mercoledì, Settembre 9, 2026

Pistoia, “Un Piano della Mobilità vecchio e con dati che risalgono al 2016”

di Ilaria Lumini

PISTOIA – Un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile “non è un progetto di pianificazione e progettazione per Pistoia”.

I consiglieri comunali Pd Pistoia parlano di un Pums: un piano “vecchio, con rilevazioni di dati che risalgono al 2016 come l’incidentalità rilevata nel 2019. Quindi un piano della mobolità che non ha alcuna presa sulla realtà e che lascia indietro i progetti futuri: dalla Rsa di Vicofaro al Pallavicini”.

Il Pums è uno strumento strategico per le città che si propone di soddisfare la variegata domanda di mobilità delle persone e delle imprese nelle aree urbane e peri-urbane per migliorare la qualità della vita nelle città.

La conferenza stampa del Pd sul piano urbano della mobilità sostenibile

Il Pums di Pistoia “é rimasto in un cassetto dal 2017 e l’ultimo incontro con i cittadini risale al 2021 – spiega il capogruppo del Pd in consiglio comunale Matteo Giusti – L’8 luglio 2024 sono terminate le osservazioni per i cittadini. Dall’Amministrazione è venuta a mancare la voglia di partecipazione con la città. Se andiamo ad aprire le cartografie del Pums vengono a mancare i presupposti per una valutazione effettiva delle rete viaria delle periferie: da Bottegone a Case Nuove di Masiano, un problema completamente non affrontato”.

Il Pums – continua il Pd – ha una cartografia non aggiornata dove non sono state inserite la viariante per la Rsa a Vicofaro, la variante per la mobilità per il progetto Pallavicini oltre alla stessa Ciclovia del Sole e le piste ciclabile.

“Da una parte la Giunta ci racconta quante sono importanti le piste ciclabili, i marciapiedi, gli attraversamenti pedonali per la mobilità dolce e dall’altra abbiamo un assessore ai lavori pubblici Bartolomei che in consiglio comunale dice che il traffico è importante per la città” sottolinea ancora Giusti.

Anche la consigliera Pd Stefania Nesi evidenzia che il Pums di Pistoia “è già vecchio perché nelle indicazioni ministeriali la durata è di 10 anni, quindi questo Piano della Mobilità 2024, che ha già sette anni perchè del 2017, entrerà in vigore nel 2025 basandosi su rilevazioni di dati passati e dove è totalmente mancato il percorso di partecipazione con i cittadini. Un problema che si vede anche dalla cartografia non aggiornata”.

Anche la consigliera Pd Antonella Cotti evidenzia come le maggiori criticità riguardano “ciò che non viene detto in questo Pums, del Pallavicini non c’è menzione: quale mobilità? E’ ovvio che ci sarà un aumento del caos viario, manca anche quello che è già stato approvato come l’Rsa di Vicofaro. E anche lì abbiamo visto quanta sia critica la mobilità”.

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