di Mauro Banchini
POGGIO A CAIANO – 11 febbraio 1929: il giorno dei Patti Lateranensi fra Italia e Vaticano (fra Benito Mussolini e il card. Pietro Gasparri). La medaglia ritrovata nel cofanetto sotto il monumento ai caduti poggesi in piazza XX settembre, porta quella data. E un motto clericofascista che esalta quel Concordato.

Non stupisce questo ritrovamento avvenuto nei giorni scorsi – e reso noto dal sindaco Puggelli – alla base del monumento ai caduti, oggi spostato su iniziativa del Comune per il rifacimento della piazza intitolata a un “XX settembre” che non è detto tutti sappiamo a cosa si riferisce.
Talvolta la storia fa scherzi singolari, come questo di una piazza intitolata al giorno di Porta Pia (20 settembre 1870: fine del potere temporale della Chiesa) che sotto conservava una medaglia laudativa del ritorno di “Dio all’Italia” e della “Italia a Dio”.
Non stupisce. Nè stupisce l’altro reperto (il foglio ripiegato e ora giustamente nelle mani della Soprintendenza chiamata a “spiegarlo” senza procurare danni).
Se ne trovava traccia in un bel libro curato anni fa da Barbara Taverni e Luigi Corsetti. In quel foglio ora ritrovato dagli operai dietro avvertimento del sindaco Puggelli dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) essere riportati i nomi di tutti i poggesi che fra il 1926 e il 1930 aiutarono la costruzione del monumento.
Lo ricordo bene perchè (21 ottobre 2016) fui chiamato, come giornalista, a moderare, nelle Scuderie, un bell’incontro con l’ordinario in Storia prof. Pier Luigi Ballini per introdurre il “quaderno sofficiano” edito dal Comune (sindaco Martini) e dedicato a quel monumento in marmo che i fascisti non volevano e che venne eretto solo grazie alla volontà dei poggesi.
Proprio quel “cubo” in marmo che, ovviamente spostato, sarà ricollocato al termine dei lavori (tanto contestati da qualcuno) di riqualificazione della piazza.
Ricordo bene che con il compianto, carissimo amico, Luigi Corsetti accennammo, preparando l’incontro, proprio a questa lista che secondo vecchie testimonianze orali, doveva trovarsi sotto il “cubo”. E ci scherzammo pure sopra.
Adesso spetterà agli esperti veri (non a qualche archeologo fai da te) chiarire in modo definitivo cosa c’è in quel foglietto piegato. Quella lista? Altro? Nulla?
Conoscendo Luigi so che Lassù lui è contento per questa scoperta. E se la ride per una medaglia clericofascista inneggiante al Concordato che per oltre 90 anni ha vegliato, da sotto, sull’anticlericalismo dei bersaglieri di Porta Pia.
Un po’ come quando ci divertimmo, sempre con Luigi, dopo la scoperta della famosa tegola, inneggiante nientemeno che a Stalin, trovata nella Chiesa del Santissimo Rosario e messa lì nel restauro del dopo guerra da un muratore di forte fede comunista. La storia della tegola “comunista” (un’ode nascosta a Giuseppe Stalin per proteggere il Santissimo Rosario poggese) finì sulla stampa nazionale.
E credo se la rida pure, il Corsetti, davanti alla evidenza di quanto siano utili, nonostante piccole polemiche, questi lavori per risistemare la Piazza XX settembre.
In Italia ovunque si scavi, qualcosa sempre si finisce per trovare (magari – chissà – anche solo resti di una fogna).
Ma la storia della medaglia che esalta l’Italia restituita “a Dio” e trovata in una piazza che esalta Porta Pia, è troppo bella. Per la serie (sorridendoci sopra): Dio, patria e … medaglia.









