di Giacomo Martini
PORRETTA ALTO RENO – Saranno gli Stati Uniti a salvare le terme di Porretta? Così almeno ha dichiarato il dottor Monti, presidente del gruppo “Monti Salute Più” che sembra avere gettato un ponte tra l’America e Porretta Terme.

In questo senso, lo scorso 14 ottobre, a Washington, è stato ratificato pubblicamente un importante accordo con la Niaf, (National Italian American Foundation), la prestigiosa associazione che riunisce tutti gli italoamericani.
“Per capire come stanno le cose – spiega il professor Antonio Monti, direttore scientifico del Gruppo Monti Salute Più – dobbiamo fare un passo indietro. Le Terme Alte di Porretta, conosciute anche come terme vecchie, sono un comprensorio di diversi edifici, tutti affacciati sul Rio Maggiore e, realizzati attorno ad una graziosa piazzetta, rappresentano un capolavoro del Liberty italiano. E’ da lì che nascono alcune delle fonti delle rinomate Terme di Porretta, acque senza eguali nel panorama termale internazionale. Purtroppo ad oggi questo complesso è inagibile e ha la necessità di essere restaurato con una serie di opere il cui costo si aggira attorno ai 20 milioni di euro”.
Una notizia di grande rilievo per l’intero territorio montano, ma dopo ciò che è accaduto negli ultimi decenni, Porretta attende documenti, carte, progetti e, soprattutto, cantieri.
Il Gruppo Monti gestisce le Terme dalla primavera del 2022 con un accordo più volte sottolineato con l’INAIL che si era impegnata per un investimento di 15 milioni, ma a tutt’oggi nulla di questo è accaduto. Il gruppo Monti ha investito nel Corno alle Scale e in un impianto turistico con ristorante e piscina a ValVErde con grande rabbia da parte dei cittadini che si erano illusi dopo l’accordo con INAIL.
Adesso possiamo solo aspettare, ma non c’è più molto tempo.










