lunedì, Aprile 6, 2026

Poca Italia nella 76ma Mostra del Cinema di Berlino

di Giacomo Martini

BERLINO – Si terrà dal 12 al 22 febbraio l’edizione 2026 del Festival di Berlino, la 76esima della sua storia. Per il secondo anno consecutivo direttrice artistica della Berlinale è l’inglese Tricia Tuttle, che è succeduta al nostro Carlo Chatrian.

A presiedere la Giuria Internazionale del Concorso che assegnerà l’Orso d’Oro e gli altri premi è, come annunciato, il grande regista tedesco Wim Wenders.

Commedia satirica e formalista, film di genere, thriller, storie d’amore, anime, documentari e western: la Berlinale 2026 si annuncia con un programma ricco e vario rivolto soprattutto al sostegno del cinema indipendente, ma – e potrebbe essere un segnale indicativo – l’Italia sembra quasi assente.

Sono quasi una trentina i Paesi che hanno partecipato alle produzioni dei film selezionati nelle sezioni principali (Competition e Perspectives) per la Berlinale 2026.

Ma per quanto riguarda i lungometraggi, l’Italia quest’anno compare debolmente. Tre coproduzioni di pregio vedono coinvolto il nostro Paese, due in competizione: Nina Roza di Geneviève Dulude-de Celles nel cui cast figura anche Chiara Caselli (L’orto Americano, 2025) e Rosebush Pruning di Karim Aïnouz con Callum Turner, Riley Keough, Jamie Bell, Elle Fanning e Pamela Anderson; più una nella sezione Berlinale Special: WAX & GOLD, documentario diretto dall’austriaca Ruth Beckermann.

Fondamentali però sono anche i grandi nomi dei talent che indubbiamente catturano la principale attenzione del pubblico. Tra i più noti quest’anno in concorso la Berlinale ha annunciato: il regista Kornél Mundruczó che presenta At the Sea con Amy Adams; Channing Tatum e Gemma Chan in Josephine di Beth de Araújo; l’immancabile Juliette Binoche con Tom Courtenay in Queen at Sea di Lance Hammer; Sandra Hüller, anche lei volto amato dai festival europei, in Rose di Markus Schleinzer; Tizza Covi (Vera, 2022) con Rainer Frimmel, insieme alla regia di The Loneliest Man in Town; e Seidi Haarla (Scompartimento n. 6) con Rupert Grint (Harry Potter) in Nightborn di Hanna Bergholm. In Perspectives c’è John C. Reilly con A Prayer for the Dying di Dara Van Dusen.

Mentre in Berlinale Special (la sezione non competitiva del Festival) arrivano: Isabelle Huppert con The Blood Countess di Ulrike Ottinger; Sam Rockwell e Juno Temple in Good Luck di Gore Verbinski; e poi ancora Alfonso Herrera e Dolores Fonzi portano l’attesa serie dal romanzo di Isabel Allende, La casa degli spiriti; John Turturro, Steve Buscemi e Giancarlo Esposito con The Only Living Pickpocket in New York di Noah Segan; Amanda Seyfried, che dopo Venezia ripresenta l’originale The Testament of Ann Lee di Mona Fastvold; e infine Ethan Hawke e Russell Crowe insieme in The Weight di Padraic McKinley.

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