ulteriore sacrificio del personale che lavora in ospedale e che ormai da anni non ha un attimo di tregua”.

“Il fatto – prosegue Scelta – è che l’Asl sta tentando di scardinare il modello di turnazione delle ferie proprio per la convinzione di risparmiare personale, senza tener conto che con questa organizzazione si finisce per togliere il giusto riposo ai sanitari. Su questo tema NurSind Pistoia da anni porta avanti una lotta seria. Vero è che il cittadino, alla fine, non risente poi tanto di queste riorganizzazioni, perché le persone che restano a lavoro sono tenute a garantire l’assistenza e questo si rende possibile anche con la riduzione dei posti letto. Ma la coperta è corta, molto corta. E il personale è allo stremo. L’Asl deve tener conto delle difficoltà che i sanitari stanno vivendo ormai da moltissimi, una situazione acuita poi negli ultimi tre anni dalla pandemia in poi. Lo deve ai suoi stessi dipendenti e alla cittadinanza, alla quale deve poter garantire un’assistenza adeguata”.

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