di Fabrizio Geri*
PISTOIA – Dopo un week end impegnato con Europa Verde, tra aziende agricole biologiche e imprenditori delle fonti innovabili, mi soffermo un attimo al dibattito di venerdì sera, organizzato dall’associazione culturale Universi.
Che ringrazio a prescindere: hanno invitato i nove candidati a sindaco e io ho sostituito il candidato Francesco Branchetti della coalizione progressista ed ecologista. Peccato però per gli argomenti e le domande (la maggior parte) rivolte ai candidati – come quelle sul metaverso e avatar -, per nulla adatte a un dibattito in vista delle amministrative e rivolto a un pubblico ampio.
Infatti i presenti appartenevano alle rispettive claque: bastava vedere gli applausi alterni, in fin della fiera una serata per addetti.
Senza parlare dei temi reali e concreti cannibalizzati da voli pindarici e la gara, a tratti, a chi la sparava più grossa.
A proposito, invito con amicizia il buon Vespignani a pensare davvero alle future generazioni e non alle prossime elezioni: ok la piscina olimpionica, slogan sempre efficace, ma frequentando la politica da svariati lustri suggerisco idee cantierabili e alla portata di mano. Si parla da vent’anni di questa piscina, era prevista nell’area ex fornace di Pontelungo: piedi per terra ed evitiamo di sminuire le riqualificazioni.
Inoltre, sempre sulla facile ironia cui non ho replicato, io non voglio mandare i giovani a fare il bagno nell’Ombrone, anche perché il nostro torrente è in secca per buona parte dell’anno, come immagino sappia qualunque pistoiese. Ma il fatto davvero grave è che anche i grandi fiumi come il Po sono in siccità. E certa politica, proprio come quella del leader del partito del “Vespa”, ha la responsabilità storica e morale di non aver nemmeno tentato di invertire la rotta dei cambiamenti climatici e costruito opere di mitigazione.
Passo al general generico tema del disagio giovanile affrontato: a livello mondiale questa piaga non trova risposte forti. I giovani replicano in fin dei conti gli atteggiamenti dei loro educatori, gli adulti che occupano i posti dei disabili, che sostano davanti a scuola con motore acceso e poi sfrecciano via a 100 km/h, che comprano cibi spazzatura perché già pronti e poi lamentano carie e obesità dei figli, che bullizzano i più fragili e marginali, che sfruttano gli invisibili o meno sul lavoro. Insegnare ai grandi a non essere violenti, o disincentivarli (e qui si apre il vero dibattito…), rimane l’unico antidoto contro generazioni di rincoglioniti e prepotenti.
Tante parole poi sullo sport; tengo a precisare, per chi avesse memoria corta, che durante le mie consiliature mi attivai per il primo defibrillatore su un campo sportivo, quello di Capostrada. Inoltre, e Flonaldo Flori era presente immagino trai sostenitori di Tomasi, può confermarlo, mi adoperai per l’intitolazione a Gabriele Faticoni e Vittorio Cappellini rispettivamente del campo di calcio e dell’impianto di Legno Rosso.
Le provocazioni sulle periferie, infine; ebbene sì: prima di ragionare servirebbe seriamente fare un giro alle Fornaci, per esempio. E riconoscere il fallimento di quella stagione di urbanistica devastante, scriteriata e generatrice di mostruosità urbane. Con la complicità della politica e della classe dirigente tutta che potrebbe finalmente fare un tardivo atto di contrizione.
*Europa Verde









